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Diritto canonico e formazione giuridica. L’eredità di un Maestro: Arturo Carlo Jemolo (1891-1981) - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Premessa. L’insegnamento di un Maestro per un problema del presente: la ridefinizione della formazione universitaria del giurista - 2. Sull’attribuzione al diritto canonico dello statuto di materia facoltativa. Jemolo e le funzioni della presenza del diritto della Chiesa nelle Università statali: a) la funzione didattica: rendere possibile la comprensione della disciplina statale sul fenomeno religioso; b) la funzione scientifica: costituire un campo di indagine vasto e fecondo, capace di condurre a risultati di ricerca innovativi - 3. La prolusione bolognese del 1923 e quella romana del 1933: il problema della natura del diritto canonico e della posizione della Chiesa e delle sue norme nell’ordinamento statale. La giuridicità originaria dell’ordinamento canonico e il dato, peculiare e oggettivo, della comunanza di soggetti e territorio tra Stato e Chiesa. La terza funzione dello studio del diritto canonico nelle Università statali: essere un momento privilegiato di verifica della tenuta e della validità teorica delle categorie generali sulle quali si fonda la preparazione del giurista - 4. La questione metodologica. Direttive sul diritto canonico quale oggetto di insegnamento e ricerca: a) l’attenzione privilegiata per i temi congruenti con la formazione del giurista statale; b) l’indirizzo storico-dogmatico - 5. Un esito concreto: l’istituzione di una cattedra autonoma di diritto canonico nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Roma Sapienza. Le linee di indirizzo per lo studio del diritto della Chiesa proposte da Jemolo quali parti integranti del progetto culturale e scientifico della scuola laica italiana del diritto canonico - 6. I profili che contraddistinguono la figura di Jemolo all’interno della scuola laica italiana del diritto canonico: a) l’esposizione del diritto canonico quale frutto dell’equilibrio tra la necessità di non alterare la natura del diritto della Chiesa e il bisogno di tradurre tale diritto in un linguaggio comprensibile al giurista statale: b) il distacco da ogni fattore ideologico o confessionale. Jemolo cristiano esigente e profeta ascoltato dai laici - 7. L’eredità di Jemolo canonista: il paradigma epistemologico da lui elaborato per il diritto della Chiesa e l’atteggiamento spirituale e intellettuale con il quale si è accostato a una realtà giuridica che nasce da un vissuto di fede. La persistente attualità di tale lascito.

Canon law and legal education. The legacy of a Master: Arturo Carlo Jemolo (1891-1981)

ABSTRACT: Forty years after Arturo Carlo Jemolo passed away, this paper reconstructs the Master's thought on the function of canon law studies in state Universities in order to respond to a need of our present: the need to rethink the university education of the jurists.

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Alcune riflessioni sull’ordinamento vaticano. Ricordando il Maestro - di Pasquale Lillo

SOMMARIO: 1. Momenti di destino - 2. Lezioni sul diritto vaticano - 3. Stato pontificio e Stato della Città del Vaticano - 4. Diritto canonico e ordinamento vaticano - 5. Riflessioni conclusive.

Some reflections on the Vatican system. Remembering the Master.

ABSTRACT: In recalling the life and work of prof. Giuseppe Dalla Torre, the author highlights some key areas in which the interests and personal commitment of the late Maestro are most focused. The essay intends to highlight that prof. Dalla Torre, also on the basis of his immense scientific production, was not only a brilliant and highly original scholar of canon law and ecclesiastical law, but he was also a refined constitutionalist, a careful scholar of public law and constitutional law. in relation to the various state systems, as well as in relation to the very unique system of the Vatican City State. The paper makes a specific reflection on some aspects of the current Vatican legal system, to which Dalla Torre has dedicated significant personal energies, especially in recent years. The essay indicates that the Vatican system was not only an important object of study and legal interest on the part of Giuseppe Dalla Torre. But it also represented an important field of action in which he sowed with copious abundance: both as a consultant for various departments of the Apostolic See; both from a jurisprudential point of view, in the years in which he held prestigious positions as a Vatican magistrate and, most recently, as President of the same Court of the Vatican City State; and, again, from the point of view of the care of new generation of jurists - trained through a prestigious School led by himself - with the relevant purpose of providing them with the tools suitable to operate, even at a professional level, within the "walls" Vatican system. It follows that Giuseppe Dalla Torre not only represents an illustrious ecclesiastic and canonist of our times, but also an esteemed legal practitioner, as well as an appreciated "Vatican jurist".

