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Diritto canonico e formazione giuridica. L’eredità di un Maestro: Arturo Carlo Jemolo (1891-1981) - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Premessa. L’insegnamento di un Maestro per un problema del presente: la ridefinizione della formazione universitaria del giurista - 2. Sull’attribuzione al diritto canonico dello statuto di materia facoltativa. Jemolo e le funzioni della presenza del diritto della Chiesa nelle Università statali: a) la funzione didattica: rendere possibile la comprensione della disciplina statale sul fenomeno religioso; b) la funzione scientifica: costituire un campo di indagine vasto e fecondo, capace di condurre a risultati di ricerca innovativi - 3. La prolusione bolognese del 1923 e quella romana del 1933: il problema della natura del diritto canonico e della posizione della Chiesa e delle sue norme nell’ordinamento statale. La giuridicità originaria dell’ordinamento canonico e il dato, peculiare e oggettivo, della comunanza di soggetti e territorio tra Stato e Chiesa. La terza funzione dello studio del diritto canonico nelle Università statali: essere un momento privilegiato di verifica della tenuta e della validità teorica delle categorie generali sulle quali si fonda la preparazione del giurista - 4. La questione metodologica. Direttive sul diritto canonico quale oggetto di insegnamento e ricerca: a) l’attenzione privilegiata per i temi congruenti con la formazione del giurista statale; b) l’indirizzo storico-dogmatico - 5. Un esito concreto: l’istituzione di una cattedra autonoma di diritto canonico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Sapienza. Le linee di indirizzo per lo studio del diritto della Chiesa proposte da Jemolo quali parti integranti del progetto culturale e scientifico della scuola laica italiana del diritto canonico - 6. I profili che contraddistinguono la figura di Jemolo all’interno della scuola laica italiana del diritto canonico: a) l’esposizione del diritto canonico quale frutto dell’equilibrio tra la necessità di non alterare la natura del diritto della Chiesa e il bisogno di tradurre tale diritto in un linguaggio comprensibile al giurista statale: b) il distacco da ogni fattore ideologico o confessionale. Jemolo cristiano esigente e profeta ascoltato dai laici - 7. L’eredità di Jemolo canonista: il paradigma epistemologico da lui elaborato per il diritto della Chiesa e l’atteggiamento spirituale e intellettuale con il quale si è accostato a una realtà giuridica che nasce da un vissuto di fede. La persistente attualità di tale lascito.

Canon law and legal education. The legacy of a Master: Arturo Carlo Jemolo (1891-1981)

ABSTRACT: Forty years after Arturo Carlo Jemolo passed away, this paper reconstructs the Master's thought on the function of canon law studies in state Universities in order to respond to a need of our present: the need to rethink the university education of the jurists.

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Jemolo e il diritto ecclesiastico - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Premessa. Gli anni della mia conoscenza di Jemolo nei quattro anni (1953-1957) dei miei studi nella Facoltà di giurisprudenza a Roma - 2. Considerazioni generali sulla vita e le opere di Jemolo - 3. L’attività didattica e scientifica di Jemolo nel ventennio fascista - 4. I primi anni del secondo dopoguerra. Confessioni, esami di coscienza, ricerca di responsabilità, dubbi, perplessità e interrogativi - 5. Inizio di una nuova storia: il contributo di Jemolo alla vita democratica in Italia - 6. Il modello del concordato per la disciplina dei rapporti fra stato italiano e chiesa cattolica - 7. La voce della coscienza: la coscienza laica. Laicità e separazione tra Stato e chiese - 8. Partecipazione di Jemolo alla commissione per la revisione del concordato - 9. Gli anni settanta del Novecento - 10. Conclusione.

Arturo Carlo Jemolo and the ecclesiastic Law

ABSTRACT: The scientific work of Arturo Carlo Jemolo in the years of liberal, fascist and democratic Italy (1905-1981).  A project for a secular and democratic Italy: dreams, hopes, illusions and disappointments.  Freedom, dubious, moral conscience. The separation between State and Catholic Church. Division between believers (in the catholic religion) and nonbelievers.

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Il fondamento etico del diritto - di Carlo Cardia

SOMMARIO: 1. Premessa. I confini del diritto - 2. La dimensione etica, prima base dell’Ordinamento - 3. Il rapporto pubblico-privato, la stagione delle Riforme. Le nuove relazioni ecclesiastiche - 4. La laicità, fonte delle leggi, coerente con la dignità della persona.

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David Lazzaretti: heretic, rebel, or mentally insane? A cold case in Post-Unification Italy - di Emilia Musumeci

TABLE OF CONTENTS: 1. Introduction - 2. The life and works of David Lazzaretti, the “Second Christ” from Arcidosso - 3. The ‘Prophet’ on the stand: the criminal trials in the State Courts - 4. Lazzaretti before the Tribunal of the Roman Holy Office - 5. Life after Death: Different interpretations of the Lazzaretti case - 6. The Prophet and the Alienists - 7. Conclusion: a prismatic figure.

ABSTRACT: The aim of this paper is to retrace a peculiar case occurred in the complex context of the decades after Italian Risorgimento and the Italian unification (1861). In particular, it will be analysed the case of David Lazzaretti a poor carter from Tuscany, self-proclaimed “Christ, Duce, Judge” and “the Second Son of God come to earth”, considered a heretic and excommunicated from the Catholic Church due his blasphemous writing. He founded the “Giurisdavidic Church” based on a sort of mystical and utopian socialism (his motto was: “The Republic is the kingdom of God”). His figure has given rise to lively controversy between those who considered him a martyr and who reputed him a mad visionary or a charlatan. In any case, Lazzaretti’s movements are emphasized above all for his tragic end: on the morning of August 18, 1878, while he was driving a peaceful procession from Monte Labbro to Arcidosso, a little town in Tuscany, he was killed by Italian carabinieri during a religious ceremony. After his death, medical science and in particular positivist psychiatry, also called “alienists”, described Lazzaretti not as a sacrilegious impostor but as a mentally ill person, who would have benefitted more from treatment than prosecution.

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Eterodossia e minoranze religiose: il Tardo Antico, al termine di un lungo percorso - di Antonio Banfi

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. L’esperienza “classica”: Atene - 3. L’esperienza “classica”: Roma - 4. Il IV secolo fra continuità e rotture.

Heterodoxy and religious minorities. Late Antiquity, at the end of a long journey

ABSTRACT: This paper aims to encourage some reflections on the issue of the origins of religious intolerance and on the issues related to the treatment of minorities in Greek and Roman antiquity. In particular, a significant moment in this affair, destined to have prolonged effects, is constituted by the anti-Jewish revolts in Alexandria, in the mid-first century. A.D.

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Lo specchio rotto del Liebeskonzil: un caso di blasfemia nell’Impero guglielmino - di Carlo Sabbatini

SOMMARIO: 1. Panizza, un suddito infedele - 2. Scalpori e processi - 3. La pietra dello scandalo - 4. Un “teologo [...] eretico pittore di immagini sacre” - 5. Una scelta [quasi] obbligata - 6. Una foresta di simboli performativi - 7. Ordine religioso e ordine politico: l’ecosistema del processo - 8. Un “martire” a processo - 9. Martedì 30 aprile 1895, ore 19: la condanna - 10. Panizza sulla censura - 11. Morale religiosa come morale sessuale - 12. Manicomio, prigione, fuga - 13. “Un uomo fuori dal mondo”: ontologia di un blasfemo - 14. Istituzioni che succhiano il sangue.

The broken mirror of Liebeskonzil: a case of blasphemy in the Wilhelminian Empire

ABSTRACT: In 1895, due to the publication of the play Liebeskonzil, the writer Oskar Panizza was sentenced to one year imprisonment for blasphemy. Starting with such exemplary conviction, the essay reconstructs some aspects of the writer's existential and creative path, treating his vitriolic satires of religion as an access key to the political and social situation during the Wilhelminian Empire, where press laws and targeted use of crimes such as lèse majesté, obscenity and profanity, highlight the tenacity of Government, right-wing parties and Catholic Centre Party in pursuing the common purpose of silencing the opponents of the status quo.

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La legge sul divorzio e la riforma del diritto di famiglia in Italia negli anni 1970-’75 - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. La legge sul divorzio e la sua conferma nel referendum del 1974 – 2. La riforma del diritto di famiglia: legge 19 maggio 1975, n. 151 - 3. Bibliografia.

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The Development of Laws and Jurisprudence in Islam: Religious and Imperial Legacies - di Gloria M. Morán García

SUMMARY: 1. Scholar challenges and epistemological pitfalls - 2. Traditional Muslim hermeneutics and the development of schools of Jurisprudence - 3. Jurist’s authority and ruler’s governance from a comparative perspective - 4. Muslim legal tradition of plural jurisdictions - 5. The open scholar question of reciprocal legal influences with other juridical systems - 6. Conclusive remarks.

ABSTRACT: This article analyzes several open scholar debates regarding the Muslim legal system, from the conventional narrative of its formation and the triumph of the Traditionalist movement to the disputed question of reciprocal legal influences with other religious and secular juridical systems. This research tries to avoid two epistemological risks: first, the dangers of a simplistic binary debate like traditionalists v. revisionists, religious v. secular, or even Sunnis v. Shiite reducing the analysis to an ideologically polarized and ineffective dispute; and second, the improper use of juridical neologisms applied to the Islamic legal system, mainly from codified European continental law and English common law as a result of the Orientalist, colonialist, and secularist mentalities that, instead clarification create confusion. From a hermeneutical point of view, two characteristics to keep in mind: 1) the notion of divine law and its legal implications; and 2) the relationship between law and theology that is not correlative to the connection between secular legislation and ideology. From a comparative point of view, three challenging questions to address: 1) the distinction between Usul al-fiqh and Usul al-qanun often blurred in practice showing the complexities of the relationship among religious, legal, and political structures under Muslim ruling; 2) the intertwined relationship among Sharia, fiqh, and siyasa with pre-Islamic administrative, legal, and judicial traditions; 3) Jurisdictional pluralism in the Islamic legal practice concerning non-Muslim minorities.

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Il cardinale Gasparri, Francesco Saverio Nitti e la basilica di Santa Sofia - di Giovanni B. Varnier

Venerdì 24 luglio 2020 la Turchia, o meglio il suo premier Recep Tayyip Erdoğan, ha riaperto al culto islamico il simbolo stesso di Istanbul rappresentato dal complesso monumentale di Santa Sofia. Una vicenda triste per la civiltà, che vede un gioiello artistico di valore universale piegato al nazionalismo religioso. Per la verità l’edificio non è nuovo ai cambi d’uso, come non lo sono altri manufatti di pregio che hanno attraversato i secoli, ma in questo caso non si tratta di un nuovo utilizzo ma di un ritorno al tempo della dominazione ottomana.  Tuttavia, questo non è un ritorno alle origini, perché - come sappiamo - Santa Sofia, costruita per l’imperatore Giustiniano in soli cinque anni dal 532 al 537, è considerata il capolavoro della nuova architettura basilicale bizantina quale espressione della “romanità cristiana e universale della cultura giustinianea”.

Cardinal Gasparri, Francesco Saverio Nitti and the basilica of Hagia Sophia

In reference to the current events that see the return to the destination for Islamic worship of the ancient Hagia Sophia in Istanbul, a Vatican document of the years immediately after the First World War is recalled which presents positions opposite to those prevalent today.

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L’Unione delle Comunità ebraiche italiane tra adesione all’ebraismo ortodosso e rappresentanza di tutti gli ebrei italiani: l’Intesa del 1987 è ancora attuale? - di Giorgio Sacerdoti

SOMMARIO: 1 - Introduzione - 2. Il quadro pluralistico dell’ebraismo diasporico e delle sue organizzazioni - 3. Peculiarità dell’organizzazione dell’ebraismo italiano - 4. Pluralismo interno e tensioni nel contesto unitario delle Comunità - 5. Le origini storiche del peculiare assetto organizzativo dell’ebraismo italiano: l’assenza del movimento riformato in Italia e la normativa statualistica del 1930-31 - 6. La struttura unitaria e l’adesione delle Comunità all’ortodossia nello Statuto e nell’Intesa - 7. Conclusioni: la necessaria conciliazione tra pluralismo e unitarietà tra le varie anime dell’ebraismo italiano.

