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L’immunità della Santa Sede dalla giurisdizione degli Stati nella crisi dei preti pedofili

SOMMARIO: 1. Cenni introduttivi sui termini della questione oggetto di analisi - 2. La vicenda da cui trae origine il ricorso presentato alla Corte europea dei diritti umani - 3. L’orientamento della giurisprudenza della Corte in materia di immunità degli Stati dalla giurisdizione - 4. Immunità dalla giurisdizione e “sovranità” degli organismi centrali della Chiesa - 5. La distinzione tra acta jure imperii e acta jure gestionis riferita alle competenze degli organismi centrali della Chiesa nella gestione della crisi dei preti pedofili - 6. La questione della riconducibilità delle presunte condotte colpevoli della Santa Sede nel quadro della materia riguardante i “trattamenti inumani” - 7. La questione degli obblighi derivanti dalla Convenzione sui diritti del fanciullo - 8. I requisiti per potere inquadrare le condotte della Santa Sede tra quelle per le quali opera una eccezione codificata all’immunità dalla giurisdizione - 9. In conclusione: l’immunità della Santa Sede tra sovranità “statale” e governo della Chiesa universale (con un cenno alle discussioni sul superamento del vecchio principio di sovranità).

The Immunity of the Holy See from State Jurisdiction in the Pedophile-Priest Crisis

ABSTRACT: The recognition of the Holy See as a foreign sovereign forms the basis for any grant of immunity from legal proceedings. The present article examines the question of the Holy See’s immunity as a sovereign state in handling sexual abuse cases. To do so, the paper takes its cue from European Court of Human Rights decision in the case of J.C. and Others v. Belgium (application no. 11625/17), which has ruled that the domestic courts have not jurisdiction to hear the tort case brought against the Holy See because it enjoys sovereign immunity.

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