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“Ad Sacram Communionem ne admittantur”: il can. 915 e la promozione dell’aborto da parte di cattolici impegnati nella vita politica alla luce di un recente decreto episcopale - di Alberto Tomer

SOMMARIO: 1. Una premessa. I cattolici nella vita politica e la condanna dell’aborto nel magistero della Chiesa - 2. Il precedente del 2004 e la conseguente dichiarazione dell’Episcopato statunitense - 3. L’interpretazione del can. 915 nei suoi elementi costitutivi: la categoria degli “aliique in manifesto gravi peccato obstinate perseverantes” - 4. Un’applicazione concreta: il decreto episcopale del 2019 alla luce del canone (e viceversa).

«Ad Sacram Communionem ne admittantur»: can. 915 and Catholic politicians who promote abortion in the light of a Bishop’s recent decree

ABSTRACT: Moving from a 2019 decree by the Bishop of Springfield in Illinois, the present contribution aims to analyze the nature, the requirements and the implications of can. 915 CIC, which concerns the circumstances of non-admission of the faithful to Holy Communion, namely in order to understand whether the case of politicians supporting legislations that promote abortion falls into the category of those who “obstinately persevere in manifest grave sin”.

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L’esercizio episcopale dell’economia/dispensa e Querida Amazonia - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. Dal climax, al bioma, all’habitat dell’umano - 2. Il bioma panamazzonico e l’ecologia integrale - 3. La Conferenza ecclesiale dell’Amazzonia - 4. Le nuove forme di sinodalità e la Chiesa sacramento universale di salvezza - 5. Il munus petrinum e la presidenza nella carità - 6. La Vicaría Christi vescovile urbi et orbi vocata - 7. Il metodo per “accompagnare” le vicende sinodali: discernimento e gradualità - 8. La Chiesa cattolica fra universale e locale. - 9 . Il poliedro dell’oeconomia/dispensatio Ecclesiae - 10. L’esperienza episcopale panamazzonica pietra miliare dei “cammini sinodali” di tutta la Chiesa.

The exercise of episcopal power and the oecononomia/dispensatio Ecclesiae in Querida Amazonia

ABSTRACT: The essay aims to explain how the Pan-Amazonian synodal experience, because of a particularly compromised and suffering reality - as emerged above all during the current pandemic event -, have pushed the Church to a closer interpenetration of the own universal dimension with the local one and therefore to an exercise of episcopal power more in line with the original oeconomia / dispensatio Ecclesiae.

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“A chiare lettere – Confronti” • Sui principi di dogmatica costituzionale compatibili con le dinamiche di potere interne alla vita della Chiesa e alla storia dei loro mutamenti. Idee e problemi del passato e del presente - di Francesco Zanchini

SOMMARIO: Avvertenza - 1. Sull’irrinunciabile laicità del pensare giuridico - 2. Reformatio ecclesiae e costituzionalismo moderno – 3. Tre innovazioni istituzionali di Paolo VI in via di desuetudine: il sinodo dei Vescovi come forma rafforzata di normazione papale, la riforma del S. Uffizio, la separazione dei poteri.

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Il Romano Pontefice Vicarius Christi - di Vittorio Parlato

SOMMARIO: 1. Il tema – 2. Le fonti scritturistiche – 3. L’origine del titolo – 4. La moderna ecclesiologia - 5. Una speciale potestà vicaria.

Roman Pontiff “Vicarius Christi”

ABSTRACT: The papal title of Vicarius Christi, in recent ecclesiology, is no more exclusive than the Roman Pontiff, but belongs to each diocesan bishop, as specified in Council documents and in the latest codifications; each bishop holds his own particular church as Vicarius Christi with the powers that the law confers on him. Different is the exclusive power of the Roman Pontiff, who, by virtue of the Petrine office, which is proper to him, according to Catholic theology, has a true vicarious potestas, which allows him to derogate from positive divine law on the subject of indissolubility of marriage, dissolving marriages ratified and not consummated.

