Rivista telematica (www.statoechiese.it)
Online dal gennaio 2007
Menu

Articoli in

Giustizia e riparazione per le vittime delle contemporanee forme di schiavitù. Una valuzione alla luce del diritto internazionale consuetudinario, del diritto internazionale privato europeo e dell’agenda delle Nazioni Unite 2030 (parte seconda) - di Nerina Boschiero

SOMMARIO: parte prima. Introduzione - 1. Dalle più antiche forme di schiavitù a quelle contemporanee: definizioni - 1.1. L’impostazione tradizionale e il suo progressivo superamento: dal concetto di “proprietà” alle diverse forme di “controllo” - 1.2. Le definizioni convenzionali delle diverse e moderne “istituzioni e pratiche” schiaviste - 2. I numeri e le cause della schiavitù, nelle sue forme contemporanee - 2.1. I numeri - 2.2. I fattori di rischio - 3. Jus cogens e obblighi erga omnes. Lo status del divieto di schiavitù - 3.1. La classificazione dei diritti umani “fondamentali”. La nozione di jus cogens - 3.2. La nozione di obblighi erga omnes e l’emersione di valori collettivi della comunità internazionale. La responsabilità (aggravata) degli Stati per violazione di questi obblighi - 3.3. Il ruolo delle sanzioni/contromisure (specifiche o globali) come efficace deterrente rispetto a gravi violazioni e abusi dei diritti umani - 3.4. Dal Rwanda al Myanmar e oltre: recenti e incoraggianti dati della prassi relativi alla repressione giudiziale dei crimini internazionali nelle controversie tra Stati - 4. Il diritto delle vittime all’accesso alla giustizia e a rimedi effettivi - 4.1. Due diritti distinti o due facce della stessa medaglia? La loro evoluzione - 4.2. Riparazione individuale v. riparazione collettiva - 4.3. Il diritto a “effective remedies” negli strumenti di soft law da far valere nei confronti di attori non-statali - 5. La più recente prassi giudiziale internazionale in materia di accesso alla giustizia riguardo al crimine di schiavitù - 5.1. La giurisprudenza della Corte Edu - 5.2. La giurisprudenza di altre Corti e Istituzioni internazionali in materia di schiavitù e pratiche contemporanee assimilabili: il sistema interamericano - 5.3. Il sistema africano - 5.4 Le decisioni rese dai Tribunali penali internazionali - parte seconda. 6. I limiti alla protezione giudiziaria delle vittime di crimini: il problema della competenza universale (penale e civile) nella prassi giudiziale internazionale e interna, in particolare a fronte dell’immunità garantita dal diritto internazionale generale - 6.1. Competenza universale (civile e penale) e crimini: una sintetica valutazione della giurisprudenza della Corte internazionale di giustizia e della Corte europea dei diritti dell’uomo - 6.2. Una possibile evoluzione della prassi in materia di competenza civile universale per crimini? - 6.3. La giurisprudenza americana in materia di competenza civile universale basata sull’Alien Tort Act e la sua recente evoluzione - 6.4. Da Kiobel a Nevsun: un nuovo ATS? - 6.5. Un “effetto orizzontale” dei diritti umani nella sfera delle relazioni tra “privati”? - 6.6. Qualche breve considerazione di carattere metodologico - 6.7 Il ruolo propulsivo delle legislazioni nazionali in tema di responsabilità d’impresa - 7. Un possibile, rinnovato ruolo per il diritto internazionale privato europeo in materia di accesso alla giustizia - 7.1. La posizione della Commissione europea rispetto all’applicazione extraterritoriale dell’Alien Tort Act statunitense alle multinazionali straniere ai tempi della sentenza Kiobel - 7.2. Il nuovo quadro normativo europeo sulla responsabilità d’impresa e l’obbligo di diligenza presentato dalla Commissione Europea nel 2020 - 7.3. La proposta di una nuova direttiva europea in materia di due diligence d’impresa. Una prima valutazione - 7.4. L’auspicabile revisione internazionalprivatistica del regolamento Bruxelles I bis: il criterio del forum necessitatis e la sua distinzione rispetto alla competenza civile universale e al forum non conveniens - 7.5. (segue) La riforma del regolamento Roma II: la legge applicabile “astrattamente” più adatta a garantire rimedi effettivi nei procedimenti relativi al risarcimento dei danni derivanti dal crimine di schiavitù - 8. Il target 8.7 dei sustainable development goal dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite - 8.1. I persistenti trend socio-economici alla base delle persistenti forme delle moderne schiavitù - 8.2. Le difficoltà relative all’attuazione del Target 8.7 dell’Agenda 2030 - 9. Considerazioni conclusive. Le azioni della comunità internazionale necessarie nell’immediato futuro per assicurare giustizia e riparazione alle vittime delle moderne forme di schiavitù - 9.1. Le azioni necessarie: aggiornare le vecchie convenzioni ONU del secolo scorso sulla schiavitù dotandole di strumenti che consentano alle vittime di usufruire di speciali “complaint procedures” - 9.2. (segue) Attuare le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - 9.3. (segue) Adottare sanzioni unilaterali come contromisure “legittime” ai sensi del diritto internazionale contemporaneo nei confronti degli Stati che ancora praticano o tollerano forme di schiavitù - 9.4. (segue) Utilizzare al meglio tutti gli strumenti messi a disposizione del diritto internazionale privato e processuale. La necessità di una nuova convenzione sulla responsabilità internazionale d’impresa che consenta agli Stati di dotarsi di criteri di giurisdizione civile universale. In via sussidiaria, la necessità per gli Stati di dotarsi di un forum necessitatis e criteri di collegamento per la legge applicabile idonei a meglio soddisfare i diritti delle vittime - 9.5. (segue) Adottare una prospettiva realmente “victim-centred and human rights-based”.

