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Articoli in Lavoro

Il Giudice italiano e le Università Pontificie: un “rapporto” controverso - di Settimio Carmignani Caridi

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Significatio verborum - 3. Dove ha la propria sede la PUL? - 4. Che rapporto c’è tra la PUL e la Santa Sede? - 5. La docenza universitaria ecclesiastica è funzione ecclesiale? - 6. La Santa Sede si è vista riconoscere in sede internazionale la sua competenza sulle università ecclesiastiche e pontificie? - 7. Inquadramento della materia così ricostruita nella normativa pattizia - 8. Conclusioni.

The Italian judge and the Pontifical Universities: a controversial relationship

ABSTRACT: The article examines the juridical status of the Roman Pontifical Universities and the jurisprudence of the Supreme Court of Cassation regarding employment relationships with institutions dependent on the Holy See.

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“It is (not) a piece of cake”: libertà di espressione e politiche antidiscriminatorie in America. Note a margine del caso Masterpiece Cakeshop, Ltd. v. Colorado Civil Rights Commission - di Luca P. Vanoni

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Tra free speech e free exercise clauses: la libertà di coscienza nella giurisprudenza della Corte suprema (cenni) - 3. Una discriminazione nella discriminazione? Una decisione che non risolve il dilemma - 4. Kicking the can down the road: l’arte di non decidere e le dissenting/concurring opinions del caso Masterpiece Cakeshop - 5. (segue) a) l’opinion del giudice Thomas - 6. (segue) b) uno sguardo sul futuro: due (ipotetici) orientamenti prevalenti - 7. Dal saluto alla bandiera alle torte nuziali: libertà e tolleranza nella società plurale contemporanea.

ABSTRACT: The paper examines the clash between public accommodations laws and freedoms of speech and religion in America at the light of the recent decision of the U.S. Supreme Court Masterpiece Cakeshop Ltd., v. Colorado Civil Rights Commission. The case deals with the refusal of a Colorado’s bakery to provide a wedding cake to a gay couple based on the owner's religious beliefs. After explaining the decision of the Court and the position of the U.S. Supreme Court Justices in their dissenting and concurring opinions, the paper addresses the claim of freedom of speech and of the tolerance principle in the pluralistic age.

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Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. La direttiva europea 2000/78/CE e le organizzazioni di tendenza - 2. Il caso Egenberger c. Evangelisches Werk dinanzi alla Corte di giustizia - 3. La sindacabilità dei provvedimenti confessionali in materia di lavoro - 4. I controlimiti alla disapplicazione della direttiva - 5. L’obbligo giudiziario di conformazione del diritto nazionale a quello europeo - 6. Il divieto di discriminazione sul lavoro alla stregua della Carta dei diritti del cittadino europeo.

No difference of treatment on grounds of religion or belief and religious organizations

ABSTRACT: It’s the first time that the Court of Justice E.U. deals with the limits of the exemption from ban on discrimination on grounds of religion or belief in favour of organisations the ethos of which is based on religion or belief. The German law implemented softly the directive 2000/78/CE favouring that ethos, as interpreted by those organizations, and consequently limiting the judicial review merely to its plausibility. Viceversa according to the European Court the religion or belief must constitute a genuine, legitimate and justified occupational requirement, having regard to the organisation’s ethos and the proportionality principle (even though not explicitly recalled by the directive). So an exhaustive judgement allows an objective, not spiritualistic, evaluation of the occupational activities and therefore a stronger legal protection of workers under articles 10, 21 and 47 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union.

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Codificazione etica e deontologia nei settori del lavoro, del mercato e della finanza. La libertà di coscienza e la transizione dall’oeconomicus corporativismo professionale alla democratica cooperazione interculturale - di Fortunato Freni

SOMMARIO: 1. I gruppi etico-deontologici e il diritto della polis democratica alla luce dei recenti cambiamenti sociali vissuti dalle identità collettive - 2. I codici di autoregolamentazione nel settore del lavoro - 3. Il mercato tra codificazione etica ed eteroregolamentazione - 4. Le recenti opportunità di lavoro socialmente utile offerte dalle tecnologie social alle smart communities - 5. La nuova sensibilità deontologica nel mondo finanziario: le banche etiche e la finanza islamica - 6. La rilevanza nell’ordine della polis dei vari tipi di norme contenute nei codici deontologici: attualità e prospettive inter- e/o trans-culturali.