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Il diritto canonico nell’età secolare - di Paolo Cavana

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Secolarizzazione e diritto canonico. - 3. Processo di secolarizzazione e Chiesa cattolica in Europa - 4. Il diritto canonico nell’età secolare: tendenze e sfide - 5. Modelli recenti di secolarizzazione del diritto canonico - 6. La codificazione - 7. Una Costituzione per la Chiesa: il progetto di Lex Ecclesiae Fundamentalis - 8. Il dibattito sui diritti fondamentali del fedele e la loro tutela - 9. Limiti del diritto canonico e suo rapporto con gli ordinamenti secolari - 10. Gli abusi sessuali del clero sui minori - 11. La gestione economica degli enti ecclesiastici - 12. Osservazioni conclusive.

Canon Law in the Secular Age

ABSTRACT: The essay deals with the relationship between the historical process of secularisation and the Roman Catholic Church’s Canon Law. After some preliminary remarks on the concept of secularisation related to Canon Law, it identifies and examines some recent examples or models of secularisation affecting the historical development of Canon Law: the Codification of Canon Law, the proposal of a canonical Constitution of the Church, and the debate concerning the fundamental Rights of the Christian Faithful. In the end, the author focuses on the limits of Canon Law and its relationship with secular legal systems in the current age.

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Sulla “scomparsa dei diritti” nella Chiesa postridentina: frammenti di una mutazione epocale nella pace delle istituzioni ecclesiali - di Francesco Zanchini

SOMMARIO: 1. Preambolo - 2. Tra Riforma e Rivoluzione. “Controriforma” e dottrine dei diritti - 3. Tra “lacune” conciliari ed esaltazione del primato: incertezze di fronte alla constatazione di rilevanti problematiche di armonizzazione applicativa dei decreti tridentini con il Corpus juris canonici. Difficoltà di individuare un percorso di convincente superamento dello stallo: crisi del carisma di mediazione della canonistica? - 4. Un concilio ad usum Curiae , attuato con modalità plebiscitarie, propizie all’accesso a modelli napoleonici di produzione giuridica, per seppellire il pluralismo della Tradizione canonica (già colpito col divieto delle liturgie cinesi e malabariche e la eliminazione delle reducciònes amazzoniche) - 5. Dalla scomparsa della communitas utentium alla sostituzione (Kuttner) dell’antica piattaforma consuetudinaria del diritto con l’idea di una sua creazione discendente, alimentata dal mito di un’inerranza papale. Adattamento di tale credenza alle strategie di potere della Curia - 6. La modernità ecclesiastica (Fantappiè) mediata dalla liquidazione, nel ventennio 1904-1923, di qualsiasi forma di sindacato sugli atti di esercizio del potere esecutivo (fino all’esenzione dei suoi addetti da accuse giustiziabili per abusus potestatis, oltre che da responsabilità ex lege aquilia) - Fine della divisione dei poteri. Rinvio - 7. Il tentativo fallito di Paolo VI di introdurre elementi di giustizia amministrativa importati (manipolandoli) dai sistemi a Conseil d’Etat; loro ulteriore svuotamento mediante deroghe della produzione normativa (poi ampliate nella prassi di Curia) dalle guide-lines indicate al legislatore dal Sinodo dei Vescovi del 1967.

Concerning the “disappearance of rights” in the Latin Church of the 20th century. Fragments of an epochal mutation in the peaceful coexistence of ecclesiastic institutions

ABSTRACT: The article intends to review the major milestones in the historical dynamics of ecclesiastic politics prior to the establishment of the Code of Canon Law. The perspective adopted is one of broad contextualization rather than mere critique of the events and the historical actors of thosetimes. The article closes with a reflection on the effects of the antimodernist and antiliberal posture of the Holy Seed, which led to the development of a movement for a codification aimed at eliminating any separation of powers within the Church.

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Le conferenze episcopali dalle origini al Concilio Vaticano II - di Giorgio Feliciani

SOMMARIO: Parte prima. Le origini - 1. Le prime esperienze - 2. Il fondamento teologico - 3. Le materie prese in esame - 4. Conferenze episcopali e concili particolari - 4. Conferenze episcopali e concili particolari - 5. I fattori di sviluppo - Parte seconda. Verso una regolamentazione di diritto universale - 6. Prime disposizioni durante il pontificato di Pio X - 7. Il Codice piano-benedettino - 8. Gli interventi di Pio XI - 9. Una singolare contraddizione - 10. Il decisivo impulso di Pio XII.