The Union of Italian Jewish Communities between adherence to Orthodox Judaism and representation of all Jew in Italy: Is the constitutional Agreement of 1987 with the Italian State still adequate?

ABSTRACT: Relations between Italian Judaism and the Italian State are governed legally by the Agreement (“Intesa”) concluded in 1987 pursuant to Article 8 of the Italian Constitution, enforced by Law No. 101 of 1989.The organization of the Italian Jewish communities and their central “Union” is governed by the By-Laws (“Statuto”) adopted by them at that time, which reflect the Intesa. In conformity also with the tradition of Italian Judaism local communities take care of all Jewish activities, religious, social or educational, and the Unione officially represents all Jews and Jewish groups. Since 1987 however, there has been an explosion of various Jewish groups and denominations in Italy, from the Lubavitch to Reformed groups, which organize themselves autonomously. These groups considers themselves part of Italian Judaism and recognize more or less the central role of the local communities and Unione. However they increasingly ask a say in the latter management.. The issue discussed in the paper is whether the unitary structure of Italian Judaism, as enshrined in Intesa and recognized by Italian public authorities, is still adequate to cope with this evolution, and whether a plurality of independent Jewish organizations, separately recognized by Italian authorities would be compatible with Article 8 of the Constitution and preferable in practice.

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Furbizie e ambiguità nella giurisprudenza costituzionale in materia religiosa - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Premessa. La morte di Piero Calamandrei (27 settembre 1956) e il suo funerale - 2. L’oggetto del giudizio della Corte costituzionale. La sentenza della Corte costituzionale del n. 1 del 23 aprile 1956 - 3. 7 aprile 1957 : la relazione di Paolo Barile nel convegno degli Amici del Mondo su Stato e Chiesa in Italia al teatro Eliseo di Roma - 4. Le sentenze della Corte costituzionale nn. 30, 31 e 32 del 1971: il parametro della tutela dei principi supremi dell’ordinamento costituzionale italiano. Il principio costituzionale di eguaglianza non è un principio supremo dell’ordinamento costituzionale? - 5. Il convegno di Siena dal 30 novembre al 2 dicembre 1972. Due mondi diversi? - 6. La sentenza n. 195 del 1972 sul caso Cordero. Professori delle università cattoliche senza garanzie di rispetto della loro libertà di insegnamento? - 7. La sentenza n. 18 del 1982: un giudice e un giudizio pur sempre ci sono (?) - 8. La sentenza n. 203 del 1989. Insegnamenti diversi per bambini e ragazzi “credenti” cattolici e “non credenti”? - 9. Fu vera gloria? No, essa fu accolta in una parte del mondo della scuola con la dolorosa sensazione che si prova quando si è vittima di un inganno.

Cunning and ambiguity in constitutional jurisprudence on religious matters

ABSTRACT: A journey to Florence for the funeral of Piero Calamandrei (September 27, 1956). A project for a secular and democratic Italy: dreams, hopes, illusions and disappointments. Religion jurisprudence in the decisions of the Constitutional Court no. 1 of 1956, 30, 31 and 32 of 1971, 195 of 1972, 18 of 182, 203 of 1989. The judicial remedy in school matters and the academic disappointment for a constitutional decision that introduced the supreme principle of secularism but at the same time confirmed as compliant to the Constitution the coexistence, in public schools, of separate classes for believers (in the catholic religion) and nonbelievers.

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1929. La libertà negata - di Claudio Luzzati

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Revisionismo storico involontario - 3. Altri tempi - 4. L’art. 5 del Concordato - 5. La vicenda di Ernesto Buonaiuti - 6. La sua intransigenza morale - 7. Passato e presente - 8. Favor religionis - 9. Il sistema delle intese - 10. Il risveglio delle vecchie intolleranze.

1929: Freedom denied

ABSTRACT: This paper turns around the case and the figure of Ernesto Buonaiuti. We would like to show how the Lateran Pacts of 1929 had been signed in an atmosphere in which both sides, fascism and the  Catholic Church, denied freedom of conscience.

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Benedetto XV e la questione romana negli anni della Grande Guerra - di Fabio Franceschi

SOMMARIO: 1. L’avvio del pontificato di Benedetto XV e il nuovo corso vaticano - 2. Il nodo irrisolto della questione romana - 3. Il problema della condizione giuridica della Santa Sede alla luce della legge n. 214 del 1871 - 4. La “Grande Guerra” e le sue ricadute sulle relazioni tra l’Italia e la Sede Apostolica - 5. Il conflitto europeo come possibile occasione per la riproposizione della questione romana. L’interesse vaticano per una “internazionalizzazione” della medesima - 6. L’azione della Santa Sede in campo internazionale negli anni del conflitto, tra imparzialità e attivismo diplomatico - 7. L’oscillazione, nei primi anni della guerra, delle posizioni vaticane sulla via da seguire per la soluzione della questione romana e la “svolta conciliatorista” di Benedetto XV - 8. La (ritenuta) maggiore affidabilità della soluzione interna. L’imprescindibilità di una soluzione territoriale come base di partenza nelle trattative con il Governo italiano - 9. L’azione per la pace di Benedetto XV e le sue connessioni con l’interesse per una soluzione della questione romana - 10. La posizione italiana. I rapporti tra il Regio Governo e la Santa Sede negli anni del conflitto - 11. Propositi e tentativi di soluzione della questione romana durante il periodo bellico. Dalle proposte germaniche ai progetti vaticani. Lo schema di Trattato fra la Santa Sede e l’Italia del marzo 1917 - 12. Il fallimento del tentativo pontificio di legare le vicende del conflitto con quelle relative alla soluzione della questione romana. L’impossibilità di addivenire a una sistemazione dei rapporti fra le parti nel corso della guerra e al termine della medesima - 13. “Non tutto fu inutile”: Benedetto XV e la strada aperta per la Conciliazione.

Benedict XV, the Kingdom of Italy, the "Great War". The Roman Question in the years of the First World War

ABSTRACT: The paper analyses the role of Pope Benedict XV during the First World War: his political and humanitarian positions, his renewed conception of relations with the Kingdom of Italy, above all his attitude towards the definitive solution of the Roman Question. More in detail, it explains the operations of Vatican diplomacy to put an end to the anomalous position of the Holy See, deprived of the needed surietes and signs of independence of human powers due to the so-called Law of Guarantees (dated May 13, 1871), as well as the reasons of the failure of this action during the Great War and after its end. However, it concludes considering the long-term positive consequences of this action, which can be considered the first phase of that process of revision of the ecclesiastical legislation of the Kingdom of Italy which would then culminate, over a decade after the end of the Great War, in the stipulation of the Lateran Pacts of 1929.

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«Il Diritto Ecclesiastico» e la Spagna (1890-1948) - di Maria del Mar Moreno Mozos

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. La «Rivista di Diritto Ecclesiastico» / «Il Diritto Ecclesiastico» e la Spagna - 3. Ricerche sulla Spagna - 3.1. Di autore spagnolo - 3.2. Di autore non spagnolo - 3.3. Di autore sconosciuto - 3.4. Citazioni di ricerche sulla Spagna - 3.4.1. Di autore spagnolo - 3.4.1.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 3.4.1.2. Intorno a questioni di Diritto canonico - 3.4.1.3. Intorno a questioni di carattere generale - 3.4.1.4. Intorno a questioni relative ad altri paesi/ordinamenti giuridici - 3.4.2. Di autore non spagnolo - 3.4.3. Di autore sconosciuto - 3.4.4. Autore spagnolo citato, senza l’opera - 4. Recensioni - 4.1. Di autore (dell’opera) spagnolo e autore della recensione conosciuto - 4.1.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 4.1.2. Intorno a questioni di Diritto canonico - 4.1.3. Intorno a questioni relative ad altri paesi/ordinamenti giuridici - 4.2. Di autore (dell’opera) spagnolo e autore della recensione sconosciuto - 4.2.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 4.2.2. Intorno a questioni di Diritto canonico - 4.2.3. Intorno a questioni di carattere generale - 4.3. Di autore (dell’opera) non spagnolo - 5. Riferimenti bibliografici - 5.1. Libri - 5.1.1. Autore spagnolo - 5.1.1.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 5.1.1.2. Intorno a questioni di Diritto canonico - 5.1.1.3. Intorno a questioni di carattere generale - 5.1.1.4. Intorno a questioni di altri paesi/ordinamenti giuridici - 5.1.2. Autore straniero su questioni relative alla Spagna - 5.2. Pubblicazioni periodiche - 5.2.1. Autore spagnolo - 5.2.1.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 5.2.1.2. Intorno a questioni di Diritto canonico - 5.2.1.3. Intorno a questioni di carattere generale - 5.2.1.4. Intorno a questioni di altri paesi/ordinamenti giuridici - 5.2.2. Autore straniero - 5.2.2.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 5.2.2.2. Intorno a questioni di Diritto canonico trattate su riviste spagnole - 5.2.2.3. Intorno a questioni relative ad altri paesi/ordinamenti giuridici trattate su riviste spagnole - 5.2.3. Autore sconosciuto - 5.2.3.1. Intorno a questioni relative alla Spagna - 5.2.3.2. Intorno a questioni di altri paesi/ordinamenti giuridici trattate su riviste spagnole - 5.3. Citazioni di riviste spagnole - 6. Notizie giuridiche e di politica ecclesiastica - 7. Considerazioni conclusive.

«Il Diritto Ecclesiastico» and Spain (1890-1948)

ABSTRACT: The contribution refers to the study of the presence of Spanish authors in the oldest Italian magazine referring to ecclesiastical law and canon law, in the period from 1890 to 1948.

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La Chiesa Ortodossa Russa e le riforme dell’inizio del XX secolo - di Giovanni Codevilla

SOMMARIO: 1. La riforma di Pietro il Grande e la paralisi della Chiesa - 2. La diffusa aspirazione a ridefinire i rapporti tra Stato e Chiesa - 3. Verso il superamento dell’intolleranza religiosa - 4. Le prese di posizione di Antonij (Vadkovskij) e di Sergej Witte - 5. La reazione del Pobedonoscev – 6. Il Memorandum dei 32 - 7. Il riconoscimento della tolleranza religiosa - 8. I vescovi e la riforma ecclesiastica - 9. Il Manifesto del 17 ottobre e i ritardi nella convocazione del Concilio.

The Russian Orthodox Church at the Beginning of the 20th Century

ABSTRACT: Peter the Great abolished the Patriarchate and entrusted the direction of the Church to a Holy Synod led by a laymen (Ober-prokuror). This reform had the consequence to paralyze the Church, as pointed out by F.M. Dostoevskij and by several outstanding Russian scholars. At the end of the 19th and at the beginning of the 20th century the necessity to overcome the relationship of subjection of the Church to the State was clearly perceived both by the intellectuals and inside the Church. The Tsar himself realized that there was a need of a change: the Fundamental laws were consequently modified and religious tolerance was acknowledged on April 17th 1905. Of paramount importance was the role played by the Prime-minister Sergej Witte and by the Metropolitan of St. Petersburg Antonij (Vadkovskij) to overcome the conservative ecclesiastical policy carried out by the Ober-prokuror Konstantin Pobedonoscev. The answers given by the bishops to a questionnaire issued by the Holy Synod on July 27th, 1905, confirmed that the problem was clearly felt also inside the Church. The Council of the Russian Church, which was supposed to be gathered at the beginning of the century, was summoned several years later, at the eve of the bolshevik coup d’état.