Justice and Reparation for the Victims of Contemporary Forms of Slavery. An Evaluation in the Light of the Evolving Nature of Public and Private International Law, European Law and the United Nations’ Agenda 2030

ABSTRACT: The Article enlighten the emergence in the twentieth century, through a rigorous exam of the fundamental elements constituting international custom, of a new enlarged notion of slavery which, under the umbrella’s definition of contemporary forms of slaveries, brings together the most heinous forms of  this pervasive and everlasting crime against the humanity. All these new institutions and practices share the same peremptory status and erga omnes nature of the original prohibition, as well as all the (aggravated) consequences that the current apparatus of international law provides for the protection of fundamental interests of the international community as a whole. The Article also explores the way the major limitations to the fundamental right to access to justice and effective reparation for the victims (especially, immunity from foreign courts’ civil jurisdiction) have been recently implemented by national, international and supranational courts. It also prospects the  progressive rise of a human rights’ horizontal effect in the private sphere,  underlying the fundamental role that private international law might have in letting States to exercise extra-territorial jurisdiction in order to guarantee fundamental human rights obligations; thus, reflecting the growing recognition that a pure State-sovereignty-oriented approach has already been gradually supplanted by a human-being-oriented approach. Many concrete suggestions have been advanced in order to put an end in the near future to the crime of slavery, in whatever way declined.

Scarica il testo completo in PDF

Giustizia e riparazione per le vittime delle contemporanee forme di schiavitù. Una valutazione alla luce del diritto internazionale consuetudinario, del diritto internazionale privato europeo e dell’agenda delle Nazioni Unite 2030 (parte prima) - di Nerina Boschiero