Codes of ethics and Deontology in the fields of Labor, Market and Finance. Freedom of Conscience and the Transition from Oeconomicus Corporatism to Democratic Intercultural Cooperation

ABSTRACT: The paper analyzes the recent relevance of deontological codes, from which a process of enriching the concept of deontology seems to emerge. This is increasingly understood not only in a corporatist way as an ethics of conduct within the category of reference, but also in a democratic way as the ethics of service made to the polis by professional communities, which now, in the overall world of work, appear ethically inspired in the most varied ways. Following the development that freedom of conscience has experienced in its various forms of collective exercise, we are positively experiencing new patterns of work organization where deontology represents a synthesis between moral and law. Similarly, to churches, even some professional communities have useful, non-utilitarian relationships, and open to democratic intercultural cooperation, with their multiform and typical ways of working in the service of the human person, elected to lifestyles or spiritual missions. In order to encourage and extend this phenomenon of greater ethical accountability of free professions, some legal channels will be analyzed to better harmonize the use of those new deontological standards with legal rules in order to ensure balance and order at a general level, and to avoid the social dissociation in neo-corporatist groups.

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Lavoro, discriminazioni religiose e politiche d’integrazione - di Livia Saporito Francesco Sorvillo Ludovica Decimo

SOMMARIO: 1. La forza sociale delle religioni negli attuali scenari geopolitici - 2. Libertà religiosa, selezione lavorativa e integrazione nel mondo del lavoro - 3. La tutela della libertà religiosa nel rapporto di lavoro -3.1 Le discriminazioni religiose nei rapporti di lavoro nel quadro del diritto primario dell’Unione europea - 3.2 La giurisprudenza comunitaria - 3.3 L’incidenza del precetto religioso sul rapporto di lavoro - 3.4 La “presenza” delle religioni nei luoghi di lavoro: profili simbologici - 4. Istanze religiose e diritto negoziato nelle politiche d’integrazione - 5. Diritto, religione e sfide dell’integrazione.

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Il velo delle donne musulmane tra libertà di religione e libertà d’impresa. Prime osservazioni alla sentenza della Corte di giustizia sul divieto di indossare il velo sul luogo di lavoro - di Nicola Colaianni

Si può essere uguali e diversi? Il porto del velo da parte delle donne musulmane è da anni, nel comune sentire, l’emblema di tale questione, decisiva per le democrazie occidentali sempre più tentate d’interpretare l’uguaglianza come indifferenziazione, che spoglia le persone delle loro qualità peculiari per ridurle a unità numeriche. Eppure, non c’è dubbio che la libertà di abbigliamento sia un tratto caratteristico, e anzi il più evidente, dell’identità personale, che si configura quale “diritto ad essere se stesso (…) con le convinzioni ideologiche, religiose, morali e sociali che differenziano, e al tempo stesso qualificano, l’individuo“. (continua)

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Il dubbio di una “velata” discriminazione: il diritto di indossare l’hijab sul luogo di lavoro privato nei pareri resi dall’Avvocato generale alla Corte di giustizia dell’Unione europea - di Angelo Licastro

SOMMARIO: 1. La novità e la rilevanza della questione pregiudiziale relativa all’uso del velo islamico in azienda sollevata davanti alla Corte di giustizia – 2. I termini della vicenda esaminata dalla Cassazione belga – 3. Il rinvio operato dalla pronunzia “gemella” della Cassazione francese – 4. Il profilarsi della questione pregiudiziale in controversie riguardanti lavoratori del settore pubblico – 5. Le conclusioni dell’Avvocato generale nella causa C-157/15: a ) l’approccio “onnicomprensivo” nell’analisi della fattispecie – 6. (segue): b ) discriminazione diretta o indiretta? – 7. (segue): c ) la giustificazione del trattamento differenziato – 8. (segue): d ) la salvaguardia dell’”identità nazionale” degli Stati – 9. Le conclusioni dell’Avvocato generale nella causa C-188/15 – 10. La querelle sulla mise da spiaggia per le donne islamiche (breve divagazione, in attesa della decisione della Corte di giustizia).

The doubt on a “veiled” discrimination: the right to wear an Islamic headscarf at work in the opinions given by the Advocate General to the European Court of Justice

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Pene canoniche, sanzioni islamiche e modelli economico-speculativi: i diritti religiosi a sostegno della finanza etica - di Francesco Sorvillo

SOMMARIO: 1. Elementi distorsivi caratterizzanti ed effetti collaterali dei modelli economico-speculativi – 2. Il ruolo delle religioni nell’ammortamento delle devianze dei sistemi di mercato – 3. Pene canoniche e sanzioni islamiche: i diritti religiosi a sostegno della finanza etica.