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Genesi e vicende dello “Jus publicum ecclesiasticum” in età postridentina. Una risposta romano-cattolica alla modernità - di Francesco Zanchini

SOMMARIO: 1. Preambolo - 2. Il diritto romano nell’esperienza cristiana - 3. Chiese e diritto romano nella “civiltà cristiana” - 4. Tra una giurisprudenza e l’altra: la mediazione medievale del diritto comune - 5. La civiltà del diritto nell’età del potere. Quale dogmatica? - 6. Lo jus publicum europaeum: verso una riduzione della Santa Sede a pura “potenza” religiosa - 7. Il retroterra politico di un nuovo diritto pubblico ecclesiastico - 8. (segue) La fondazione teorica di un nuovo diritto costituzionale - 9. Profili di una nuova costituzione materiale - 10. Posizioni di principio e di metodo vincenti a partire dalle dottrine del Bouix - 11. (segue) Dal conflitto alla stabilizzazione dell’emergenza - 12 Il tramonto dei diritti nel nuovo, e nel nuovissimo “jus populi Dei” - 13. (segue) La fine, di fatto e di principio, dell’attuazione giudiziaria del diritto.

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La funzione della pena nel magistero di Papa Francesco - di Nicola Fiorita Luigi Mariano Guzzo

SOMMARIO: 1. Premessa: ambiti e obiettivi della ricerca - 2. Il diritto penale nel paradigma dell’ecologia integrale quale espressione del principio della misericordia - 3. La funzione della pena secondo Papa Francesco: i principi generali - 4. La pena di morte e la sua inconciliabilità con il Vangelo - 5. L’ergastolo come “pena di morte nascosta” e la tortura come “peccato mortale” - 6. Conclusioni.

The Function of Punishment in the Teachings of Pope Francis

ABSTRACT: This article analyses the doctrine about the function of punishment and the criminal justice system in the teachings of Pope Francis. The reflection about punishment is understood in the light of the principles of the Mercy of God and the Integral ecology. The central idea is represented by the concept of reparative justice. Particularly, it will be take in consideration the questions of death penalty, life sentence and torture, and - in the conclusions - a brief comparative analysis with the Italian legal justice system.

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Officium e munus tra ordinamento canonico e comunione ecclesiale - di Stefano Violi

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Officium nella Vulgata - 3. Dalla comprensione potestativa alla visione teologica dell’ufficio ecclesiastico - 4. Il nesso tra munus e officium - 5. La nozione di munus tra teologia e diritto canonico - 6. La partecipazione personale e comunitaria al munus di Cristo mediante i doni gerarchici e carismatici - 7. Il munus dei Vescovi - 8. Il munus del Vescovo di Roma - 9. La rinuncia all’ufficio ecclesiastico di Vescovo diocesano - 10. La rinuncia di Benedetto XVI alla luce della nozione teologica di munus - 11. Dalla ministerialità alla munusialità.

Officium, and munus, between canonical order and ecclesial communion

ABSTRACT: the contribution reconsiders the relathionship between officium, munus and potestas, codified in the definition of the ecclesiastical office, in the light of the traditio canonica and conciliar teaching.

