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La convinzione della nullità del proprio matrimonio: riflessi sull’ordinamento processuale

SOMMARIO: 1. I precedenti e le premesse per un cambio di prospettiva - 2. Il “discernimento” delle convinzioni dei soggetti sulla nullità del proprio matrimonio alla luce del paradigma della discontinuità nella continuità - 3. L’indagine giuridico-pastorale propedeutica all’introduzione dei giudizi sulla nullità del matrimonio - 4. La predisposizione di un ambiente processuale favorevole al vaglio delle “prove di coscienza” - 5. Gli apparati giudiziari al servizio delle convinzioni di coscienza delle parti - 6. L’intento di non turbare le convinzioni di coscienza dei conviventi in buona fede e il ruolo delle direttive extra-giudiziali sul possibile ricorso a soluzioni epicheietiche.

The convictions of the spouses on the validity of marriage: incidences on the process

ABSTRACT: The trial reforms introduced by the present Pontificate and the emanation of the Apostolic Exhortation ‘Amoris Laetitia’, in respect of the criterion of “graduality” that inspires the itinerary of the “Church in exit” traced by Pope Francis, do not bring substantial novelty about how “to discern” the convictions of the parties on the validity of marriage. They put into effect, nevertheless, a change of perspective, or rather a different point of view from which to consider these convictions, while still respecting the declarative nature of the nullity judgments, as distinct from legal and pastoral directives on possible epikeia solutions.

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