SOMMARIO: PARTE PRIMA. Introduzione - 1. Dalle più antiche forme di schiavitù a quelle contemporanee: definizioni - 1.1. L’impostazione tradizionale e il suo progressivo superamento: dal concetto di “proprietà” alle diverse forme di “controllo” - 1.2. Le definizioni convenzionali delle diverse e moderne “istituzioni e pratiche” schiaviste - 2. I numeri e le cause della schiavitù, nelle sue forme contemporanee - 2.1. I numeri - 2.2. I fattori di rischio - 3. Jus cogens e obblighi erga omnes. Lo status del divieto di schiavitù - 3.1. La classificazione dei diritti umani “fondamentali”. La nozione di jus cogens - 3.2. La nozione di obblighi erga omnes e l’emersione di valori collettivi della comunità internazionale. La responsabilità (aggravata) degli Stati per violazione di questi obblighi - 3.3. Il ruolo delle sanzioni/contromisure (specifiche o globali) come efficace deterrente rispetto a gravi violazioni e abusi dei diritti umani - 3.4. Dal Rwanda al Myanmar e oltre: recenti e incoraggianti dati della prassi relativi alla repressione giudiziale dei crimini internazionali nelle controversie tra Stati - 4. Il diritto delle vittime all’accesso alla giustizia e a rimedi effettivi - 4.1. Due diritti distinti o due facce della stessa medaglia? La loro evoluzione - 4.2. Riparazione individuale v. riparazione collettiva - 4.3. Il diritto a “effective remedies” negli strumenti di soft law da far valere nei confronti di attori non-statali - 5. La più recente prassi giudiziale internazionale in materia di accesso alla giustizia riguardo al crimine di schiavitù - 5.1. La giurisprudenza della Corte Edu - 5.2. La giurisprudenza di altre Corti e Istituzioni internazionali in materia di schiavitù e pratiche contemporanee assimilabili: il sistema interamericano - 5.3. Il sistema africano - 5.4 Le decisioni rese dai Tribunali penali internazionali – PARTE SECONDA. 6. I limiti alla protezione giudiziaria delle vittime di crimini: il problema della competenza universale (penale e civile) nella prassi giudiziale internazionale e interna, in particolare a fronte dell’immunità garantita dal diritto internazionale generale - 6.1. Competenza universale (civile e penale) e crimini: una sintetica valutazione della giurisprudenza della Corte internazionale di giustizia e della Corte europea dei diritti dell’uomo - 6.2. Una possibile evoluzione della prassi in materia di competenza civile universale per crimini? - 6.3. (segue) L’effetto orizzontale dei diritti umani nella sfera delle relazioni tra privati - 6.4. La giurisprudenza americana in materia di competenza civile universale basata sull’Alien Tort Act e la sua recente evoluzione - 6.5 (segue) Da Kiobel a Nevsun: un nuovo ATS canadese? - 6.6. (segue) Qualche breve considerazione di carattere metodologico - 6.7 Il ruolo propulsivo delle legislazioni nazionali in tema di responsabilità d’impresa - 7. Un possibile, rinnovato, ruolo per il diritto internazionale privato europeo in materia di accesso alla giustizia - 7.1. La posizione della Commissione europea rispetto all’applicazione extraterritoriale dell’Alien Tort Act statunitense alle multinazionali straniere ai tempi della sentenza Kiobel - 7.2. Il nuovo quadro normativo europeo sulla responsabilità d’impresa e l’obbligo di diligenza presentato dalla Commissione Europea nel 2020 - 7.3. La proposta di una nuova direttiva europea in materia di due diligence d’impresa. Una prima valutazione - 7.4. L’auspicabile revisione internazionalprivatistica del regolamento Bruxelles I bis: il criterio del forum necessitatis e la sua distinzione rispetto alla competenza civile universale e al forum non conveniens - 7.5. (segue) La riforma del regolamento Roma II: la legge applicabile “astrattamente” più adatta a garantire rimedi effettivi nei procedimenti relativi al risarcimento dei danni derivanti dal crimine di schiavitù -  8. Il target 8.7 dei sustainable development goal dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite - 8.1. I persistenti trend socio-economici alla base delle persistenti forme delle moderne schiavitù - 8.2. Le difficoltà relative all’attuazione del Target 8.7 dell’Agenda 2030 - 9. Considerazioni conclusive. Le azioni della comunità internazionale necessarie nell’immediato futuro per assicurare giustizia e riparazione alle vittime delle moderne forme di schiavitù - 9.1. Le azioni necessarie: aggiornare le vecchie convenzioni ONU del secolo scorso sulla schiavitù dotandole di strumenti che consentano alle vittime di usufruire di speciali “complaint procedures” - 9.2 Attuare le Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - 9.3 (segue) Adottare sanzioni unilaterali come contromisure “legittime” ai sensi del diritto internazionale contemporaneo nei confronti degli Stati che ancora praticano o tollerano forme di schiavitù - 9.4 Utilizzare al meglio tutti gli strumenti messi a disposizione del diritto internazionale privato e processuale. La necessità di una nuova convenzione sulla responsabilità internazionale d’impresa che consenta agli Stati di dotarsi di criteri di giurisdizione civile universale. In via sussidiaria, la necessità per gli Stati di dotarsi di un forum necessitatis e criteri di collegamento per la legge applicabile idonei a meglio soddisfare i diritti delle vittime - 9.5 Adottare una prospettiva realmente “victim-centred and human rights-based”.