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Quando è l’abito a fare il lavoratore. La questione del velo islamico, tra libertà di manifestazione della religione ed esigenze dell’impresa - di Angelo Licastro

SOMMARIO: 1. Simboli religiosi e competenze dell’Unione europea – 2. Il divieto di discriminazione del lavoratore e l’ammissibilità di regimi derogatori – 3. La problematica delimitazione della portata dell’art. 4, par. 1, della direttiva 2000/78/CE – 4. Il rinvio pregiudiziale davanti alla Corte di giustizia della questione del velo islamico – 5. ( segue ) I dubbi sull’eccessiva concretezza del quesito – 6. Gli orientamenti della giurisprudenza francese – 7. La libertà religiosa nell’impresa privata e le deroghe al diritto antidiscriminatorio: tre notazioni generali – 8. ( segue ) Il problema della rilevanza del requisito professionale “negativo” – 9. ( segue ) Gli spazi di operatività della discriminazione indiretta – 10. Divieto di discriminazione ed esigenze dell’impresa. Una conclusione provvisoria in attesa della pronunzia della Corte di giustizia.

ABSTRACT: An employer refusing to hire an applicant (or discharging an employee) wearing an Islamic headscarf, because of the individual’s religious practice, could be seen as a case of discrimination based on religion and therefore contrary to Council Directive 78/2000/EC of 27 November 2000, establishing a general framework for equal treatment in employment and occupation . However, Article 4(1) of this Directive provides that a difference in treatment based on a characteristic related to the listed grounds of discrimination may not be discriminatory if a particular religion or belief is a genuine occupational requirements for the post. The article examines the question referred at the Court of Justice of the European Union from the Cour de cassation (France) on 24 April 2015: “Must Article 4(1) … be interpreted as meaning that the wish of a customer of an information technology consulting company no longer to have the information technology services of that company provided by an employee, a design engineer, wearing an Islamic headscarf, is a genuine and determining occupational requirement, by reason of the nature of the particular occupational activities concerned or of the context in which they are carried out?”

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Libertà sindacale nelle confessioni religiose. Spunti comparativi - di Laura Sabrina Martucci

SOMMARIO : 1. La tutela dei diritti fondamentali all’interno delle confessioni religiose: la tesi e l’ipotesi - 2. Il caso emblematico del Sindicatul Păstorul cel Bun: a) la giurisprudenza rumena - 3. ( segue ) b) la giurisprudenza della Corte EDU - 4. Autonomia e libertà sindacale: limiti e ordine d’esercizio - 5. Attività ecclesiastiche neutre o non strettamente “spirituali” - 6. Una libertà (sindacale) senza necessità negata.

Freedom of Union inside Religious Organizations. A few comparative Cues.

ABSTRACT: Inside religious Organizations clerics are forbidden to form and to join trade unions . This paper takes its cue from the case of the “Sindicatul Păstorul cel Bun”, to whom Romania refused the registration as a trade union, in order to point out that a few duties practised by priests in favour of their churches are not closely spirituals but rather neutral. Thus, with regard to them, the foregoing ban doesn’t appear as “necessary in a democratic society” under the art. 11 of the European Convention on Human Rights .

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Il simbolismo religioso sul luogo di lavoro nella più recente giurisprudenza europea - di Salvatore Taranto

SOMMARIO: 1. Il problema del simbolismo religioso sul luogo di lavoro – 2. La soluzione per la Giurisprudenza francese – 3. La soluzione per la Corte EDU – 4. Considerazioni conclusive.

ABSTRACT: The author of this paper comments some recent judgments of the French Cour de Cassation and of the European Court of Human Rights concerns the exercise of religious freedom in the workplace. The examination shows some critic aspects of this right in Europe .

