Come redigere i contributi - Submission

 

invio dei contributi: Gli Autori invieranno i contributi, in formato WORD, all’indirizzo di posta elettronica Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , in due versioni, una identificabile ed una, destinata alla valutazione, anonima (ossia priva di intestazione e senza riferimenti nelle note idonei a ricondurre all'identità dell'Autore).

 

Lingua: I contributi potranno essere redatti in lingua italiana, inglese, francese, spagnola.

 

Abstract: II contributi saranno preferibilmente accompagnati da un abstract, di 200 parole al massimo, in lingua inglese (con traduzione anche del titolo) collocato nella pagina finale del contributo, e da un succinto elenco di parole-chiave (non più di sei). 

 

Criteri redazionali: Nella redazione dei contributi (al fine di contenere l’impegno della Redazione) occorre che gli Autori osservino i seguenti criteri:

 

impostazione pagina: superiore = 4,5 cm; inferiore = 3 cm; sinistro = 3,5 cm; destro = 4 cm; carattere: Palatino, per il testo e per le note; dimensione: = 12 per il testo, = 10 per il sommario e per le note, = 11 per la qualifica accademica dell'Autore, e per le citazioni infratesto; paragrafo: allineamento = giustificato; rientri, a sinistra = 0, a destra = 0, speciale prima riga = 1,25 per il testo e = 0,5 per le note; spaziatura: prima = 0 pt, dopo = 0 pt; interlinea: singola per il testo e per le note.

 

Titolo: Il titolo dei contributi (in minuscolo grassetto, centrato) sarà contenuto, per esigenze d’impaginazione, entro le 120 battute.

 

Qualifica: Subito sotto il titolo del contributo sarà riportata, tra parentesi tonde, la qualifica accademica, il Dipartimento (o, se esistente, la Facoltà) e l’Università di appartenenza (in tondo, centrato), di norma senza indicazione di altre qualifiche (ad es., professionali) o, per i non universitari, la qualifica istituzionale.

 

Sommario: Seguirà un sommario (termine in maiuscolo grassetto) che riprodurrà i titoletti dei paragrafi (contraddistinti da numeri arabi), in minuscolo grassetto, giustificato, separati dal tratto breve (ad es.: 1.1, 1.2.1, ecc.) [es.: SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La legge Casati – 3. La legge n. 100 del 1890 – 4. Conclusioni.]. Deve essere evitato il ricorso a livelli differenziati nella numerazione dei paragrafi (ad es.: 1.1, 1.2.a, ecc.).

 

Editore a stampa: Se il contributo è destinato anche alla stampa, saranno altresì indicati la casa editrice, se già conosciuta, e gli estremi della futura pubblicazione (es.: Atti di convegno, Studi in onore, enciclopedia, rivista, ecc.): a tal fine il titolo sarà seguito da un asterisco, ripreso a piè della pagina iniziale, subito prima delle note. [es.: * Il contributo è destinato alla pubblicazione nel volume a cura di M. Bianchi, Le congrue, per la Casa editrice Pelle; ovvero: in Giurisprudenza piemontese; ovvero: negli Atti del Convegno sul tema “I benefici”, organizzato dalla Facoltà dell’Urbe, tenutosi a Roma il 7-8 luglio 1920, per la Casa editrice Pelle].

 

Citazioni nel corpo del testo: Le citazioni nel corpo del testo di brani di altri Autori, o di passi di documenti, saranno riportate tra apici doppi (es.: “il tanuccismo e il giuseppinismo ...”); se il brano citato contiene a sua volta una citazione, questa seconda sarà tra apici doppi e la prima tra virgolette «a caporale» (es.: «Soleva affermare - "enfaticamente", a dire del Cavour - che la religione …»). I brani più lunghi di tre righe (non quelli riportati nelle note), andranno in corpo infratesto, tra virgolette, preceduti e seguìti da un’interlinea di una riga bianca, e saranno rientrati di 1 cm a destra ed 1 cm a sinistra rispetto alla giustezza del testo. Essi debbono essere riprodotti fedelmente rispetto all’originale, anche se non conformi ai presenti criteri. Le date (nel testo e nelle note) saranno indicate per esteso (es.: 10 ottobre 2010 e non 10.10.2010).

 

Note: L’Autore porrà le note a piè di pagina, numerandole progressivamente con numeri arabi. Si rammenta che, ai sensi della legge sulla "Protezione del diritto d'autore" (art. 70.3 legge n. 633 del 1941, come sostituito dall'art. 9 D.Lgs. n. 68 del 2003), il riassunto, la citazione o la riproduzione di ogni opera "debbono essere sempre accompagnati dalla menzione del titolo dell'opera, dei nomi dell'autore, dell'editore e, se si tratti di traduzione, del traduttore, qualora tali indicazioni figurino sull'opera riprodotta".