Justice and Reparation for the Victims of Contemporary Forms of Slavery. An Evaluation in the Light of the Evolving Nature of Public and Private International Law, European Law and the United Nations’ Agenda 2030

ABSTRACT: The Article enlighten the emergence in the twentieth century, through a rigorous exam of the fundamental elements constituting international custom, of a new enlarged notion of slavery which, under the umbrella’s definition of contemporary forms of slaveries, brings together the most heinous forms of  this pervasive and everlasting crime against the humanity. All these new institutions and practices share the same peremptory status and erga omnes nature of the original prohibition, as well as all the (aggravated) consequences that the current apparatus of international law provides for the protection of fundamental interests of the international community as a whole. The Article also explores the way the major limitations to the fundamental right to access to justice and effective reparation for the victims (especially, immunity from foreign courts’ civil jurisdiction) have been recently implemented by national, international and supranational courts. It also prospects the  progressive rise of a human rights’ horizontal effect in the private sphere,  underlying the fundamental role that private international law might have in letting States to exercise extra-territorial jurisdiction in order to guarantee fundamental human rights obligations; thus, reflecting the growing recognition that a pure State-sovereignty-oriented approach has already been gradually supplanted by a human-being-oriented approach. Many concrete suggestions have been advanced in order to put an end in the near future to the crime of slavery, in whatever way declined.

Scarica il testo completo in PDF

L’ospitalità del diritto o dell’impervio cammino della dignità umana - di Alessandro Ferrari

SOMMARIO: 1. Dai cittadini alle persone: la rivoluzione dell’ospitalità del diritto - 2. Le democrazie costituzionali e l’UE: il progetto di una sovranità ospitale - 3. L’ospite nel diritto cosmopolita: i confini del diritto di ospitalità - 4. Dall’ospitalità alla cittadinanza plurale: l’ospite musulmano e il diritto di libertà religiosa come ospitalità.

The hospitality of the right or the arduous journey of human dignity

ABSTRACT: The paper, starting from the idea of law as a producer and, at the same time, an expression of the hospitality of a political community investigates the progressive opening of state legal systems to the "stranger" in the age following the Universal Declaration of Human Rights. The paper highlights the difficulty in the implementation of an effective multi-level protection of fundamental rights and the resilience of the ancient paradigms of Westphalian sovereignty. In conclusion, the role of the right to religious freedom is underlined as the right to hospitality for the stable construction of multicultural and multireligious societies.

Scarica il testo completo in PDF

La tutela della libertà religiosa del migrante nel sistema di accoglienza in Italia. Un’introduzione al tema - di Stefano Montesano

SOMMARIO: 1. Il sistema di accoglienza in Italia. Una premessa - 2. L’accoglienza per fasi e per status. Brevi cenni - 3. Le seconde accoglienze in Italia - 4. Il D.lgs n. 142 del 2015 e l’attuazione della Direttiva “Accoglienza” dopo la legge n. 132 del 2018. Un regresso di tutele? - 5. La tutela della libertà di culto nel sistema di accoglienza in Italia. L’inquadramento normativo - 6. La condizione del migrante tra libertà e dignità (negate) - 7. Dignità umana, libertà religiosa e identità del migrante nella gestione del fenomeno immigratorio in Italia. Un primo bilancio.

The Protection of Religious Freedom of Migrant in the Italian Reception System. An introduction

ABSTRACT: This essay concerns the issue of protection religious freedom in the reception system of migrants in Italy according to the current immigration legislation.