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I problemi pratici della libertà religiosa - di Nicola Colaianni

Comincio con il ringraziare il Presidente del Senato Schifani, i senatori Ceccanti e Malan e i professori Margiotta Broglio e Mirabelli, che hanno consentito il proficuo svolgimento di questo incontro. Un grazie particolare, mi si permetta, al prof. Margiotta - a cui devo l’idea di questa presentazione con l'individuazione dei relatori – e al prof. Ceccanti che l’ha accolta, curandone l’attuazione. (continua)
 

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Un nouvel équilibre européen dans l’appréhension des convictions religieuses au travail - di Nicolas Hervieu

SOMMAIRE: 1. Introduction – 2. Une évolution conceptuelle favorable aux employés: d’une logique d’exclusion à une logique de mise en balance – 3. Se vêtir au travail conformément à ses convictions religieuses: Un renforcement du droit des employés de manifester leur religion – 4. Agir au travail conformément à ses convictions religieux: Les oscillations européennes face à l’objection de conscience – 5. Conclusion – 6. Appendice. Jurisprudence liée.

ABSTRACT: In a landmark decision impatiently awaited across the Channel, the European Court of Human Rights provided clarifications on the employee right to manifest religious beliefs at work. The balance between employee rights and requirements of employers is not completely upset. But there has been an important new trend in the european reasoning, in regard to the free expression of religious belief. This will not be without consequence, especially in France where many contemporary debate echo the european solution.

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L’esercizio dell’attività sindacale dei ministri di culto nella Chiesa ortodossa romena - di Federica Botti

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La costituzione di organizzazioni sindacali di ministri di culto e laici appartenenti alla BOR - 3. Il riconoscimento della personalità giuridica civile al “Sindicatul Pǎstorul cel Bun”- 4. La questione davanti alla Corte EDU: la preminenza del diritto alla tutela attraverso l’azione sindacale - 5. La Corte EDU e l’esistenza di un “besoin social impérieux” - 6. La risposta della Chiesa ortodossa romena alla sentenza CEDU e l’appello alla Grand Chambre - 7. Alcune considerazioni conclusive.


The exercise of trade-union activity of ministers of religion in the Ortodox Rumenian Church

ABSTRACT: The paper analyses the decision of the EDU Court on lack of recognition of the civil corporate status to the “Sindicatul Pǎstorul cel Bun” formed by ministers of religion and laics of the BOR. This decision was appealed before the Grand Chambre of the Romenian State. In this perspective the debate around the development of the situation within the BOR in relation to what is established by the Romanian law is studied, posing the accent on ecclesiological as well as juridical aspects of the problem. Though without omitting to analyse the labor law aspect of the dispute, the A. offers elements of consideration on the connection between the decision of the EDU Court and art. 8 of the Convention on Human Rights, in relation to the protection of religious denominations autonomy and their right to auto-organization. The paper ends up with considerations on the possibility of juridical systems to impose religious denominations organizations elements of democracy, without violating the principles of autonomy, separation and secularity.

 

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Liberté syndicale (art. 11 CEDH): conflit entre le droit de fonder un syndicat et le principe d’autonomie des communautés religieuses - di Nicolas Hervieu

SOMMAIRE: 1. Introduction. L’enjeu du droit les employés cléricaux et laïcs d’une communauté religieuse de se constituer en syndicat – 2. L’applicabilité à une communauté religieuse des principes conventionnels dérivés de l’article 11 CEDH – 3. L’intensité de la protection offerte par l’article 11 dans le contexte religieux – 4. L’interdiction d’un syndicat au sein d’une communauté religieuse: une violation conventionnelle per se – 5. Conclusion.

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Liberté de religion (art. 9 CEDH): droit de ne pas être contraint de révéler ses convictions religieuses et prélèvement à la source de l’impôt cultuel. L’affaire Wasmuth c. Allemagne - di Nicolas Hervieu

Avec une certaine obstination contentieuse, un salarié a régulièrement cherché, depuis 1996, à remettre en cause le système de prélèvement à la source de l’impôt cultuel tel qu’il existe en Allemagne. Dans cet Etat, en effet, les employés doivent remettre à leur employeur respectif “une carte d’impôt sur le salaire" sur  laquelle, entre autres informations, figure  “l’appartenance à une Eglise ou une société religieuse habilitée à lever l’impôt cultuel”. Si le salarié use de son droit de refuser le paiement d’un tel impôt, la mention «--» sera portée dans la case dédiée à l’appartenance religieuse. Dès lors, l’employeur ne retiendra pas sur le salaire la fraction correspondant à cet impôt et ne la transmettra pas au Trésor Public. (Continua)
 

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Diritto dell’Unione europea e status delle confessioni religiose. Profili lavoristici - di Matteo Corti

SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. La rilevanza del fenomeno religioso nei rapporti di lavoro nel diritto dell’Unione europea: dal Trattato di Amsterdam a quello di Lisbona – 3. Religione e rapporto di lavoro prima del Trattato di Amsterdam: tendenza espansiva del principio di eguaglianza e limiti ai diritti di circolazione – 4. La direttiva 2000/78/CE e il divieto di discriminazione per motivi religiosi: conseguenze per le legislazioni statali e per i poteri organizzativi dei datori di lavoro (in particolare, la questione del riposo domenicale e delle festività) – 5. L’art. 4, dir. 2000/78/CE: la deroga in favore delle cd. organizzazioni di tendenza – 6. L’importanza della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo a fini interpretativi dell’ampiezza della deroga: i casi Vallauri, Obst e Schüths – 7. La garanzia delle libertà collettive (di religione e sindacale) come precondizione indispensabile per l’esercizio dei diritti di libertà individuale: l’“individualismo” esasperato della giurisprudenza europea.

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Salarié d’une Église, Tu pourras commettre l’adultère … Enfin pas systématiquement (CEDH 23 septembre 2010, Obst et Schüth c. Allemagne). Licenciement pour cause d’adultère et obligations spécifiques - di Nicolas Hervieu

Dans des affaires distinctes, deux salariés ont été licenciés pour avoir entretenu des relations qualifiées d’adultères par leurs employeurs, des organisations religieuses situées en Allemagne. L’un, «directeur pour l’Europe au département des relations publiques» de l’Eglise mormone, avait confié à sa hiérarchie avoir eu des relations extraconjugales ce qui entraîna d’ailleurs, outre la rupture de son contrat de travail, son excommunication. L’autre, «organiste et […] chef de choeur» d’une paroisse catholique en Allemagne, avait rendu publique sa séparation d’avec son épouse – le divorce ne fut prononcé que plusieurs années après – et vécu ensuite avec sa nouvelle compagne dont il eu un enfant. Le contrat de travail fut rompu pour adultère et bigamie. Si les juridictions allemandes de première instance et d’appel ont accueilli les contestations de ces licenciements, la Cour fédérale du travail a pour sa part refusé d’y faire droit. (Continua)

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Il diritto ecclesiastico “vivente” nella giurisprudenza della Corte di Cassazione - di Raffaele Botta

SOMMARIO: 1. Il ruolo della Corte di cassazione – 2. La giurisdizione ecclesiastica matrimoniale – 3. Le conseguenze economiche della dichiarazione di nullità di un matrimonio canonico trascritto – 4. Il filtro dell’ordine pubblico – 5. Un nuovo orientamento – 6. Le questioni processuali – 7. Trattamento tributario e rapporti di lavoro – 8. I diritti fondamentali – 9. Temi di minore impatto e bilanciamento tra diritto di libertà religiosa e diritti fondamentali.

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La «supremazia» del principio di laicità nei percorsi giurisprudenziali: il giudice ordinario - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1. I «perché» della ricerca – 2. I «come» della ricerca – 3. I «dati» della ricerca – 4. Il principio di laicità, l’interpretazione adeguatrice ed il diritto ecclesiastico positivo – 5. I rischi dell’interpretazione adeguatrice – 6. L’interpretazione adeguatrice e la discrezionalità del giudice – 7. I vincoli nell’attuazione del principio – 8. Le linee generali degli interventi della Corte di cassazione civile e dei giudici di merito – 9. L’ossequio formale al principio – 10. L’applicazione giurisprudenziale fatta dalle sezioni unite civili della Corte di cassazione … – 10.a) Il divieto di ingerenza nell’organizzazione delle confessioni religiose - 10.b) Libertà fondamentali, diritti assoluti e riparto della giurisdizione - 10.c) Pubblico, religioso e profili etici - 10.d) La potestà organizzatoria non conformata della Pubblica Amministrazione - 10.e) Ordine pubblico e delibazione - 11. (segue) … e dalle sezioni semplici – 11.a) La personalità giuridica privata degli enti di culto - 11.b) L’insegnamento della religione nella scuola pubblica e gli insegnanti - 11.c) Il lavoro dei religiosi presso l’associazione di appartenenza - 11.d) I diritti delle scuole confessionali e i diritti degli insegnanti - 11.e) Il riconoscimento del figlio naturale - 11.f) Il giuramento - 12. Uno sguardo riassuntivo.