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Νόμοσ e συνεἱδησiς: dall’Antigone di Sofocle all’ordinamento canonico - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Perché Antigone: la tragedia di Sofocle come paradigma per ricostruire il rapporto tra legge e coscienza nel diritto canonico - 2. La dinamica degli opposti tra dimensione giuridica e dimensione politica. Perenne attualità di tale dinamica. In particolare: a) Il contrasto tra lex e ius. Il legame tra l’Antigone e le vicende della legge positiva come fonte del diritto -3. (segue) b) Il contrasto tra ragion di Stato e affetti privati - 4. Il lutto quale esito dell’antinomia tra legge e coscienza nell’Atene del V secolo. Ragioni di tale esito: a) assenza di efficaci elementi di ricomposizione del contrasto tra valori assoluti rappresentati da Antigone e Creonte. Assenza di ogni forma di mediazione del contrasto giuridico tra lex e ius - 5. (segue) b) L’intrinseca fragilità della scelta di Antigone: il richiamo al dato divino in funzione delle proprie istanze affettive. L’assenza di una concezione della coscienza quale autonoma dimensione interiore del singolo capace di fondare la violazione delle leggi della polis - 6. (segue) c) L’ineludibile esecuzione delle norme in contrasto. Antigone e Creonte privi di libertà di scelta davanti alla legge - 7. Dalle “assenze” nel rapporto tra legge e coscienza dell’Antigone alle “presenze” che connotano tale rapporto nell’assetto giuridico canonico. In particolare: a) La mediazione tra ius e lex come dimensione costitutiva della giuridicità ecclesiale - 8. (segue) b) La Sapienza divina quale oggettivo elemento di sintesi del contrasto tra legge e coscienza nella Chiesa - 9. (segue) c) La coscienza cristiana come struttura morale originaria che rispecchia la volontà divina dalla quale trae la forza di resistere alla norma - 10. (segue) d) La libertà umana quale presupposto irrinunciabile del rapporto tra legge e coscienza. Il giudizio della coscienza cristiana come testimone interiore che rende l’uomo responsabile dell’adempimento o inadempimento della norma.

Νόμοσ and συνεἱδησiς: from Sophocles' Antigone to the canonical order

ABSTRACT: The contribution reconstructs the essential lines of the relationship between law and conscience in Canon law starting from a re-reading of Sophocles's Antigone.

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Principio di legalità e ordinamento canonico e suoi riflessi nel diritto penale - di Giuseppe Sciacca

1 - Se taluni istituti giuridici, quali l’aequitas e l’epicheia, son peculiarissimi del diritto canonico sino a indurre qualche studioso a escluderne ogni derivazione concettuale e financo ogni tangenza - per quanto ai più manifesta e acclarata - con gli analoghi istituti rinvenibili in ambito civilistico, viceversa il principio di legalità, “suapte natura”, appare essenziale a ogni ordinamento giuridico civile proprio di uno stato democratico o, meglio, proprio di ogni tipo di stato di diritto, principalmente quello di origine democratica. (segue)

The Principle of Legality in the Canonical System and the Approach to Penal Law

In this article, the Author examines the principle of legality and its expression in the canonical system and in canonical penal law in particular. Opening with a reflection on the origins of the principle of legality in its ecclesiological context of the Church as a community of the faithful, the article then treats the principle of legality in its relation to the three powers of governance - administrative, legislative, judicial - and an essential aspect inherent to the exercise of each, namely discretionality, rationality, and moral certitude, in light of canonical penal law. The article closes with a brief mention of the principle of episcopal collegiality in light of the principle of legality.

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Historia salutis o privilegio curiale? Interrogativi sull’evoluzione del papato in monarchia costituzionale, sullo sfondo del collasso dei tentativi di codificazione del Novecento - di Francesco Zanchini

Sommario: 1. Nozioni introduttive - 1.1. Premessa - 1.2. Profili evolutivi del potere costituente nella Chiesa - 1.3. Verso una nuova costituzione materiale? - 2. Un sistema costituzionale non codificato - 2.1. Caratteristiche generali - 2.2. La “materia” costituzionale - 2.3. Debolezza politica (non tecnica) della dottrina canonistica - 3. Sullo stato della separazione dei poteri - 3.1. Il decreto di scioglimento del matrimonio non consumato - 3.2. La “sentenza” di nullità di matrimonio “ex certo et authentico documento” - 3.3. Discrezionalità pastorale e giustizia penale - 4. Fonti normative - 5. Profili giurisprudenziali - 6. Bibliografia essenziale.

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Specificità del Diritto amministrativo canonico e “amministrazione di missione”. La ministerialità ecclesiale come fattore riqualificativo per una autonomia ontologico-disciplinare - di Francesco Rea

SOMMARIO: 1. Ministerialità e missionarietà del Diritto canonico - 2. La norma missionis come statuto costituzionale del Diritto canonico - 3. La communio come genus della corresponsabilità ecclesiale - 4. Trapianto da donatore non compatibile e problematiche di rigetto: non equiparabilità tra Diritto amministrativo canonico e statale - 5. Il concetto sui generis di Diritto amministrativo nella Chiesa cattolica - 6. Diversità strutturali nell’organigramma ecclesiale - 7. Il paradigma europeo come “analogatum princeps” del sistema canonico: verso un’amministrazione “di missione”.