Scarica il testo completo in PDF

Quando la religione si interseca con la tutela di genere: quale impatto sulle dinamiche dell’accoglienza? (prime osservazioni a margine di Cass., sez. I, 24 novembre 2017, n. 28152) - di Adelaide Madera

SOMMARIO: 1. Fenomeno migratorio, istanze di protezione internazionale e risposte degli ordinamenti europei - 2. Riconoscimento dello status di rifugiato e fattore religioso - 3. La recente pronunzia n. 28152 del 2017 della Corte di Cassazione - 4. La valorizzazione della prospettiva di genere nel sistema di protezione internazionale - 5. L’intersezione religione/genere quale pivot di una protezione rafforzata di soggetti particolarmente deboli.

The Intersection between Religion and Gender Protection: Which Impact on the Dynamics of Hospitality? (Preliminary Remarks to Court of Cassation, Section I, 24 November 2017, No. 28152)

ABSTRACT: The intersection between immigration, citizenship, integration in the EU countries is a challenging topic for scholars and religion is becoming a crucial factor. Transnational space allows the development of new meanings, negotiation of identities, interaction of religious actors and practices and integration/participation has an impact on the identity of migrants. The increase of migrations from non-European countries, and the impact of new religious needs underlines the question of whether religious belonging is a factor of either empowerment or disempowerment in the host society. At the same time, migrations in an era of economic crisis emphasize skepticism and hostility towards Islamic groups; refugees and asylum seekers, and the questions connected with international protection have become other controversial issues, contributing to the development of a growing anti-immigrant attitude. Modern democracies are expected to offer answers to increasing demands of international protection; at the same time international protection is becoming a strategic tool to obtain hospitality in European countries, and to avoid the limits connected  to access for economic reasons. Recent Italian case law witnesses the development of a gender-sensitive perspective and focuses on the increasing link between religion, gender and international protection.

Scarica il testo completo in PDF

L’Europa e i migranti: per una dignitosa libertà (non solo religiosa) - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. La preminenza della dignità sulla libertà - 2. La dignità di chi non conta niente: i migranti - 3. Ci può essere libertà senza dignità? - 4. La luterana libertà del cristiano e la sua secolarizzazione - 5. Un’Europa infedele alla sua ispirazione - 6. Analogia dei conflitti politici odierni con quelli religiosi passati - 7. I migranti, banco di prova per l’Europa e per le Chiese - 8. L’attuale condizione dei migranti - 9. La libertà dignitosa come fonte dell’unità politica europea.

Scarica il testo completo in PDF

Lo status di rifugiato religioso nelle fonti del diritto internazionale: le nuove frontiere delle libertà dello spirito - di Daniele Ferrari

SOMMARIO: 1. Libertà religiosa e protezione internazionale: note introduttive e di metodo - 2. La nozione di religione perseguitata - 3. I contenuti di tutela della libertà religiosa dei perseguitati - 4. Le condizioni di riconoscimento dello status di rifugiato religioso - 5. La procedura di valutazione delle domande - 6. Conclusioni.

Scarica il testo completo in PDF

Medicina di frontiera nel Mediterraneo multietnico, tra pluralismo etico, culturale e normativo - di Alberto Marchese

SOMMARIO: 1. Premessa: flussi migratori e problematiche sanitarie, una nuova sfida per la pacifica convivenza nel Mare nostrum - 2. Tutela della salute e normativa di riferimento: profili etico-giuridici - 3. Stranieri regolari e irregolari - 4. L’assistenza sanitaria per i “richiedenti asilo” - 5. Gli stranieri temporaneamente presenti (S.T.P.) - 6. Gli apolidi e i rifugiati per motivi politici - 7. Alcune notazioni conclusive.

Scarica il testo completo in PDF

Protezione internazionale e persecuzione per motivi religiosi: la giurisprudenza più recente - di Miriam Abu Salem Nicola Fiorita

SOMMARIO: 1. Prime considerazioni su diritto di asilo e protezione internazionale – 2. La giurisprudenza italiana - 3. La nozione di persecuzione religiosa secondo la Corte di Giustizia – 4. La Corte europea dei diritti dell’uomo torna sul diritto di asilo: conversione, apostasia, rischio di persecuzione.