 

Citazioni bibliografiche: Nelle citazioni in nota di altre opere sarà anteposta l’iniziale del nome al cognome dell’Autore (in grassetto maiuscolo, non in maiuscoletto), seguiti dal titolo dell'opera (in corsivo), dal nome dell'editore, dal luogo e dall'anno della pubblicazione (in tondo). Se più sono gli Autori, i loro nomi saranno separati dalle virgole. I nomi delle riviste, delle enciclopedie, dei siti web e delle banche dati saranno in corsivo. In caso di citazioni successive della medesima opera è sufficiente riportare (oltre l'iniziale del nome ed il cognome dell'Autore) soltanto le prime parole del titolo, in modo da evitare al lettore ogni possibile confusione, seguite dall'abbreviazione: cit. (è sconsigliato il ricorso a formule abbreviate quali: op. cit., ivi, idem, ibidem, passim, infra, supra, ecc.). Per le opere in più volumi o in più tomi il volume ed il tomo interessato saranno indicati in numeri romani (es. vol. XI, t. I). I numeri della/e pagina/e saranno preceduti dall'abbreviazione "p." o "pp.". Per le opere che hanno avuto più edizioni quella consultata sarà indicata in numeri arabi con la lettera “a” in esponente (es.: 4ª ed.). I nomi dei curatori di un’opera (iniziale del nome anteposto al cognome, con il maiuscolo per le sole iniziali) saranno in tondo, preceduti dall’espressione (per intero): a cura di. Particolare attenzione sarà prestata per l'allineamento nelle note delle righe che riportano le indicazioni dei siti Internet (in corsivo minuscolo, nella formulazione più breve possibile, senza virgolette, con indicazione della data). [esempi: M. BIANCHI, C. ROSSI, Il giurisdizionalismo, Edizioni Sabaude, Torino, 1871; M. BIANCHI, La legge delle Guarentigie, in Arch. dir. eccl., 1930, p. 120 ss.; M. BLANCHE, La legge francese di separazione, Edizioni Sabaude, Torino, 1936, trad. italiana di M. Bianchi; A.C. VERDE, voce Chiesa, in Digesto enciclopedico, Edizioni Pontificie, Roma, 1845, vol. III, pp. 24-58; V. NERI, Manuale di diritto ecclesiastico, Pelle, Piombino, 1880, 4ª ed., t. II, p. 99; M. BIANCHI, La legge, cit., p. 22; AA.VV., Polizia ecclesiastica, a cura di M. Bianchi, C. Rossi, Edizioni Sabaude, Torino, 1871; C: BIANCO, Il separatismo, in www.lostato.it, febbraio 2000].

 

Per le citazioni di contributi apparsi su questa Rivista valgono le stesse regole, ma si chiede di indicare il nome della Rivista per esteso, accanto al nome del sito, e il numero del fascicolo ovvero il mese di pubblicazione [esempio: M. BIANCHI, Il giurisdizionalismo, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, Rivista telematica (www.statoechiese.it), n. 20 del 2012; ovvero M. BIANCHI, Il giuseppinismo, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, Rivista telematica (www.statoechiese.it), giugno 2007].

 

Sono da evitare (nel testo e nelle note) i collegamenti ipertestuali, le sottolineature e le colorazioni diverse dal nero, così come ogni altra evidenziazione grafica diversa dal grassetto e dal corsivo, per i quali si raccomanda un uso parsimonioso. Non sono consentite formule di ringraziamento e/o dediche. Non dovranno essere inserite le interruzioni di pagina e le spezzature di sillabe per andare a capo.

 

La Redazione - verificata la conformità ai criteri sopra indicati ed apportate, se necessario, le modifiche di lieve entità occorrenti - convertirà i contributi in formato PDF al fine di garantirne la non modificabilità da parte dei terzi. In caso di pubblicazione, debitamente consentita, di contributi apparsi su riviste straniere, cartacee o telematiche, potranno non essere applicati tutti i criteri redazionali di questa rivista, in particolare modo con riferimento alle modalità di citazione.

 

La Direzione si riserva il diritto di non accettare i contributi se a carattere divulgativo, propagandistico, o se non conformi ai criteri redazionali o alle disposizioni della legge penale e sulla stampa.

 

Consultazione on line: La consultazione on line di un contributo potrà cessare dopo la distribuzione dell’edizione a stampa solo su richiesta scritta dell'Autore; in tal caso, negli indici della Rivista saranno riportati, oltre al nome dell'Autore ed al titolo del contributo, anche gli estremi della sopravvenuta pubblicazione a stampa.

 

Riproduzione: Ai sensi dell’articolo 42.6 della legge n. 633 del 1941, l’Autore di un articolo su rivista ha diritto a riprodurlo altrove, purché citi gli estremi della prima pubblicazione, indicando il nome per esteso di questa Rivista [seguito da quello del sito; es.: già apparso in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, Rivista telematica (www.statoechiese.it), n. 12/2012]. Si auspica, inoltre, che nelle successive citazioni dei contributi già apparsi in questa Rivista sia richiamata, oltre alla versione su carta stampata, anche la prima edizione on line.

 

 EDITORIALI:  Gli editoriali ("A chiare lettere") del Direttore sono firmati con le sole iniziali; qualora un editoriale sia stato richiesto ad altri dal Direttore o dal Comitato Scientifico sarà firmato con il nome e cognome per esteso.