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Etica e pastorale in Attilio Nicora - di Carlo Cardia

SOMMARIO: 1. La personalità di Attilio Nicora, negoziatore, diplomatico, uomo di fede - 2. La formazione culturale, il rigore del metodo, la matrice montiniana - 3. Le lezioni della storia, la laicità, i rapporti tra Stato e Chiesa - 4. Volontà riformatrice, il coraggio dell’innovazione - 5. Le qualità del diplomatico, le sofferenze del Pastore - 6. Le virtù di Attilio Nicora, la sua eredità spirituale e culturale.

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Vulnerabilità, morte e pietas. L’atto della sepoltura e le sue implicazioni giuridiche - di Serena Vantin

SOMMARIO: 1. Una chiarificazione concettuale - 2. Vulnerabilità e diritto - 3. L’atto della sepoltura - 4. Il diritto alla sepoltura - 5. Conclusioni.

Vulnerability, Death and Pietas. The Act of Burial and its Legal Implications

ABSTRACT: This paper offers a conceptual clarification of the concept “vulnerability”, focusing in particular on the legal meanings it has recently assumed. Considering the cultural legacy relative to the act of burial, the reflection will also lead to put at stake, through the vulnerability’s perspective, the need for a harmonization and an updating of the legislation referred to cemeteries and sepulchres.

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L’assetto giuridico delle comunità israelitiche italiane nel primo decennio post-unitario - di Stefania Dazzetti

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Il congresso israelitico di Ferrara (1863) - 3. Il disegno di legge Vacca del 1865 - 4. Il congresso israelitico di Firenze (1867) - 5. Conclusioni.

The legal framework of the italian Jewish communities in the first decade of Italy’s unification

ABSTRACT: The essay deals with the unification of the normative structures of the Italian Jewish communities after the Unity, by reconstructing the extensive debate that took place in the Jewish context. It then analyzes the legislative proposal of extending Rattazzi's law of 1857 to the entire national territory, which was presented by the Italian government to the Parliament in 1865. Finally, it gives an account, through a vast and largely unpublished archival documentation, both of the choice of individual communities to maintain the legal systems in force in the pre-unitary italian States, and of the attempts, advanced in the parliamentary center between the end of the nineteenth and the beginning of the twentieth century, of abrogation of the Rattazzi's law, considered, due to its jurisdictional traits, in contrast to the principles of the liberal State.

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Profili germinali della laicità. Un excursus storico - di Giovanni Blando

SOMMARIO: 1. Da Lutero alla Pace di Westfalia. Tra potestas indirecta e tolleranza - 1.1. Il cammino verso il modello laico illuminista. Hobbes, Locke e Spinoza - 2. I fondamenti illuministici della laicità - 2.1 Il contributo di Voltaire e Rousseau alla costruzione della laicità francese - 2.2. La libertà religiosa come nuova componente della laicità. Immanuel Kant - 3. I profili germinali della laicità - 3.1. Rapporto Stato/chiese - 3.2. Rapporto Stato/credenze religiose - 4. Conclusione.

Germinal Profiles of Secularism

ABSTRACT: The principle of secularism, as we usually think about it, is the outcome of sociological and historical events and the direct result of reflections of political morality. The present essay will provide a reflection about the “germinal profiles” of secularism. Starting with the breaking of Christian unity, arising from the Protestant reformation, the essay focuses on the strategy regarding the relations between State and Church, on the one hand, and between State and religious beliefs, on the other.

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Confessioni e comunità religiose nell’Europa dell’Est, pluralismo religioso e politiche legislative degli Stati - di Giovanni Cimbalo

SOMMARIO: Sistemi di classificazione dei rapporti e individuazione degli interlocutori istituzionali delle confessioni religiose - 2. Il “laboratorio” dell’Europa dell’Est come luogo di sperimentazione del pluralismo intra confessionale - 3. La gestione delle relazioni tra Stato e confessioni religiose attraverso gli uffici - 4. I problemi nuovi posti dal moltiplicarsi delle confessioni nei diversi paesi europei - 4.1. L’area baltica - 4.2. (segue) Le Repubbliche russofone - 4.3. (segue) Le Repubbliche dell’Europa Centrale - 4.4. (segue) I Balcani Orientali - 4.5. (segue) I territori della ex Repubblica Jugoslava - 4.6. (segue) Le scelte differenziate delle Repubbliche ex jugoslave in materia di Rapporti tra Stato e confessioni religiose - 5. La felice anomalia albanese - 6. Un contributo all’elaborazione di linee guida ai rapporti tra Stato e confessioni religiose in Europa.

Confessions and religious communities in Eastern Europe, religious pluralism and legislative policies of the States

ABSTRACT: The intervention reconstructs the supporting lines of the activity of the national office of each legal system in charge with the maintenance of the relations between the State and the confessions and religious communities in the Eastern European countries. Through this perspective, the ecclesiastical politics of 19 countries is reconstructed, highlighting the genesis and the peculiar characteristics of their legislations and highlighting the underlying lines that are at the root of the choices of their systems. Particular attention is dedicated to the definition of the different models to which the States refer in relation to their effectiveness in maintaining religious peace while respecting the principle of equality and freedom among the various religious confessions. The article aims to be a contribution to the development of guidelines for relations between the state and religious confessions in Europe.
 

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A 170 anni dalla costituzione della repubblica romana del 3 luglio 1849 - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. - Premessa - 2. Costituzione della repubblica romana e costituzione della repubblica italiana: interesse di una comparazione - 3. L’assemblea costituente - 4. I principi fondamentali - 5.  Diritti e doveri dei cittadini - 6.  L’organizzazione della repubblica romana - 7. Natura e peculiarità della carta costituzionale della repubblica romana. In particolare, la procedura di revisione e la rigidezza della costituzione -  8. Conclusioni.

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A Comparative Survey on Islamic Riba and Western Usury - di Andrea Borroni

SOMMARIO 1. Introduction - 2. Premise - 3. Ancient history - 4. Roman law - 5. Aquinas and Canon law - 6. 16th Century: Protestantism and the mercantile era - 7. 17th century: Jusnaturalism - 8. 18th century and 19th centuries: industrialization and capitalism - 9. The prohibition of riba - 10. Similarities between the sharia prescriptions and the ancient Jewish ones - 11. Riba and its recent openings - 12. Riba prohibition in the twentieth century and the sharia-compliant financial instruments - 13. Solutions - 14. Islamic Finance - 15. Conclusions.

ABSTRACT: The article addresses the theme of usury taking into account various viewpoints and traditions, pausing in particular on the Western and Islamic notions of lending at interest, in order to outline its distinctive features in the present days as well as throughout its historical evolution. The author applies a comparative research method, examining both the differences and similarities between the Western and Muslim concept of usury so to present an accurate picture of the phenomenon. In fact, the article aims at answering the latest questions concerning the possibility for the Muslim model to be a valuable resource in overcoming the keep going financial crisis.

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Pietro I di Russia e la tentazione del Protestantesimo - di Giovanni Codevilla

SOMMARIO: 1. L’infanzia di Pietro - 2. Il rione degli stranieri - 3. La Grande Ambasciata - 4. L’inizio delle riforme - 5. Pietro e il monachesimo - 6. Il manifesto sulla tolleranza religiosa - 7. Pietro e la religione - 8. La subordinazione della Chiesa - 9. Feofan Prokopovyč e il suo ruolo determinante - 10. L’abolizione del Patriarcato - 11. Il Santo Sinodo governante e la paralisi della Chiesa.

The Protestant Influence on the Church Reform of Peter the Great

ABSTRACT: Peter the Great first comes into contact with the outside world through long familiarity with the German Quarter, a fluctuating Muscovite community of foreigners with its Lutheran and Calvinist churches, and with subsequent and extensive travel in the Protestant Lands (1697-1698), where he has ample time to appraise the role of sovereign as head of the church. The relationship of the tsar to his church is paradoxical; on the one hand, it emanates laws contrary to the principles sanctioned by the Church's Councils and organizes blasphemous parodies with The All-Joking, All-Drunken Synod of Fools and Jesters; conversely, he imposes rigidly traditional religious behaviors on the military. Rejecting his role and duty as Servant of the Salvation of Souls, he assumes a secular stance: Protector of the wellbeing of the community, (Vsenarodnaja pol’za). This swerve subordinating Church to sovereign undergoes elaborate scrutiny by Feofan Prokopovyč, apologist and theologian with Protestant leanings, who, in light of the abolition of the Patriarchate and the institution of the Holy Synod, affirms the principle of cuius regio eius et religio, openly challenging the position of the locum tenens Stefan Javors’kyj.

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Cerimonia di consegna dei volumi degli «Scritti in memoria di Maria Cristina Folliero “Rigore e curiosità”» - di AA. VV. (G. D'angelo e altri) Giuseppe D'Angelo Sara Domianello Giuseppe Fauceglia Enzo Maria Marenghi

SOMMARIO: Presentazione - Interventi di G. Fauceglia (ordinario di Diritto commerciale nell’Università degli Studi di Salerno) e di G. D’Angelo (associato di Diritto ecclesiastico e canonico nell’Università degli Studi di Salerno) - Relazioni - E.M. Marenghi (ordinario di Diritto amministrativo, già Preside della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Salerno), L’esperienza di Maria Cristina Folliero nella Facoltà giuridica salernitana - S. Domianello (ordinario di Diritto ecclesiastico e canonico nell’Università degli Studi di Messina), Il pensiero di Maria Cristina Folliero nell’ambito degli studi di Diritto ecclesiastico e canonico - Intervento conclusivo di A. Vitale (già ordinario di Diritto ecclesiastico e canonico nell’Università degli Studi di Salerno).

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Ordinamento statuale e confessioni religiose. La politica delle fonti di diritto in Italia - di Roberto Mazzola

SOMMARIO: 1. Primo quadro: magazzino normativo – 2. - Secondo quadro: analisi storico-giuridica – 3. Terzo quadro: il futuro.

State and religious organisations. The Politics of the sources of law

ABSTRACT: The paper intends to verify if religious freedom in the Italian legal system is undergoing a crisis. In particular, is the concept of religious freedom of the Constituent Assembly still good? Is it necessary to reform the regulation of religious freedom? Similar questions are posed with regard to the current relationship between State and religions.

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Postfazione alla seconda edizione del volume di Piero Bellini, Principi di diritto ecclesiastico - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Un piccolo volume destinato a uso degli studenti universitari e dei candidati ai concorsi pubblici (carriera direttiva) - 2. Il diritto ecclesiastico negli anni settanta - 3. Sette capitoli, inseriti in due parti e un’Appendice, sulla Natura dei Patti lateranensi.

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Il decennio 1958-1968: un decennio importante per la storia dei rapporti tra Stato e chiese in Italia - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Premessa: fatti privati ed eventi storici di un decennio importante nella storia italiana - 2. Una tavola rotonda sul decennio 1958-1968 - 3. La disciplina costituzionale sui rapporti tra Stato e confessioni religiose. Un saggio recente sull’art. 7 della costituzione - 4. Nuova attenzione al tema dei rapporti tra Stato e Chiesa cattolica alla fine degli anni Cinquanta - 5. Il processo al Vescovo di Prato - 6. Il concilio Vaticano II e le trasformazioni della società italiana negli anni sessanta - 7. La morte di Togliatti. Le tendenze della giurisprudenza - 8. Il dibattito culturale e politico sulla riforma della legislazione ecclesiastica.

1958-1968: an important decade in the history of the relationship between “Stato e chiese” in Italy

ABSTRACT: Individuals and experiences that, in the years between 1958 and 1968, had an important influence on the civic and political growth of the author. The experience of the participation in a conference on the historical period of the decade from 1958 to 1968. The constitutional provision on relations between the State and the Catholic Church in second post-war Italy, seen in the evaluation of a book published in 2017: critical considerations. New focus was given to the issue of relations between the State and the Catholic Church in the late fifties. The trial of the Bishop of Prato in 1958. The Second Vatican Council from 1962 to 1965 and the transformation of Italian society in the 1960s. The death of Togliatti on 21st August 1964 and the political consequences for Italy. Tendencies in the jurisprudence on the theme of relations between the state and religious confessions. The cultural and political debate on the reform of ecclesiastical legislation. After 1968, in Italy as in other countries, the phenomenon of extraneousness between the legal state and the real state is highlighted.