Specificity of canonical administrative law and “mission administration”. Ecclesial ministry as a requalification marker for  ontological-disciplinary autonomy

ABSTRACT: The need to configure a correct boundary within which to draw up the structure of administrative activity in the Church responds to the urgency to avoid undue and inaccurate transposition of concepts proper to secular juridical fields in the background of Canon law. In fact, in the Church it is not possible to speak of a "public administration-entity" but of an "administration-activity". It is not so much the subject that has to be examined, in view of a claim that is not suited to the foundational (top-down) and non-consociative (bottom-up) nature of the Church; as much as the concrete activities to be carried out within it, in the ideal of a shared responsibility that does not deprive the individual faithful of juridical positions that they can claim, but directs them within correct coordinates. The faithful do not live a dimension of "homo homini lupus", to reach an individual salvific finish line where one place to be conquered excludes that one of another. On the contrary, they pursue, united under the one baptism, the implementation of the mission of Christ, also through those juridical instruments which the Church has endowed through the story, but which are to be understood in their precise peculiarities, even though a relationship can not be excluded of mutual growth with secular law. According to this paradigm, the example of European Union law can be a valid benchmark for describing the particularities of ecclesial reality in a sector as specific as that of administrative law.

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Fra Dante e Lutero. Centralità culturale della riflessione di Emilio Betti sull’interpretazione teologica nella tradizione occidentale - di Francesco Zanchini

SOMMARIO: 1. Preambolo - 2. Il “mundus hic”, sul quale all’ermeneutica in funzione normativa era dato riflettere la vigilia della metà del secolo XX – 3. (segue) Parallelismi nell’itinerario della ricerca di Emilio Betti e di Giuseppe Capograssi - 4. Lettura inclusiva implicita del mondo globale nelle contraddizioni del “secolo breve” e del suo ethos egemone - 5. (segue) Raccordi comparatistici principali nella memoria storica di Emilio Betti: l’età di Costantino, di Bartolo, di Leibniz. E i dubbi elusi (Napoleone, Pio IX, Bismarck), o di necessità postigli dalla storia spirituale germanica (la Riforma, con la sua apparente discontinuità fatale dalla tradizione gregoriano-cattolica) – 6. L’impatto su Betti dell’eccezionale acume critico-filologica dell’esegesi biblica protestante. Uno scontro inedito tra scienze storiche e credenze assorbite dal popolo cattolico sia per violenza istituzionale subita, sia mediante l’ermeneutica unificatrice della “Vulgata”, inficiata dai troppi limiti della versione di Girolamo. La Bibbia in tedesco di Lutero: tra filologia umanista e prudenza pastorale - 7. (segue) Ragione e torto nel dibattito sulla giustificazione. Concordanza delle due dottrine nella convinzione dell’inanità degli sforzi del credente di vivere una vita eticamente razionale nei rapporti con Dio e col prossimo. Dai dubbi su una disconferma cattolica della Riforma al graduale riconoscimento di un’incompiutezza del sistema valoriale “cattolico” - 8. Emersione di un ethos borghese aconfessionale dagli orientamenti prevalenti nella coscienza cristiana come fattore immanente alla storia della laicità. Il buon costume come categoria civilistica; riconoscimento di un suo possibile percorso extracostituzionale, parallelo a quello delle norme imperative e dell’ordine pubblico – 9. Permanenza-impermanenza dell’accettazione di un tale possibilismo policentrico nella generalità delle formazioni confessionali: “via crucis” dell’idea di una tolleranza nella convivenza di più mondi extraeuropei, costretti in una nuova (e più complessa) fase di globalizzazione. Rinvio.

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L’esercizio della potestà giudiziaria del fedele laico attraverso il prisma della Potestas gubernandi in Ecclesia. Sollecitazioni teologiche e canonistiche per una “Chiesa in uscita” - di Francesco Rea

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Fondamenti teorici della posizione del fedele laico nella Chiesa - 3. Riflessioni teologiche sulla potestas sacra nella Chiesa. Il concetto di ministerialità come spazio di inserimento per il Christifidelis nella missione ecclesiale - 4. Risvolti giuridici nell’ottica di una complementarietà tra munus e potestas - 5. Mitis Iudex Dominus Iesus e aperture a una più effettiva partecipazione del fedele laico alla potestà giudiziaria - 6. Giudice unico laico e collegio di laici: prospettive de iure condendo per un’esegesi evolutiva del can. 1421, § 2, C.i.c. - 7. Rilievi conclusivi: alcune potenzialità inespresse del Mitis Iudex Dominus Iesus?

