O Roma quanta fuit! Tra scenate e svarioni dell’odierno S. Uffizio. Riflessioni sul can. 1378, § 2, a proposito del caso di Martha Heizer

"A CHIARE LETTERE" - CONFRONTI (di Francesco Zanchini di Castiglionchio)

Si sa che la nomina del card. Levada a Prefetto della Congregazione dottrinale va fatta risalire a una scelta personale di Benedetto XVI, che già l’aveva apprezzato come collaboratore durante la sua lunga presidenza del Dicastero, per poi nomiarlo suo successore, superando i dubbi insorti in Curia a proposito della mancanza, in lui, di una solida formazione accademico-teologica e canonistica. Ma perseverare diabolicum, se è vero che la sua figura ha poi inevitabilmente percorso l’intero cursus honorum della preminenza dottrinale, attraverso il meccanismo automatico, che porta l’investito anche alla presidenza della pontificia Commissione biblica, e poi della Commissione Teologica internazionale; ipoteca delicata, questa, su enti di ricerca per sé liberi, e comunque rispondenti a finalità non riconducibili a quella del controllo dottrinale.

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