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Sulla natura giuridica del concordato - di Domenico Schiappoli

SOMMARIO: 1. Le varie opinioni sulla natura giuridica dei concordati – 2. Osservazioni su alcune delle dette opinioni – 3. Le opinioni degli scrittori ecclesiastici – 4. Le opinioni di alcuni scrittori laici e i loro contrasti con i principii del diritto pubblico dello Stato italiano – 5. Lo scopo del concordato 11 febbraio 1929 e natura dei concordati dell’epoca moderna – 6. Efficacia giuridica del concordato – 7. In che consiste il carattere convenzionale del concordato – 8. L’esecuzione del concordato 11 febbraio 1929 e della convenzione 13 giugno 1939. La legge statale di approvazione e di esecuzione. La revoca del concordato da parte dello Stato – 9. Ancora dell’ordinamento superstatale e l’opinione di un terzo ordinamento che sarebbe creato dal concordato – 10. I principali difetti della teoria dominante sull’indole giuridica del concordato – 11. Definizione del concordato secondo il diritto positivo italiano – 12. La tradizione giuridica italiana. Il concordato del 1741 tra Ferdinando I di Borbone e papa Benedetto XIV – 13. Il concordato del 1741 regolava materie di diritto pubblico interno – 14. Il concordato 18 febbraio 1818 e le materie da esso regolate – 15. La convenzione 16 aprile 1834 e le conseguenze che da essa si deducono – 16. Il concordato austriaco del 18 agosto 1855 – 17. Il concordato 11 febbraio 1929 tra l’Italia e la Santa Sede – 18. Il concordato e la riforma della legislazione ecclesiastica. I principi confessionalistici accolti – 19. I principi giurisdizionalisti accolti dal concordato – 20. Se nel concordato si possano contenere disposizioni di carattere patrimoniale – 21. Conclusioni circa l’indole e l’efficacia giuridica del concordato – 22. La teoria legale sull’indole ed efficacia giuridica dei concordati seguita in Italia quando furono abrogati i concordati precedenti – 23. In che senso deve intendersi che il concordato è una legge ecclesiastica e civile – 24. Valore del concordato come legge speciale. Il can. 3 del codex iuris canonici – 25. Interpretazione e abrogazione del concordato.

On the juridical nature of concordats

ABSTRACT: Domenico Schiappoli wrote this essay in 1941 for the Italian scientific journal Archivio di Diritto ecclesiastico, but it never appeared in that or other issues of the review. In the essay, Schiappoli explains his ultimate thought on Church and State relations and, by considering the Concordato as an exclusive matter of national law, he marks a strong difference of perspective between his own understanding of the issue and the mainstream theories about the legal nature of agreements between Church and State.

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Domenico Schiappoli e la questione della natura giuridica dei concordati. Premessa a un saggio ritrovato - di Alessandro Tira

SOMMARIO: 1. Un ritrovamento fortuito - 2. L’ultima stagione scientifica di Domenico Schiappoli - 3. Le tappe di una riflessione complessiva sui rapporti tra lo Stato e la Chiesa - 3.1. Dai Rapporti dello Stato con la Chiesa in Italia (1926) alla Qualificazione delle relazioni fra lo Stato e la Chiesa (1939) - 3.2. La critica di Schiappoli alla costruzione dogmatica del concordato (1934) - 3.3. Le concezioni dell’istituto concordatario prevalenti a cavallo degli anni Trenta e Quaranta - 3.4. Il saggio Sulla natura giuridica del concordato (1941) - 4. Qualche considerazione finale.

The debate on the juridical nature of agreements between Church and State. A foreword to an (almost) unpublished essay of Domenico Schiappoli

ABSTRACT: Domenico Schiappoli (1870-1945) was a prominent scholar of Ecclesiastical law in Italy; he played an outstanding role in the renewal of the discipline during the late 19th Century and early 20th. In his late age, he also took interest in Church and State relations, supporting theories, which marked a strong difference of perspective between his own understanding of the issue and the mainstream theories about the legal configuration of agreements between Church and State (“concordati”).

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Vittorio Emanuele Orlando e la “questione romana” - di Leone Melillo

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Dalle “condizioni svariate e complesse della coscienza giuridica del popolo” alla “sovranità dello Stato” – 3. Il mancato accordo politico – 4. Conclusione.

Vittorio Emanuele Orlando and the "Roman question"

ABSTRACT: The motivation that leads Orlando to negotiate the solution of the “Roman Question” with Monsignor Bonaventura Cerretti, that he “met” in Paris, as “sent” by Benedict XV, focuses on the work of political agreement, on the “crisis” of the “Orlando ministry” and, therefore, on the Lateran Pacts of 11th February 1929, which mark the overcoming of a politics, founded on the “law of guarantees”, and give a “not very different text from that of Orlando - Cerretti’s one”.

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“Un giogo salutare per l’intelligenza”: dogma religioso e libertà politica nella Democrazia in America di Tocqueville - di Carlo Sabbatini

SOMMARIO: 1. In forma di premessa - 2. L’immensa maggioranza degli spiriti -  3. Una forma particolare della speranza: religione e libertà tra dispotismo e repubblica - 4. Dal dogma teologico al dogma della maggioranza -  5. Quale religione? - 6. Contro la patologia del dubbio - 7. Polvere intellettuale: il metodo filosofico tra America ed Europa - 8. Chiesa e Stato tra America e Francia - 9. Democrazia e Cattolicesimo americano - 10. Una democrazia cristiana: Stato e Chiesa nell’ ‘ultimo’ Tocqueville.

“A salutary yoke on the intellect”: Religious Dogma and Political Freedom in Tocqueville’s Democracy in America.

ABSTRACT: The essay examines the relationship between religion and politics in Tocqueville's thinking, with particular attention to the synergy between Christianity and the development of democratic institutions, studied by the author in the United States. In the two volumes of Democracy in America, he observes that the doctrine of Christianity, subject to a process of popularization characteristic of American social dynamism, constitutes an essential connective tissue, through which the principle of equality permeates custom, law and institutions. This stabilization function finds a fundamental premise in the separation between spiritual and temporal sphere, which allows the former not to be bent to the conveniences of the second and, above all, not to be subjected to attacks which, as in the French Revolution, have confused and condemned it with its institutional form under the ancien régime. Such a circumstance, according to Tocqueville, has deprived society of the fundamental ethical background that unites it, neglecting above all the powerful egalitarian message that he identifies as a general character of Christianity and in particular of Catholicism, which he thinks even more appropriate to the democracy as the Protestant faith and which, by acting on custom, would enable the establishment and development of an indigenous democratic model also in France.

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Diritto, religione, cultura: verso una laicità inclusiva - di Mario Ferrante

SOMMARIO: 1. Comunicazione interculturale e relazioni interetniche nella società globale - 2. Il precedente storico della Sicilia normanna di Ruggero II - 3. Identità religiosa e convivenza multiculturale - 4. L'esigenza socio-culturale di una legge generale sulla libertà religiosa - 5. Laicità e principio di uguaglianza.

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Jean Bodin: dalla tolleranza alla libertà religiosa - di Leone Melillo

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Dalla tolleranza alla possibilità di “riconoscere nel cuore un Dio incorporeo e altissimo” - 3. La libertà religiosa aconfessionale nella definizione della sovranità assoluta - 4. La potestà aconfessionale della sovranità statale e il separatismo - 5. Dalla ragion di Stato della “suprema potestà statale” alla libertà religiosa nell’esercizio della giurisdizione - 6. Conclusione.

Jean Bodin from Tolerance to Religious Freedom

ABSTRACT: Absolutism, in France, rises also in order to resolve religious conflicts, affirming the national community and the interests of the State. This is an evaluation that leads to thinking, above all, about J. Bodin and Les le livres de la Republique and to “read” the relationship between "tolerance" and "religious liberty". Bodin indicates the limits of religious tolerance - that is based on the dogma of the exclusive confessional salvation - that reveals to religious freedom in the theorization of the absolute State. The freedom to manifest own religious conviction does not undergo to any presumption of exclusive salvation because it intends to proclaim publicly, but also privately, what the individual perceives in consciousness. A dimension of secularism really particular, that reveals the difficult political condition of the wars of religion. The coexistence of the only God, which divine laws sanction in the definition of sovereignty, suggests an overcoming of the confessionism. The civil legal significance of religious confessions lives the confessional dimension of interreligious dialogue for an understanding of the "incorporeal and supreme" God of the "Colloquium Heptaplomeres".

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Per una ri-generazione degli studi ecclesiasticisti: non dalla ‘fine’ ma da un ‘nuovo inizio’ - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. “Qualcosa di nuovo … anzi d’antico” per vivere la transizione? - 2. La crisi del diritto ecclesiastico e la ri-generazione ideale del diritto - 3. L’impegnativa condivisione di una laboriosa exit-strategy.

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Ordine temporale e ordine spirituale nella riflessione di Aldo Moro: una lezione sottratta all’oblio - di Luigi Barbieri

SOMMARIO: 1. Le carte e la storia – 2. Frammenti di una lezione: schemi di rapporti tra Stato e Chiesa – 3. Influenze sturziane sulla costruzione giusfilosofica di Aldo Moro – 4. Storia e memoria per una ricerca in progress - Appendice.

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Le contraddizioni della chiesa cattolica tra libertà di religione e libertà di espressione - di Giovanni B. Varnier

Non è il caso di ricordare che il tema del rapporto tra libertà di religione e libertà di espressione risulta particolarmente esteso e che può essere affrontato da diverse angolature e, quindi, non soltanto nel solco delle posizioni espresse dalla Chiesa cattolica di fronte alle moderne libertà. In proposito, approfittando del fatto che sono contributi di recente edizione, faccio subito riferimento ai volumi di Alessandro Barbero, Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco, e a quello a cura di Francesco Dal Canto, Pierluigi Consorti, Saulle Panizza dal titolo: Libertà di espressione e libertà religiosa in tempi di crisi economica e di rischi per la sicurezza. (continua)

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L’insegnamento, l’insegnamento del diritto, l’insegnamento del diritto ecclesiastico. La lezione del Maestro e altre lezioni - di Luciano Zannotti

SOMMARIO: 1. La lezione del Maestro – 2. … e altre lezioni.

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Libertà religiosa e principi costituzionali. Un breve itinerario di lettura nella dottrina di Arturo Carlo Jemolo - di Michele Madonna

SOMMARIO : 1. Premessa - 2. La libertà religiosa: definizione e profili storico-giuridici - 3. I “problemi pratici” della libertà - 4. La libertà religiosa nell’ordinamento italiano e gli articoli 19 e 8 della Carta costituzionale del 1948 - 5. Dalla mancata attuazione dei principi costituzionali nei primi anni del dopoguerra alla loro prima applicazione a opera della Corte Costituzionale - 6. Osservazioni conclusive.

Religious freedom and constitutional principles. Brief remarks on the doctrine of Arturo Carlo Jemolo

ABSTRACT: The first part of the article reconstructs the thought of Jemolo on religious freedom from a historical perspective . The second part is devoted to the doctrine of Jemolo on the religious freedom into Italian legal system with particular reference to the principles of the Constitution of 1948.

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I cattolici italiani e la riforma concordataria del 1984 - di Giuseppe Dalla Torre

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Un momento storico tormentato - 3. Tra conservatorismo e aperture - 4. L’orientamento delle istituzioni cattoliche - 5. Il dissenso cattolico - 5. Conclusioni.