Scarica il testo completo in PDF

La definizione giuridica di genocidio e il problema dei punti di osservazione: alcune considerazioni in merito a una proposta di David Luban - di Andrea Porciello

Sommario : 1. Premessa2. Breve analisi del problema dei punti di osservazione nell’attività conoscitiva - 3. I punti di osservazione e l’“evento genocidio” – 4. Conclusione: il punto di osservazione giuridico.

The Legal Definition of Genocide and the Problem of the Observation Points : Some Considerations about David Luban’s Perspective

ABSTRACT : This brief paper concerns with the question of the legal definition of genocide , ie, and in more practical terms , with the problem about the opportunity of modifying “The Convention on the Prevention and Punishment of the Crime of Genocide” adopted by United Nations General Assembly in 1951 , which is still today the standard legal definition of genocide . What I propose here, is to join and support the conclusions expressed by Professor Luban the 2006 article Calling Genocide by Its Rightful Name , but following a different line of argumentation. To this end, I intend to divide the paper in two parts: 1) in the first one I will carry out some general considerations about the problem of knowledge , as a matter of definition. And in particular I will try to offer some guidance on the complex issue of the “ observation points”, such as central elements of the activity of knowing and defining a particular object of knowledge . 2) In the second part I will try to apply these results to the question of “ genocide” as a possible object of knowledge and definition .

Scarica il testo completo in PDF

Persecuzioni religiose e diritto d’asilo nella giurisprudenza delle Corti sovranazionali europee - di Pasquale Annicchino

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Divieto di tortura e persecuzioni religiose nella giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – 3. La nozione di persecuzione religiosa nella giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione europea e divergenza rispetto alla Corte di Strasburgo – 4. Conclusioni.

Religious Persecutions and Asylum Law in the case law of European Supranational Courts

ABSTRACT: The rise of restrictions on religious freedom, resulting in the denial of fundamental rights in many parts of the world, has caused an increase in asylum requests in many European countries. This article compares and contrasts the approaches of the European Court of Human Rights and the Court of Justice of the European Union, highlighting common approaches and divergences. Part I introduces the topic. Part II discusses the case law of the European Court of Human Rights. Part III compares and contrasts the approach of the Strasbourg Courts with a recent decision of the Court of Justice of the European Union. Part V concludes arguing for the need of further development of the case law of the European Court of Human Rights in line with the recent developments in EU law.

Scarica il testo completo in PDF

Une progression sans révolution dans l’appréhension européenne des persécutions religieuses - di Nicolas Hervieu

SOMMAIRE: 1. Introduction - 2. Une issue retentissante: la concrétisation d’une protection conventionnelle contre les persécutions religieuses - 3. Un raisonnement parcellaire: les apories de l’analyse européenne à l’aune de la liberté de religion - 4. Conclusion - 5. Jurisprudence liée - 6. Appendice .

ABSTRACT : By banning deporting of a coptic christian by France to Egypt, where he might suffer persecution, European court of human rights has made an important contribution to the protection of foreigners against measures involving expulsion. The European solution is important because it deals with a complex, but crucial, concept: religious persecution. Unfortunatly, the opportunity offered by this case hase not been fully exploited. Freedom of religion was at the heart of this case, but European court did’nt use it enough.

Scarica il testo completo in PDF

Droit d’asile (Directive 2011/95/UE dite “qualification”): L’atteinte à la liberté de religion comme persécution - di Luc Leboeuf

SOMMAIRE: 1. Introduction – 2. Le contexte factuel et les questions préjudicielles – 3. La réponse apportée par la Cour de justice – 4. La Convention de Genève cède la place à la Convention européenne des droits de l’homme.