The exercise of the judicial power by the lay faithful through the prism of Potestas gubernandi in Ecclesia. Theological and canonical solicitations for an “outgoing Church”

ABSTRACT: The more than thirty years since the II Vatican Council and the recent procedural reforms initiated by Pope Francis make very topical a reflection on the actual role that lay faithful can exercise within the Church. In particular, by virtue of the Sacrament of Baptism, that makes everyone “sons in the Son”, it seems ecclesiologically inconceivable that lay faithful can still suffer limitations from the point of view of participation in judicial power, especially in perspective of a now-acquired theory of potestas sacra, which, altough it all comes from God, does not require, for each office, the Sacrament of holy Order. The requirements of technical preparation and knowledge of law, the only parameters on which the ecclesiastical authority must be based on the choiche of the judges, impose a re-updating of the can. 1421, § 2, C.i.c. This norm is the only one that deals, in a very limited way, with the figure of the lay judge. Just the recent reform of Mitis Iudex Dominus Iesus, also considering the synodal context in which it has born, would be well matched with an inclusive re-evaluation of the lay faithful in exercise of a ministeriality which is nothing but a concrete expression of the participation to the only mission of the which all the People of God must become executor through the times.

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Ordinamento giuridico e Diritto canonico: il contributo strutturante di Santi Romano - di Paolo Gherri

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Il Diritto come legittimazione - 3. La corrispondenza tra istituzione e ordinamento - 4. La terzietà del Diritto - 5. La non-necessarietà del legislatore affinché si abbia vero Diritto - 6. Per concludere.

Legal Order and Canon law: The Structuring Contribution of Santi Romano

ABSTRACT: The contribution of the State’s System Theory of Santi Romano is decisive for illustrating and protecting the singularities of Canon Law without jeopardizing its intrinsic juridical nature, rather, by confirming it precisely because of the “institutional” nature of the Church. The substantial contributions that "L’ordinamento giuridico" offers to the systematic and dogmatic understanding of Canon Law are four: law as legitimacy, the conformity between institution and legal system, the neutrality of the law, the non-necessity of the Legislator in order to have true law.

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Considerazioni sulla receptio legis alla luce del m.p. Mitis Iudex Dominus Iesus - di Maria Chiara Ruscazio

SOMMARIO: 1. Osservazioni preliminari sul concetto di receptio legis - 2. Fondamenti giustificativi della receptio legis nell’ordinamento ecclesiale - 3. Valore giuridico della receptio legis. Effetti e criteri - 4. La recezione del m.p. Mitis Iudex Dominus Iesus. Soggetti, condizioni, forme - 5. Note conclusive.

Some considerations upon the receptio legis in the light of the m.p. Mitis Iudex Dominus Iesus

ABSTRACT: Reception of law can be described as the process by which the recipients of a canonical law verify its reasonableness. This process appears mostly in the material observance of the law. The essay examines firstly the theological and ecclesiological legitimacy of reception, and then it explores which are its effects upon the binding force of the law and when they occur. Finally, it tries to employ this concept in describing the way in which the m.p. Mitis Iudex has been accepted and implemented in some local Churches.

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La riforma del processo canonico di nullità matrimoniale: il complicarsi progressivo del quadro delle fonti normative (parte terza) - di Geraldina Boni