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Introduzione al volume Arturo Carlo Jemolo. Un giurista nell’Italia del Novecento - di Sergio Lariccia

Con la pubblicazione di questo volume mi propongo di contribuire alla conoscenza del pensiero e dell’azione di Arturo Carlo Jemolo. Per ottenere questo risultato ho ritenuto opportuno pubblicare in appendice i verbali di una commissione di studio della quale Jemolo è stato senza dubbio il principale protagonista: la commissione governativa per la revisione del Concordato lateranense. Tale commissione era composta dal presidente Gonella, da sei professori universitari, che cito in ordine di anzianità (Gaspare Ambrosini, Arturo Carlo Jemolo, Franco Valsecchi, Roberto Ago, Pio Fedele e Paolo Rossi), e da quattro segretari: oltre a me, Vito Librando, Giuseppe Rossini e Arnaldo Squillante. Dopo la morte di quest’ultimo, nel 2002, sono l’unico superstite di quanti parteciparono ai lavori di quella commissione (continua).
 

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Gli enti ecclesiastici nell’Italia liberale: strategie politiche e normativa tra “escalation” e tentativi di “riconciliazione” - di Francesco Campobello

SOMMARIO: 1. Il tema – 2. Premesse storiche pre-risorgimentali: la politica sabauda tra ragion di Stato e devozione religiosa – 3. L’avvento di Cavour e dei liberali al governo – 4 La legislazione liberale nel Regno Sardo: la legge di espulsione dei Gesuiti e le leggi Siccardi – 5. La legge Rattazzi – 6. La “legislazione eversiva” dell’Italia unita: p rimi interventi – 7. Un biennio fondamentale: le leggi del 1866 - 1867 – 8. La riconciliazione mancata – 9. La “legislazione eversiva” di fine secolo: la legge Crispi sulle istituzioni pubbliche di beneficenza – 10. La fine del conflitto nell’Italia post-liberale: il Concordato del 1929.

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Valori religiosi vs. valori laici nel diritto di famiglia (rileggendo il saggio di Walter Bigiavi su “Ateismo e affidamento della prole”) - di Antonio Fuccillo

SOMMARIO: 1. Ateismo del genitore e affidamento della prole nel dibattito giuridico di inizio anni ’50 – 2. Religione e diritto: la contemporaneità delle riflessioni di allora – 3. Procedimento educativo dei minori e cultura religiosa – 4. La determinazione dell’interesse del minore nella recente prassi giurisprudenziale – 5. L’attualità di un dibattito antico.

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L’8 per mille e il suo “inventore” - di Valerio Tozzi

Ci voleva l’intelligenza e la sagacia di Silvio Ferrari per godere un incontro stimolante come quello del 24 febbraio, organizzato presso la casa editrice il Mulino a Bologna dai Quaderni di Diritto e Politica Ecclesiastica. Il tema era “l’8 per mille”, di cui al fatidico art. 47, comma 2° e seguenti, del secondo accordo di revisione concordataria del 15 novembre 1984 (legge n. 222 del 1985). Dopo trent'anni di vigenza di quell’istituto, Ferrari ha invitato a discuterne chi ne è considerato l’inventore (ma lui, modestamente, si dichiara semplice co-artefice, chiamando in causa gli altri Plenipotenziari governativi della Commissione paritetica incaricata della revisione concordataria). Il professor Tremonti ha accettato, ed è venuto a discuterne in un consesso accademico e culturale, ma non propriamente di carattere politico. (continua)

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Stefano Castagnola, giurista e politico dell’Italia liberale alla ricerca di un modello separatista di relazioni tra Stato e Chiesa - di Alessandro Tira

SOMMARIO: 1. Tra foro, tribuna e accademia nella Genova dei notabili – 2. Castagnola ecclesiasticista e il suo Delle relazioni giuridiche fra Chiesa e Stato – 3. La riprovazione ecclesiastica dell’opera di Castagnola. Lo Studio critico di monsignor Briganti – 4. Castagnola confutato: le Osservazioni critiche del canonico Bonino – 5. Considerazioni finali.

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Costituzione e fenomeno religioso - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: Premessa - 1. I primi anni dell’Italia democratica - 2. La costituzione italiana del 1948. Attuazione/inattuazione della carta costituzionale - 3. Poteri e libertà della chiesa cattolica in Italia: dal riconoscimento dei poteri alla garanzia delle libertà. Principio di relatività delle valutazioni giuridiche. Indipendenza e sovranità dello stato nell’ordine civile - 4. La revisione concordataria del 1984 – 5. Potere civile e potere religioso nel secolo XXI. Il perseguimento dell’obiettivo di una più compiuta democrazia negli ordinamenti statali. Per il superamento del concordato in Italia - 6. Una proposta di revisione della costituzione.

ABSTRACT: The Author evaluates the consequences resulting from the confirmation, at the assembly of 1946-7, of the intangibility of the Lateran Pacts of 1929; specifies the reasons that, after the constitution of 1948 came into effects, have caused the failure of the reform of the legislation concerning the relations between the state and religious confessions; proposes the approval of a law of constitutional revision composed of four articles.

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L’eredità della scienza ecclesiasticistica - di Enrico Vitali

Sono passati quattro anni dal Convegno di Bari del settembre 2009, che segnò la nostra rinascita come gruppo unito da un comune retroterra culturale e determinato, attraverso l’ADEC, a difendere la presenza delle nostre materie  nel quadro degli insegnamenti delle Facoltà di Giurisprudenza, e non solo. Fu l’occasione per dimostrare la perdurante vitalità delle nostre discipline in modo da respingere i progetti tendenti ad accorpare le nostre materie ad altre (storia del diritto, diritto costituzionale, diritto amministrativo, sociologia, ecc.) e a farle così sparire dalle tabelle ministeriali. (continua)

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Dallo scontro all’incontro. 1917-1997: ottanta anni di politica ecclesiastica russa - di Giovanni Codevilla

SOMMARIO: 1. L’inizio della lotta contro la Chiesa. Il Tribunale rivoluzionario e la nascita della ČK - 2. La profanazione delle reliquie - 3. La requisizione dei preziosi - 4. Il movimento degli innovatori - 5. I processi per opposizione alla requisizione dei preziosi - 6. La Dichiarazione del metropolita Sergij - 7. La Nep religiosa staliniana. L’elezione di Sergij a patriarca - 8. Il Concilio della Chiesa Ortodossa Russa del 1945 - 9. L’attività internazionale della Chiesa Ortodossa Russa. La nuova sinfonia tra bolscevismo e Ortodossia - 10. La campagna contro la Chiesa cattolica. L’idea di convocare un Concilio in funzione anticattolica - 11. La svolta antiecclesiastica del 1947 - 12. La ripresa della campagna ateistica e la politica antireligiosa chruščëviana - 13. Il Concilio del 1961 - 14 Il Concilio del 1971 e la politica ecclesiastica postchruščeviana - 15. Il Rapporto Furov e l’asservimento della Chiesa - 16. Michail Gorbačëv - 17. Il ritorno al passato della nuova Russia.

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Le leggi antiebraiche del 1938 e la loro applicazione nella Facoltà giuridica della R. Università degli Studi di Roma - di Fabio Franceschi

Sommario : 1. Le leggi antiebraiche e il mondo accademico italiano. La R. Università degli Studi di Roma e, al suo interno, la Facoltà giuridica – 2. Una necessaria premessa: la penetrazione del fascismo all’interno della Facoltà giuridica romana – 3. Le leggi razziali del 1938. La questione della diversità giuridica dell’ebreo e il mondo dei giuristi – 4. L’applicazione della legislazione antiebraica nella Facoltà giuridica romana: la sospensione e la successiva dispensa dal servizio per “motivi razziali” di Giorgio Del Vecchio e di Gino Arias. Le vicende relative alla sostituzione delle cattedre vacanti nei verbali della Facoltà – 5. I docenti della Facoltà giuridica romana di fronte all’allontanamento dei colleghi di razza ebraica – 6. (segue) … e al problema rappresentato, sul piano giuridico, dalle leggi antiebraiche. Antisemitismo e questione della “diversità giuridica” degli ebrei nel pensiero e negli scritti degli accademici romani - 7. Le ripercussioni delle misure persecutorie sulla vita e sul pensiero dei docenti allontanati. Il caso specifico di Giorgio Del Vecchio – 8. L’abrogazione delle leggi antiebraiche. La Facoltà giuridica romana tra epurazioni e ritorni. Le (tormentate) vicende della reintegrazione di Giorgio Del Vecchio - 9. Un bilancio conclusivo.

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Crisi della legge e aporie della scienza del diritto positivo: il dialogo fra Giorgio Del Vecchio e Arturo Carlo Jemolo tra le due Guerre - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Il rapporto fra i due Maestri- 3. Sulla crisi del diritto- 4. Sulla relatività dei concetti giuridici - 5. Postilla conclusiva.

Crisis of the law and contradictions of science of positive law : the dialogue of Giorgio Del Vecchio and Arturo Carlo Jemolo between the two world Wars.

ABSTRACT : The article analyzes the crisis of the law and the science of positive law in the dialogue between Giorgio Del Vecchio and Arturo Carlo Jemolo in the period between the two world Wars.

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Centocinquant’anni di diritto canonico ed ecclesiastico nelle Università italiane. Prefazione - di Enrico Vitali

SOMMARIO: 1. I perché di una ricognizione storica – 2. Alcune indicazioni – 3. Alcune date importanti – 4. Dal Concordato del 1929 alla Costituzione repubblicana – 5. I nuovi indirizzi costituzionalistici – 6. La denominazione e le sorti del diritto ecclesiastico.

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Giorgio Del Vecchio e Arturo Carlo Jemolo (frammenti di un carteggio) - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Il rapporto scientifico: a) Il confronto sui rispettivi scritti - 3 - (segue): b) il lavoro per l‘Archivio Giuridico “Filippo Serafini” - 4. Il rapporto accademico. Il trasferimento di Jemolo alla Regia Università di Roma. Il valore formativo del diritto canonico. La recensione a Lezioni di filosofia del diritto (1930) – 5 . Un’amicizia.

Giorgio Del Vecchio and Arturo Carlo Jemolo (Fragments of correspondence)

ABSTRACT: The paper reconstructs the relationship between Giorgio Del Vecchio and Arturo Carlo Jemolo in the light of the correspondence kept in the Archive “Giorgio Del Vecchio” of the Philosophy of Law Library of the La Sapienza University of Rome.

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Riflessioni sull’evoluzione metodologica delle discipline Diritto ecclesiastico e Diritto canonico, dal 1929 a oggi - di Vittorio Parlato

SOMMARIO: 1. La metodologia internazionalista e storicista: rilevanza del diritto canonico - 2. Il metodo pubblicistico e la legislatio libertatis - 3. La metodologia comparatista in campo statale e religioso - 4. Le nuove tematiche legate a principî confessionali.

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Los conflictos político-religiosos en Colombia durante el siglo XIX - di Fernando Santamaría Lambás

SUMARIO: 1. Introducción – 2. Las guerras civiles – 2.1. Las guerras por la definición del sujeto político – 2.1.a La guerra de los Supremos (1839-1842) – 2.1.b Las guerras de 1851 y 1854 – 2.2. Las guerras por la definición del sujeto político y el carácter de la educación – 2..2.a La guerra de 1861 – 2.2.b La guerra de 1876 – 2.2.c La guerra de 1885 – 2.3. Las guerras contra la exclusión en las que entran en juego los límites de la centralización – 2.3.a La guerra de 1895 – 2.3.b La guerra de los Mil Días.

ABSTRACT: During the nineteenth century in Colombia conflict is settled through political parties, the liberal and conservative, and civil wars, in which the religious element is sometimes the trigger of the conflict and sometimes the convener. We will use the literature to approach these wars and to better understand what happened in reality. pdf

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Arturo Carlo Jemolo: una voce di “coscienza laica” nella società italiana del Novecento - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La vita e l'opera di Jemolo negli anni 1905-1943 - 3. Oltre il 1944. Il contributo di Jemolo allo sviluppo della vita democratica in Italia - 4. Il principio di separazione tra stato e chiese. Il "dominio" delle chiese sulle coscienze - 5. La voce della coscienza: la "coscienza laica". Rassegna sulla laicità in Italia - 6. La partecipazione di Jemolo al "tentativo di revisione del concordato". Un motto spesso evocato: "Fa quel che devi, avvenga quel che può" - 7. Conclusioni.