Scarica il testo completo in PDF

Conclusions présentées le 19 avril 2012 [Affaires jointes C-71/11 et C-99/11 Bundesrepublik Deutschland contre Y (C-71/11), Z (C-99/11) - di Yves Bot

SOMMARIO: Directive 2004/83/CE – Normes minimales relatives aux conditions que doivent remplir les ressortissants des pays tiers ou les apatrides pour pouvoir prétendre au statut de réfugié – Conditions de l’octroi du statut de réfugié – Article 9 – Notion d’ «actes de persécution» – Existence d’une crainte fondée d’être persécuté – Atteinte grave à la liberté de religion – Ressortissants pakistanais membres de la communauté religieuse Ahmadiyya – Actes des autorités pakistanaises visant à limiter le droit de manifester sa religion en public.

Scarica il testo completo in PDF

Diritto internazionale umanitario, guerra e pace, diritti delle persone - di Giovanni Barberini

SOMMARIO: 1. Il diritto umanitario nei conflitti armati - 2. La codificazione del diritto umanitario - 3. Diritto della guerra e diritto della pace - 4. L’articolo 11 della costituzione italiana - 5. La protezione internazionale dei diritti e delle libertà della persona - 6. Conclusioni.

ABSTRACT: The military operators must also assure the peace with the weapons and, above all, the persons responsible of the operations must give test of great sensibility because busy to conjugate laws and rules war with the objectives of pacification. The authorities responsible for the operations at any time they need to know what they can or must do and what orders impart; they must know what it cannot do or what should be avoided. The international humanitarian law, important part of the international law, is constituted by conventional and consuetudinary norms that are applied in the relationships among States with a specific objective: to protect in time of armed conflict the people who do not take part or do not take more part in hostilities and impose bans or limits to the use of means offensive, of sophisticated weapons and methods of warfare in situations of armed conflict in act or to avoid sleepwalking. The codification of the international humanitarian law is initiated in the century XIX, above all when it was tried to introduce with the Declaration of Petersbourg in 1868 a principle that individualized in the contrariety to the laws of the humanity the impassable limit to respect in the armed conflicts. The codification has received then force and importance after the second world conflict that the consciences of the people had struck with the systematic practice of the most merciless violence making to record million of deads. The fundamental importance of the 1949 Geneva four Conventions is unanimously recognized. They are based on ratio of the existence and the responsibilities of the Organization of United Nations; they have properly constituted the central nucleus of the said humanitarian law and they can be also considered as a reaction of the civilization towards the unheard of violences committed toward civil populations, prisoners and deporteds. In this reflection it is normal entirely a reference to the rules of engagement that accompany every military operation. The rules of engagement substantially have an operational content and the busy soldiers on the field set their attention on these rules more and more that in practice they represent a daily vademecum , not only because they individualize the chain of command. Their juridical value depends on the single arrangements that of it therefore responsible. The word "war" in the contemporary age it doesn't boast an uncontested right of citizen anymore in the international relationships. Our constitution in art. 11 among the fundamental principles enact that Italy repudiates the war as an instrument of offense against the freedom of other peoples and as ameans of resolving international  disputes. The war, as an instrument normally used in the past in the relationships among States, it is not in our juridical arrangement anymore. In 1948 started a very strong commitment to the universal level and at regional level; so much so that today we can count at least 130 Conventions and agreements for the protection of human rights, in various respects, for different situations. The reference to the international obligations placed to protection of the people led us to remember what has been written recently, i.e the two systems, the traditional humanitarian law and the recent human rights, with different historical training and technical configuration, based on a common philosophical basis, the affirmation of the value of the person, and tend toward the common goal of ensuring a stable and effective protection in every circumstance, that is then condition of world peace.

Scarica il testo completo in PDF

Un prete colpevole di genocidio? - di Paolo Moneta

SOMMARIO: 1. La sentenza di condanna del Tribunale internazionale per il Ruanda - 2. Il conflitto etnico nel Ruanda ed il genocidio dei Tutsi. La costituzione del Tribunale internazionale - 3. L’eccidio nella chiesa di Nyange ed il comportamento del responsabile della parrocchia - 4. Inquadramento giuridico dei crimini commessi e commisurazione della pena - 5. Le perplessità suscitate dalla sentenza e l’originario impianto accusatorio contro il sacerdote - 6. La Chiesa cattolica, il Sinodo dei vescovi per l’Africa ed il cristianesimo nelle popolazioni africane.

Scarica il testo completo in PDF