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Dai principi alle regole? Brevi note critiche al testo unificato delle proposte di legge in materia di libertà religiosa - di Vincenzo Pacillo

SOMMARIO: 1. Il testo unificato delle proposte di legge C. 36 e C. 134 di fronte al principio di laicità – 2. La questione della libertà di propaganda - 3. Libertà religiosa e mutilazioni rituali - 4. Brevi note in tema di tutela della libertà religiosa dei lavoratori, di otto per mille e di crocifissi nelle aule - 5. Considerazioni conclusive - Nota bibliografica.

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Le “relazioni pericolose” tra libertà di espressione e libertà di religione: riflessioni alla luce del principio di laicità - di Carmela Salazar

SOMMARIO: 1. Premessa -2. Libertà di espressione, libertà di religione, principio di laicità: un rapporto complesso - 3. Il conflitto tra le due libertà ed il diritto penale: la normativa sul c.d. hate speech - 4. ll vilipendio “smantellato”: l’evoluzione della giurisprudenza costituzionale sugli artt. 402 ss., c.p. - 5. Segue: le sentenze sul vilipendio della religione a raffronto con le decisioni sulla “laicizzazione” del giuramento e con le pronunce sull’obiezione di coscienza - 6. Segue: i delitti contro le confessioni religiose nella l. n. 85 del 2006: una riforma “laica”? - 7. Tra conflitti e sinergie: la libertà di espressione religiosa del lavoratore, il nuovo diritto antidiscriminatorio e la disciplina delle “organizzazioni di tendenza” - 8. Segue: le eccezioni alla regola. La libertà di espressione degli insegnanti di religione nella scuola pubblica e la libertà di insegnamento dei docenti dell’Università cattolica - 9. La libertà di esprimere la propria appartenenza religiosa negli ordinamenti multiculturali: il porto dei simboli religiosi (ancora sull’affaire du foulard) - 10. Libertà di espressione e libertà di religione tra sfera della libertà e sfera dell’autorità: le “esternazioni” delle confessioni (con particolare riguardo alla Chiesa cattolica).

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L’Allgemeine Gleichbehandlungsgesetz (AGG): Lex sum, nihil humani a me alienum puto - di Stefano Testa Bappenheim

SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Il contesto europeo maieuta delle «4 direttive» - 3. Le «4 direttive» - 4. L’ubi consistam costituzionale tedesco - 5. Le discriminazioni vietate – 6. Fenotipi laburistici dell’AGG - 7. Fenotipi civilistici dell’AGG – 8. Le discriminazioni ammesse - 9. Il § 9, extra Ecclesiis nulla exceptio.

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“Morgen, Morgen! Nur nicht heute!”. Il lavoro dei religiosi secondo la legislazione tedesca - di Stefano Testa Bappenheim

SOMMARIO: Introduzione - 1. Indicazione ad alcune questioni che si possono porre relative ad aspetti tributari o di previdenza sociale - 2. Nessun legame di lavoro con i contratti di servizio - 2.1. Requisiti per l'Istituto - 3. Natura giuridica del Gestellungsvertrag - 3.1. Terminologia - 3.2. Gestellungsvertrag: costruzione illegale o contratto sui generis? - 4. Cambiamenti della giurisprudenza - 41. Giurisprudenza del Reichsfinanzhof - 4.2. Giurisprudenza del Bundesfinanzhof - 4.3. La prassi dell’autorità finanziaria - 5. Aspetti prettamente giuridici dei Gestellungsverträge - 5.1. Questioni giuridiche generali sulla costituzione aziendale relativa all’attività dei professi in un istituto estraneo all’Ordine.

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Enti ecclesiastici – Enti delle Confessioni religiose - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. L’ente ecclesiastico – 2. L’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto - 3. Gli enti confessionali - 4. Normativa unilaterale comune e normativa di derivazione bilaterale sugli enti confessionali - 5. Enti riconosciuti dalle Confessioni - 6. Figure soggettive ‘border-line’ di enti confessionali - 7. Le attività non cultuali - 8. Il fine di religione o di culto - 9. La coerenza istituzionale dell’ente confessionale – 10. Autonomia confessionale e fine-struttura degli enti - 11. ‘Ecclesiasticità’ o ‘confessionalità’ e regime del no-profit e delle ‘imprese sociali’ - 12. Esenzioni e agevolazioni fiscali per gli enti confessionali - 13. Rapporti di lavoro e imprese di tendenza presso gli enti delle Confessioni – 14. Evoluzione della disciplina degli enti ecclesiastici e confessionali.

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