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La politica ecclesiastica dell’Italia post-unitaria: un modello post-Westphaliano - di Alessandro Ferrari

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La separazione … immaginata – 3. La separazione … possibile – 4. Un limite della politica liberale: lo scoglio del pluralismo giuridico – 5. Il lascito della politica ecclesiastica liberale: una mediocritas di ampio respiro

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“A chiare lettere” - Editoriali • L’editto e la dote: un anniversario della libertà religiosa? (di Nicola Colaianni) - di Nicola Colaianni

Ricorre quest’anno il diciassettesimo centenario dell’editto di Milano, con cui Costantino legalizzò il cristianesimo, e il vescovo di
quella chiesa ne ha preso spunto per il tradizionale discorso ambrosiano rivolto stavolta non solo alla città ma urbi et orbi: più precisamente agli “stati liberal-democratici”. Il tema trattato, infatti, è stato quello della libertà religiosa e della laicità dello stato, che secondo il card. Scola in quell’editto trovano il loro inizio, sia pure “mancato” vista la “storica, indebita commistione tra il potere politico e la religione”, che ne è seguita. Perciò appunto quell’editto è noto piuttosto come l’inizio dell’era costantiniana, che la dichiarazione conciliare Dignitatis humanae ha concluso senza dubbi o in quanto periodo storico ma con molti dubbi in quanto “complesso mentale e istituzionale nelle strutture, nei comportamenti e perfino della spiritualità della chiesa”, di cui il medievista domenicano Marie-Dominique Chenu auspicava (e come perito conciliare contribuì a preparare) la fine. (Continua)
 

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I progetti per l’introduzione del divorzio in Italia in epoca post-unitaria - di Fabio Franceschi

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Cenni sulla legislazione matrimoniale nell’Italia preunitaria – 3. L’introduzione del matrimonio civile nella codificazione unitaria del 1865 e la questione del divorzio – 4. I primi fermenti divorzisti: i progetti Morelli (1878-1880) – 5. Il progetto Villa del 1881 – 6. Il progetto Zanardelli del 1883 – 7. Il divorzio sul finire del XIX secolo: un problema aperto – 8. Il secondo progetto Villa (1892) – 9. Il terzo progetto Villa (1892-1893) – 10. L’inizio del nuovo secolo e il rinnovato entusiasmo divorzista. Il progetto Berenini-Borciani (1901) – 11. Il progetto Zanardelli-Cocco Ortu (1902) – 12. Il divorzio nel periodo giolittiano e il progetto Comandini (1914) – 13. Il progetto Marangoni-Lazzari (1920): fine di un’epoca – 14. Considerazioni conclusive.

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L’Università di Napoli e la prima cattedra di diritto ecclesiastico in Italia. L’insegnamento di Francesco Scaduto - di Maria d'Arienzo

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La prolusione palermitana del 1884 e l’insegnamento del “moderno” diritto ecclesiastico – 3. La Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Napoli e il “moderno” diritto ecclesiastico - 4. La produzione scientifica di Francesco Scaduto negli anni di insegnamento nell’Università di Napoli – 5. I rapporti di Francesco Scaduto con gli studenti, gli allievi e i colleghi dell’Università di Napoli. Pensiero scientifico e attività politica.

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Le intese nella società multireligiosa: verso nuove disuguaglianze? - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. Il contributo di Giorgio Peyrot alla definizione delle intese – 2. Il suo impegno per l’attuazione delle intese – 3. La crisi dell’istituto … – 4. … e le sue ragioni: a) il passaggio alla società multi religiosa – 5. (Segue): b) la noncuranza della Costituzione – 6. Limiti e attualità del pensiero di Giorgio Peyrot sulle intese.

ABSTRAC: Giorgio Peyrot, one of the most eminent scholars of law and religions in Italy, was very committed, also as representative of the waldensian Church – therefore they called him “the jurist of the minorities” -, in the long struggle for the implementation of the “intese”, i.e. of the conventions between the state and the various religious fellowships different from the catholic Church. Yet, after the aim was acheaved at least in respect of a few communities, then the crisis of this legal institution began: first of all, for the transition to a multicultural and multireligious society, that faces the West with new and not traditional communities, and moreover for the disregard for the Constitution and its institutions, that especially, but not only, the italian Center-Right is spreading throughout Italy. This paper shows the limits and nevertheless the topicality of the legal thought of Peyrot about the “intese” in the context of these times.

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La legge civile ecclesiastica ticinese del 1855 nel quadro storico della prima metà dell’ottocento - di Antonio Angelucci

SOMMARIO: PRIMA PARTE – 1. Il contesto storico-politico e la produzione legislativa in materia ecclesiastica antecedente alla legge del 1855 – 2. La prima fase (1803-1829): dall’Atto di Mediazione al progetto di Statuto civile ed ecclesiastico del 1819 – 3. La seconda fase (1830-1839): la Costituzione del 4 luglio 1830 e l’opposizione tra istanze moderate e idee liberal-radicali – 4. La terza fase (1840-1847): il prevalere delle idee liberali – 5. La quarta fase (1848-1855): i provvedimenti antiecclesiastici degli anni tra il 1848 e il 1855 – SECONDA PARTE – 6. La legge civile ecclesiastica del 24 maggio 1855: genesi e contenuto. Dalle prime richieste di una legge al progetto del 1852 – 7. Il 1855: l’iter di formazione della legge – 8. L’intento programmatico della legge: gli articoli 1 e 2 – 9. Il contenuto della legge e la centralità del placet governativo – 10. Conclusioni.

ABSTRACT: The essay describes the historical and political context, as well as the law production in Canton Ticino during the first half of the nineteenth-century, which will lead to the Civil Ecclesiastical Law of 1855. The article is structured in two parts. The first part deals with the historical period between 1803 and 1829 and is divided into four sections: from the Act of Mediation to the project of the Civil Ecclesiastical Statute of 1819; the Constitution of 1830; the predominance of liberal ideas and the anti-ecclesiastical measures from 1848 to 1855. The second part is entirely dedicated to the Civil Ecclesiastical Law of 1855 – peak of the historical political process described in the first part – and to the analysis of its origin and the contents from the 1852 bill. The development procedure, the purpose and the kernel of the Law, specifically the government placet, are particularly stressed.

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Il paradigma della continuità come chiave di lettura dei rapporti tra Stato e Chiesa in Italia - di Giuseppe Dalla Torre

SOMMARIO: 1. Una premessa di metodo – 2. Un problema italiano; un problema non solo italiano - 3. I Patti Lateranensi come sviluppo della Legge delle Guarentigie – 4. La novazione costituzionale – 5. La revisione concordataria del 1984 – 6. Conclusioni.

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La Chiesa tra politica e religiosità popolare nei primi decenni del XX secolo. Alcune suggestioni - di Domenico Bilotti

SOMMARIO: 1. Apparente desuetudine dell’analisi - 2. La Prima Guerra Mondiale e le sue conseguenze nella società italiana. Questioni irrisolte – 3. Il contributo cattolico prima e dopo il Fascismo. Alcune ipotesi di continuità?

ABSTRACT: The period, directly following up the consolidation of the Italian situation, between the end of the XIX Century and the first half of the XX  Century, is not less problematical [than the previous ones]. It is fundamental to try to respond to unclear historical issues and, if it is necessary, to risk the opening of new questions.
 

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Laicità di Arturo Carlo Jemolo - di Sergio Lariccia

Ho conosciuto Arturo Carlo Jemolo nel novembre del 1954, frequentando le sue lezioni di Diritto ecclesiastico nella facoltà di giurisprudenza  dell’università di Roma, e sono lieto di potere qui ricordare, a distanza di cinquantasette da allora e di trent’anni dalla sua scomparsa, il contributo di un uomo che ha molto influenzato la mia personalità e le mie scelte sin dagli anni della mia gioventù e che per molti anni ho ammirato (con qualche distinguo come, per esempio, a proposito di alcune sue discutibili scelte di politica accademica). (Continua)
 

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I prodromi della questione cattolica in Italia. Note intorno al difficile dialogo tra la Chiesa cattolica e lo Stato unitario in Italia . - di Antonino Mantineo

SOMMARIO: 1. Il punto sulla storiografia - 2. Vocazione anti-unitaria del Papato e della Chiesa - 3. I cattolici e il lento cammino verso la democrazia.

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La soppressione del corso autonomo di Diritto canonico delle Facoltà giuridiche disposta dal ministro Bonghi nel 1875 - di Francesco Falchi

SOMMARIO: 1. Le ragioni di questo scritto – 2. Norme legislative e regolamentari emanate tra il 1859 ed il 1865 – 3. Fonti normative e provvedimenti tendenti alla soppressione del corso autonomo di Diritto canonico riferibili al periodo 1867/1875 – 4. Gli anni 1867/1872: ... a) la vacanza della cattedra di Istituzioni di diritto canonico nelle università di Parma, di Modena e di Siena – 4.b) La riduzione della durata degli studi in giurisprudenza e la distribuzione degli insegnamenti del corso – 4.c) L'ulteriore normativa ministeriale e i suoi riflessi sulle Facoltà giuridiche di Bologna, Palermo e Pisa – 4.d) La vacanza di cattedre di Diritto canonico nelle università di Cagliari e di Sassari e il rispetto delle direttive ministeriali del 1869 e del 1870 – 5. Il periodo 1873/1874: ... a) atti ministeriali ed interventi del Consiglio Superiore della P. I. circa l’affidamento dell’incarico al prof. Pertile – 5.b) La soppressione della cattedra di Diritto canonico proposta dal Consiglio Superiore della P. I. nel 1874 – 6. Il regolamento predisposto dal ministro Bonghi che esclude il corso autonomo di Diritto canonico – 7. La vicenda della cattedra romana – 8. La soppressione del corso di Diritto canonico nel dibattito alla Camera dei Deputati nel 1875 e nel 1876 – 9. Decreti e provvedimenti del ministro Coppino – 10. Osservazioni conclusive.

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Oltre i culti ammessi. Prime note sulla gestione giuridica del pluralismo religioso nella legislazione coloniale italiana - di Federica Botti

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Dimensione unitaria e settoriale del diritto ecclesiastico italiano nella gestione della libertà religiosa nelle colonie italiane – 3. I primi provvedimenti di tutela della libertà religiosa e dei culti nella legislazione coloniale - 4. Le linee comuni del “diritto ecclesiastico coloniale” - 5. L’avventura coloniale e la ricomposizione del conflitto tra stato e Chiesa cattolica - 6.– Alcune prime sommarie considerazioni.

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L’ultima lezione romana di Giorgio Peyrot - di Nicoletta De Luca

Molto è stato detto in queste due giornate che abbiamo voluto dedicare a Giorgio Peyrot. Vorrei però esprimere, e mi si consenta, un sentimento personale. Per me Peyrot era un nome senza volto, ma solo “Il Prof. Peyrot” perché lui prima di tutto fa parte dei ricordi della mia infanzia quando mio padre in casa parlava delle varie vicende universitarie e ovviamente il suo nome faceva parte di queste. Solo successivamente, dedicandomi agli studi del Diritto ecclesiastico, ho avuto occasione di incontrarlo nell’Istituto di Diritto pubblico della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma dove lui, nonostante l’insegnamento nell’Università di Perugia, continuava a svolgere alcuni corsi. Fu da allora che finalmente non solo gli diedi un volto, ma soprattutto cominciai ad apprezzarne il valore attraverso i suoi scritti. (Continua)
 

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Libertà religiosa e “uomini liberali”: a cinquant’anni da “I problemi pratici della libertà” di Arturo Carlo Jemolo (di g. c.) - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1. Il composito panorama della libertà religiosa in Italia - 2. I segnali delle criticità – 3. Tra confronto e scontro – 4. Il bisogno degli “uomini liberali”.

