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Il whistleblowing e la denuncia degli abusi sessuali a danno dei minori nella Chiesa

SOMMARIO: 1. Una premessa sul possibile accostamento tra whistleblowing e gli attuali strumenti ecclesiali volti ad assicurare l’emersione degli abusi sessuali del clero - 2. Cenni sulla tipica fattispecie di whistleblowing disciplinata dalla normativa anticorruzione vaticana - 3. Gli errori della gerarchia ecclesiastica nella gestione della crisi degli abusi sessuali del clero sui minori - 4. Il mutamento di approccio al problema e la normativa canonica “emergenziale” degli ultimi anni - 5. Le analogie tra la posizione di soggezione del sacerdote autore della denuncia e quella del whistleblower - 6. La permanente assenza di un obbligo “giuridico”, di fronte al significato del ribadito obbligo “morale”, di denuncia all’autorità giudiziaria statale - 7. Il conflitto tra la rivelazione della notizia di reato e l’obbligo di conservazione del segreto - 8. Rilievi conclusivi.

Italian Regulation of “Whistleblowing” and Reporting of Child Sexual Abuses in the Church

ABSTRACT: The paper deals with new rules of Catholic Church which provide whistleblower protections for all members of clergy who report clergy sexual abuse to the local Ordinary: this conduct shall not constitute a violation of office confidentiality; furthermore, prejudice, retaliation or discrimination as a consequence of having submitted a report is prohibited. On the contrary, new church law doesn’t mandate reporting of sex abuse to police. The essay faces these topics by comparing canon law with Italian regulation on “whistleblowing” as provided for by law n. 179/2017.

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