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Le istituzioni ecclesiastiche nel Settecento in Italia tra potere spirituale e potere secolare - di Fabio Franceschi

SOMMARIO: 1. Le istituzioni ecclesiastiche in Italia nei primi decenni del XVIII secolo: uno sguardo d’assieme - 2. L’avvio di una politica riformista da parte dei principi della penisola e l’affermarsi del giurisdizionalismo di matrice confessionista quale sistema di rapporto tra gli Stati italiani e la Chiesa - 3. La svolta di metà secolo. Aumento dell’ingerenza delle autorità civili nell’organizzazione e nell’attività delle Chiese locali. Assunzione da parte delle stesse di autonome competenze normative in materia di istituzioni e di patrimonio della Chiesa. Parziale inquadramento delle istituzioni ecclesiastiche in seno alle organizzazioni statuali - 4. I principali provvedimenti adottati negli Stati della penisola nel campo delle istituzioni e del patrimonio ecclesiastico - 5. Provvedimenti soppressivi di istituzioni esistenti - 6. (segue) Misure dirette a cancellare i privilegi e le immunità delle istituzioni ecclesiastiche ed a contrastare il fenomeno della manomorta - 7. (segue) Misure dirette a riformare l’organizzazione e l’attività della Chiesa in sede locale e a sottoporre le istituzioni ecclesiastiche al controllo dell’autorità civile - 8. (segue) Misure dirette a secolarizzare le funzioni assistenziali ed educative. Sottrazione dei relativi ambiti di attività alla Chiesa ed alle sue istituzioni - 9. (segue) Rivendicazioni statali in tema di creazione delle istituzioni ecclesiastiche. Tentativi volti ad affermare la necessità e il carattere essenziale del riconoscimento o della confirmatio imperantis dei corpi morali in genere, e delle istituzioni ecclesiastiche in particolare - 10. Istituzioni secolari ed istituzioni regolari. Incidenza dell’azione degli Stati sull’assetto della ripartizione fra le due componenti dell’organizzazione ecclesiastica. L’ostilità dei sovrani riformatori nei confronti dell’organizzazione regolare e della Compagnia di Gesù in particolare. Soppressione di conventi e monasteri - 11. Le istituzioni del clero secolare. Rafforzamento degli episcopati locali e delle strutture organizzative diocesane come effetto della politica ecclesiastica riformista degli Stati italiani. Parziale riorganizzazione, territoriale e funzionale, delle parrocchie e dei seminari - 12. Considerazioni conclusive.

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Le novelle giovanili di Arturo Carlo Jemolo: scritti inediti dall’Archivio Centrale di Stato - di Giorgia Cassandro

SOMMARIO: 1. Premessa archivistica – 2. Le Novelle del giovane Jemolo e l'epilogo di “Scherzo di ferragosto” – 3. Temi e contenuti delle novelle – 4. Introduzione a “Il vagabondo” – 5. Introduzione a “Art. 808 cpc” – 6. Introduzione a “Novella senza titolo”.

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Gli ultimi progetti di legge sulla libertà religiosa: elementi di costanza e soluzioni di continuità - di Patrizia Piccolo

SOMMARIO: 1. I progetti di legge sulla libertà religiosa delle ultime due legislature – 2. In particolare: elementi di costanza e soluzioni di continuità nell’ultima proposta di legge – 3. Osservazioni conclusive.

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L’ordinamento legislativo in materia ecclesiastica dal 1929 alla prova delle innovazioni della Costituzione repubblicana - di Giovanni B. Varnier

SOMMARIO: 1. Una riflessione introduttiva – 2. Il quadro costituzionale – 3. Le diverse letture dell’articolo 7 – 4. Le ipoteche del passato – 5. Un tentativo di tirare le fila … - 6. e una provvisoria conclusione.

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Lo svolgimento legislativo in materia ecclesiastica nell’Italia post-unitaria - di Mario Tedeschi

SOMMARIO: 1. La legislazione ecclesiastica pre-unitaria - 2. La legislazione ecclesiastica nel periodo liberale. Le leggi eversive e la legge delle guarentigie - 3. La legislazione ecclesiastica non concordataria nel periodo fascista - 4. La legislazione ecclesiastica bilateralmente concordata - 5. La legislazione di diritto comune.

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Idee per la ricostruzione della vita democratica. La libertà delle minoranze religiose nella tesi di laurea di Carlo Azeglio Ciampi (luglio 1946) - di Giovanni B. Varnier

Recentemente, con opportuno inquadramento storico, è stata pubblicata la tesi di laurea di Carlo Azeglio Ciampi, un elaborato che nasce tra guerra e studi giuridici e che condusse alla laurea nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pisa nell’anno accademico 1945-1946 e, soprattutto, che svolge un tema ancora di attualità, come si ricava dal titolo: La libertà delle minoranze religiose nel diritto ecclesiastico italiano. Discussa il 23 luglio 1946 ebbe come relatore Costantino Jannaccone (1883-1962), studioso - secondo il Margiotta Broglio - di “larghissima cultura giuridica”, il quale propose e ottenne per il candidato il massimo dei voti e la lode. (Continua)

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Lo ius primariarum precum nell’esperienza beneficiale francese - di Alessandro Bucci

SOMMARIO: 1. Premessa: ingerenza laica nelle provviste dei benefici ecclesiastici - 2. Lo ius primariarum precum imperiale: definizione e origine - 3. Definizione del Droit de joyeux avènement - 4. Origine del Droit de joyeux avènement - 5. Svolgimento storico del Droit de joyeux avènement - 6. Regolamentazione del Droit de joyeux avènement - 7. Conclusioni.

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Rinaldo Bertolino: ricordi nel solco di una antica amicizia e comune tradizione culturale - di Giovanni B. Varnier

Ringrazio chi ha pensato a me per questo invito a partecipare all’incontro per festeggiare Rinaldo Bertolino e non si tratta di un ringraziamento soltanto formale, perché sono veramente lieto di trovarmi oggi a Torino e, in particolare, a questo tavolo, per testimoniare i sentimenti di antica amicizia con il festeggiato. Il nostro è un rapporto che risale nel tempo e che si è esteso alla intera Famiglia di Rinaldo, alla moglie e ai figli, che ricordo e saluto. In questa circostanza sono conscio del fatto che è difficile sottrarsi alla rievocazione, anche perché i ricordi sono il patrimonio positivo dell’età; ricordi che, sebbene personali, possono diventare memoria condivisa e testimonianza per la storia. (continua)

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Colonialismo giuridico italiano. Archeologia della subalternità legale nei contesti multiculturali - di Giancarlo Anello

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. La libertà religiosa nel diritto coloniale - 3. La norma altrove. Sintassi dell’ «esclusione» della giuscolonialistica italiana - 4. Il principio di “civiltà”, cardine di una differenza duale - 5. Differenza duale e ambiguità del sistema coloniale: sovranità, giurisdizione, cittadinanza - 6. L’esperienza coloniale e il retaggio della concettualizzazione delle differenze.

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Il mio ricordo di Pio Fedele - di Sergio Lariccia

A Pio Fedele è legato il ricordo dell’inizio della mia attività di insegnamento nell’università di Perugia, a decorrere dal primo novembre del 1974, dopo che l'otto luglio dello stesso anno il professor Fedele era stato chiamato alla cattedra di diritto canonico nella Facoltà di Giurisprudenza nell'Università di Roma La Sapienza. Con Fedele, nei primi sei mesi del 1969, ho condiviso l’esperienza di lavoro nella commissione Gonella per la revisione del  concordato, alla quale partecipammo Fedele come autorevole componente e io come segretario. Ho conosciuto Pio Fedele grazie al mio caro amico Piero Bellini, che ho per la prima volta incontrato, nel 1965, in occasione di un convegno svoltosi a Firenze per il centenario delle leggi amministrative di unificazione; ... (Continua)

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Lazzaro Maria de Bernardis (1909-1996): elementi per contributo bio-bibliografico a cento anni dalla nascita - di Giovanni B. Varnier

È con sentimenti di gratitudine che mi associo agli indirizzi di saluto poc’anzi espressi per questa iniziativa promossa in ricordo di Lazzaro Maria de Bernardis, che reputo, oltre che uno dei primi e convinti europeisti genovesi, una delle personalità più capaci e oneste espresse dall’allora ricco cattolicesimo politico della nostra città. Si tratta di un ricordo che cade a cento anni dalla nascita e a tredici dalla morte; ricordo che si deve in primo luogo all’iniziativa della collega Daniela Preda, che tutti conosciamo come dinamico autore e promotore di ricerche sull’europeismo in Liguria, ma che si alimenta del contributo e della testimonianza di tante persone amiche, in primo luogo dei professori Francesco Margiotta Broglio e Vito Piergiovanni, presenti a questo tavolo e che ringraziamo per la loro partecipazione. (Continua)

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Jeremy Bentham on Religion and Law Reform - di Francesco Ferraro

Since the very beginning of his inquiries into the fields of legal, political and moral philosophy, always guided by the principle of utility - “the greatest happiness of the greatest number” -, Jeremy Bentham entertained a complex relationship with matters regarding religion in every form. Bentham’s utilitarianism was a “secular” one, unlike the ethical theories of “theological” utilitarian thinkers such as William Paley, Richard Cumberland, John Gay, and Thomas Brown. These Anglican philosophers were looking for a middle path between Calvinist extreme theological voluntarism and Hobbes’ conventionalist ethics and politics (which were generally deemed to be atheistic). Bentham thought that the union of religion and utility was perverse, because it deflected the “science of morals” from careful calculation of pains and pleasures, substituting to it the knowledge of the will of God. (Continua)

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A ottant’anni dai Patti Lateranensi. “La Storia documentata della Conciliazione tra la Santa Sede ed il Governo d’Italia” del Card. Gasparri - di J.M. Vazquez Garcia Peñuela Miguel A. Ortiz

SOMMARIO: Premessa - Proemio del Card. Gasparri - Storia documentata della Conciliazione tra la Santa Sede ed il Governo d’Italia (11 febbraio 1929) - Cap. I. Colloquio privato coll’On. Benito Mussolini nel luglio 1921 - Cap. II. Trattative previe alla Conciliazione. Art. I. Trattative segrete non autorizzate - Art. II. Trattative segrete autorizzate - Art. III. Trattative officiali - Cap. III. Firma degli Accordi - Cap. IV. Assensi dopo la firma degli Accordi - Art. I. Ricevimento al Corpo Diplomatico - Art. II. Indirizzo di adesione del Sacro Collegio dei Cardinali - Art. III. Banchetto di ringraziamento al Corpo Diplomatico - Cap. V. Voci discordanti - Cap. VI. La ratifica degli Accordi, Inizio dei rapporti diplomatici fra la Santa Sede ed il Governo d’Italia - Art. I. La ratifica degli Accordi - Art. II. Inizio dei rapporti diplomatici fra la Santa Sede ed il Governo d’Italia - Cap. VI. Importanti avvenimenti in rapporto all’avvenuta Conciliazione - Art. I. La processione del “Corpus Domini” - Art. II. La visita dei Sovrani d’Italia a Sua Santità - Art. III. Il giorno festivo: 20 settembre 1870 soppresso e rimpiazzato dal giorno festivo: 11 febbraio 1929 - Art. IV. Visita di S.E. Mussolini al S. Padre.

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Il Concordato lateranense: libertà della Chiesa e dei cattolici - di Ombretta Fumagalli Carulli

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Il Concordato lateranense nel quadro della politica concordataria di Pio XI - 3. Lo Stato-etico - 4. I contrasti tra concezione cristiana e concezione fascista - 5. Il conflitto con l’Azione Cattolica - 6. Bilancio finale.

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Liberté et tolérance religieuse dans la pensée de Voltaire - di Germana Carobene

“Il faut séparer toute espèce de religion de toute espèce de gouvernement, la religion ne doit pas plus être une affaire d’État que la manière de faire la cuisine. Il doit être permis de prier Dieu à sa mode comme de manger suivant son goût; et pourvu qu’on soit soumis aux lois, l’estomac et la conscience doivent avoir une liberté entière. Cela viendra un jour, mais je mourrai avec la douleur de n’avoir pas vu cet heureux temps”. Dans cette lettre, écrite par Voltaire à un ami cher à l’âge de la maturité, au temps de ses interventions directes au service de la tolérance, se profilent les thèmes clés des polémiques de l’auteur: en partant de la nécessité d'une réduction dans de plus justes proportions du facteur religieux au domaine privés, il  propose trois principes fondamentaux de l'État moderne: tolérance et liberté; séparation du pouvoir politique et du religieux; gouvernement des lois. (Continua)

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Il lessico della laicità - di Claudio Luzzati

SOMMARIO: 1 – Premessa – 2. Le origini della laicità dicotomica – 3. La svalutazione dei ‘laici’ nell’Età di Mezzo – 4. La ‘laicità’ cambia di segno – 5. La crisi del concetto – 6. Il veleno della tribalizzazione e il suo antidoto – 7. Il linguaggio ci viene in soccorso – 8. Alcune indispensabili precisazioni – 9. La laicità del futuro.

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A 70 anni dalla promulgazione della legislazione detta razziale - di Guido Fubini

Nel mese di novembre 2008 si compiono 70 anni dalla emanazione della principale norma antiebraica del regime fascista italiano, contenuta nel regio decreto legge 17 novembre 1938. Nello stesso mese di novembre 1938 in Germania la “Notte dei Cristalli” segnò quella svolta delle misure antiebraiche che avrebbe poi portato alla “soluzione finale”. Forse, a settanta anni di distanza, alcuni hanno dimenticato, o non hanno mai saputo, che cosa è stata la “Notte dei Cristalli”: in realtà è una notte, nel novembre 1938, che fatto seguito a un attentato, da parte di un ebreo tedesco emigrato, contro un funzionario dell’ambasciata tedesca a Parigi, il partito nazista scatenò una serie di attacchi contro le proprietà di ebrei in Germania, uccidendo circa 200 persone, distruggendo le vetrine e dando fuoco alle sinagoghe. Attacchi molto simili a quelli che si sono recentemente verificati in Italia contro i campi di nomadi. Ordine era stato dato ai vigili del fuoco di non intervenire a spegnere il fuoco dalle sinagoghe ma solo a difesa delle proprietà vicine. (continua)

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Un episodio inedito della biografia di Francesco Scaduto - di Maria d'Arienzo

SOMMARIO: 1. Francesco Scaduto candidato al Parlamento e gli studenti dell’Università di Napoli – 2. Il significato politico del numero unico in omaggio a Scaduto – 3. La vicenda elettorale – 4. Sospensione del non expedit contro Scaduto – 5. Clima politico nel Collegio – 6. Il sostegno alla candidatura di Scaduto – 7. Sconfitta e aspettative politiche.

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Il diritto di libertà religiosa nella cultura giuridica degli anni cinquanta. Riflessioni a proposito della ristampa della monografia del 1957 di Gaetano Catalano - di Giovanni B. Varnier

SOMMARIO: 1. Elementi di validità e cambiamenti dell’ultimo mezzo secolo - 2. Il diritto ecclesiastico in tema di libertà religiosa – 3. La dottrina – 4. Considerazioni attuali.

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La “rivoluzione discreta”. A centosessant’anni dalle Lettere Patenti - di Francesco Spano

SOMMARIO: 1. 17 febbraio 1848: l’emancipazione dei Valdesi e l’ambiguità della politica ecclesiastica sabauda: una rivoluzione annunciata? - 2. Il patriottismo liberale ed il «Reveil» protestante: due rivoluzioni concorrenti? - 3. La disillusione: una rivoluzione mancata? 4. Il portato storico e giuridico del ’48: una rivoluzione discreta?

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Le confessioni religiose a Trieste: un confronto tra esperienze diverse - di Valentina Frezza

SOMMARIO: 1. Osservazioni in merito ad un recente convegno - 2. Il contesto culturale e religioso nella città di Trieste - 3. La testimonianza della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno - 4. La Comunità Evangelica Luterana triestina - 5. La Comunità Ebraica nell’esperienza delle città di Trieste e Lubiana - 6. Il Centro Buddhista tibetano “Sakya” - 7. L’Islam a Trieste – 8. La realtà cattolica - 9. Le Chiese ortodosse nella realtà locale.

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L’attualità dell’opera di Gaetano Catalano - di Salvatore Berlingò

Sono ben consapevole del rischio assunto col suggerire a Salvatore Bordonali il tema ed il titolo del mio intervento. Si è trattato di un rischio molto alto: quello di incorrere nella censura di Gaetano Catalano per avere disatteso una sua notazione, che suona, in realtà, come un severo monito. Si legge, infatti, nel testo della Relazione da Lui tenuta al Convegno di Napoli dell’ottobre 2001 – utilmente riprodotta in Appendice al volume riedito su «Il diritto di libertà religiosa» - che sarebbe opportuno lasciare irrisolto il dubbio su «quale sia il grado di attualità conservato o riacquisito dalle ... originarie impostazioni» dello studio appena richiamato sulla libertà religiosa, «per molteplici ragioni». Tra queste, soprattutto una l’Autore considera decisiva, e la esplica nel modo seguente: «... ogni valutazione in termini di attualità presuppo[ne] una nitida visione della realtà contemporanea; altrimenti nessun utile raffronto è possibile. Ma al giorno d’oggi l’indicato obbiettivo non appare raggiungibile, in quanto tale realtà appare di continuo rimodellata dal vento della storia, riaffacciatosi in tutta la sua potenza dopo il crollo del muro di Berlino [e] la guerra del Golfo ... la distruzione delle Due torri gemelle, che ha infranto il mito dell’isolazionistica invincibilità statunitense». (Continua)
 

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Religiosità umana, fenomeno religioso collettivo e Costituzione italiana - di Valerio Tozzi

SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Il fenomeno religioso nella Assemblea costituente e nella applicazione pratica dei principi costituzionali – 3. I rapporti Stato-confessioni religiose come sotto-sistema normativo nel più vasto ambito delle libertà delle formazioni sociali a carattere religioso – 4. Politicità dell’attribuzione della qualifica di confessione religiosa – 5. Le … associazioni o istituzioni, a carattere ecclesiastico o con fine di religione e di culto … - 6. La categoria delle … formazioni sociali … a carattere religioso – 7. Erroneità del richiamo indifferenziato alla categoria delle confessioni religiose per riferirsi a generi diversi e più vasti di soggetti collettivi a carattere religioso – 8. La legge quadro sulle libertà religiose.

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Il valore della tradizione dottrinale: riappare dall’oblio il manuale di Antonio Traverso - di Antonio Fuccillo

l dibattito sui contenuti culturali del diritto ecclesiastico è da sempre vivo e vitale. Così come per altri “settori” disciplinari, anche nel nostro si contrappongono coloro che, fedeli alla tradizione dottrinale della materia, ne difendono contenuti e metodologie, a coloro che, invece, ne propongono una radicale trasformazione, conforme alla mutata (multiculturale e multireligiosa) società attuale. Sul presupposto che il confronto è essenziale in ogni settore della scienza, ed addirittura indefettibile nelle scienze giuridiche, un contributo allo sviluppo del dibattito in essere, può venire dalla rilettura di grandi opere del passato, che costituiscono comunque la base culturale del nostro sapere e, quindi, dei suoi sviluppi futuri. Anche allo scopo di cogliere come, in relazione ai problemi che furono si poneva la dottrina, con lo stupore poi di verificare come molte questioni resistano all’incedere del tempo, cambiando a volte solo la prospettiva di verifica culturale. (Continua)
 

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Stato e chiese in Italia nel pensiero e nell’azione di Gaetano Salvemini - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Premessa. – 2. La questione dei rapporti tra stato e chiese nella complessiva bibliografia degli scritti di Salvemini.. – 3. Gli anni dell’Italia liberale. – 4. Gli anni dell’Italia fascista. – 5. Gli anni dell’Italia democratica. Le libertà di religione e verso la religione. – 6. La partecipazione appassionata ai fatti del giorno. La figura di un cittadino di una società democratica libera e ugualitaria. 7. Fede, religione, anticlericalismo e laicità nel pensiero di Gaetano Salvemini.– 8. Conclusioni.

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L’evoluzione del diritto ecclesiastico nella giurisprudenza della Corte costituzionale - di Enrico Vitali

SOMMARIO: 1. Tre grandi periodi – 2. L’ultimo triennio – 3. Verso un punto di equilibrio.

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Un altro precursore di Francesco Scaduto: Giuseppe Ingoglia - di Antonio Ingoglia

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. L’attività accademica – 3. Il metodo d’insegnamento - 4. Influenze sugli orientamenti enunciati dallo Scaduto. Conclusioni.

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Note sull’insegnamento del Diritto ecclesiastico nelle Università italiane, oggi - di Alberto Fabbri

SOMMARIO: 1. Autonomia e originalità della disciplina - 2. Ambiti attuali della ricerca – 3. Gli anni ottanta – 4. Gli anni novanta – 5. Gli anni duemila - 6. Una prima conclusione.

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Introduzione alla consegna del Premio Edoardo Dieni - di Sara Domianello

Di Edoardo Dieni - stimato collega prematuramente scomparso - onoriamo oggi soprattutto l’impegno scientifico e didattico, premiando in Suo nome e memoria le tesi di laurea che hanno ottenuto i due punteggi finali più alti nella valutazione espressa dal Comitato che si è costituito, insieme al Premio, su iniziativa del Prof. Valerio Tozzi, al quale sento il dovere di porgere pubblico ringraziamento per l’occasione offertaci di ricordare assieme, del nostro comune, perduto e rimpianto, compagno di viaggio, l’unica preziosissima dote che Lui ha vinto il pudore di mostrare indistintamente a tutti: l’amore per lo studio. Il ringraziamento va subito esteso anche al Comitato organizzatore del Premio Jemolo che, di certo non senza rammarico, ospita stasera un premio intitolato, per ironia della sorte, proprio ad uno dei suoi più giovani vincitori. Nel 1992, infatti, fu il Dottor Edoardo Dieni a ricevere, qui a Torino, il Premio Jemolo, per un articolo da Lui scritto sui profili di rilevanza canonistica del matrimonio civile dei divorziati risposati. (Continua)

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Dalla tutela della religione di Stato alla difesa della libertà dei culti: la svolta liberale del codice Zanardelli - di Loredana Garlati

Non è semplice disegnare con pochi tratti di penna il lungo cammino intrapreso dal diritto verso la laicità. Non lo è neppure se si voglia assumere quale momento specifico di riflessione il solo ambito penale, come mi propongo di fare in questo mio intervento. Tramontata l’ossessione medievale della reductio ad unum, l’età moderna, con la definitiva frantumazione dell’universalismo, politico e religioso, avvia un processo di separazione tra sfera morale e giuridica, che troverà i suoi momenti di massima teorizzazione dottrinale nel giusnaturalismo, prima, e nell’illuminismo poi. Di fronte alla rottura dell’unità cristiana, all’emersione, sul proscenio di un mondo dai confini allargati, di civiltà fino ad allora sconosciute, si afferma una visione antropocentrica che solleva questioni nodali, interessanti al tempo stesso etica e diritto. E se le dottrine della Seconda scolastica, come è stato osservato, “con le loro aperture poterono delineare spazi che la secolarizzazione avrebbe poi occupato”, la desacralizzazione vera e propria si avvia con il giusnaturalismo “moderno”, laico, perché incentrato sull’uomo e rivolto esclusivamente a configurare le norme per la società civile. (Continua)

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