SOMMARIO: PARTE I: DAI SINODI DEI VESCOVI SU MATRIMONIO E FAMIGLIA AI DUE ‘MOTU PROPRIO’ DI PAPA FRANCESCO - 1. I Sinodi dei Vescovi del 2014 e del 2015 quali ‘contesti interpretativi’ delle leggi pontificie. Alcune riflessioni sull’ermeneutica delle norme relative alle procedure di nullità matrimoniale - 2. Le Litterae Apostolicae Motu Proprio datae Mitis iudex dominus Iesus e il diritto processuale codiciale - 3. La scelta dello strumento formale - 4. ‘Singolarità’ della pubblicazione/promulgazione … - 5. (segue) … e della stessa fase preparatoria - 6. Il proemio e la Ratio procedendi - PARTE II: IL COMPLICARSI PROGRESSIVO DEL QUADRO DELLE FONTI - 1. Il dilemma interpretativo circa l’abrogazione ovvero la deroga del Motu Proprio Qua cura e circa la ‘sopravvivenza’ dei tribunali regionali italiani. Le Risposte particolari del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e le ‘indicazioni’ del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica - 2. (segue) La dichiarazione della mens legislatoris del 4 novembre 2015 - 3. (segue) Il Rescritto pontificio (ex audientia SS.mi?) del 7 dicembre 2015 - 4. (segue) Il ‘tavolo di lavoro’ Santa Sede-Conferenza Episcopale Italiana istituito da Papa Francesco il 1° giugno 2016. La mens legislatoris del 12 marzo 2016 - 5. Vademecum applicativi (?) - 5.1. L’Istruzione Dignitas connubii - 5.2. Il «Sussidio applicativo del Motu pr. Mitis Iudex Dominus Iesus» della Rota Romana del gennaio 2016 (e il Rescriptum ex audientia SS.mi del 22 gennaio 2016) - 5.3. Un’appendice: la Lettera Circolare della Segnatura Apostolica Inter munera del 30 luglio 2016 - PARTE III: PROSPETTIVE DI RAZIONALIZZAZIONE - 1. Verso una soluzione quanto più possibile rapida delle questioni interpretative aperte: l’approdo a una tendenzialmente stabile ‘conclusione’ della riforma del processo e dell’ordinamento giudiziario ecclesiale - 2. La produzione di norme nella Chiesa: una ponderata ars legiferandi e una garantista distinzione delle funzioni quali essenziali esigenze di legalità e non di mero legalismo. Pubblicazione, promulgazione e divulgazione: una necessaria revisione.

The reform of the process for the declaration of nullity of marriage: the progressive complication of the regulatory sources

ABSTRACT: The essay examines, first of all, the anomalous ways in which the Pope Francis’s reform about the process of declaration of nullity of marriage was prepared, published and finally promulgated in 2015. Even the legal configuration of the document issued is atypical. Inevitably, many interpretative doubts have arisen in these two years. Consequently, a number of regulatory measures have been issued to resolve this situation. The present work examines their very problematic qualification and the consequent uncertainties about their legal value. Currently the situation is chaotic: in reference, above all, to the framework of the normative sources and to the various application problems of the new reform. An incisive intervention of overall clarification is necessary, concludes the article.

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La riforma del processo canonico di nullità matrimoniale: il complicarsi progressivo del quadro delle fonti normative (parte seconda) - di Geraldina Boni

SOMMARIO: PARTE I: DAI SINODI DEI VESCOVI SU MATRIMONIO E FAMIGLIA AI DUE ‘MOTU PROPRIO’ DI PAPA FRANCESCO - 1. I Sinodi dei Vescovi del 2014 e del 2015 quali ‘contesti interpretativi’ delle leggi pontificie. Alcune riflessioni sull’ermeneutica delle norme relative alle procedure di nullità matrimoniale - 2. Le Litterae Apostolicae Motu Proprio datae Mitis iudex dominus Iesus e il diritto processuale codiciale - 3. La scelta dello strumento formale - 4. ‘Singolarità’ della pubblicazione/promulgazione … - 5. (segue) … e della stessa fase preparatoria - 6. Il proemio e la Ratio procedendi - PARTE II: IL COMPLICARSI PROGRESSIVO DEL QUADRO DELLE FONTI - 1. Il dilemma interpretativo circa l’abrogazione ovvero la deroga del Motu Proprio Qua cura e circa la ‘sopravvivenza’ dei tribunali regionali italiani. Le Risposte particolari del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e le ‘indicazioni’ del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica - 2. (segue) La dichiarazione della mens legislatoris del 4 novembre 2015 - 3. (segue) Il Rescritto pontificio (ex audientia SS.mi?) del 7 dicembre 2015 - 4. (segue) Il ‘tavolo di lavoro’ Santa Sede-Conferenza Episcopale Italiana istituito da Papa Francesco il 1° giugno 2016. La mens legislatoris del 12 marzo 2016 - 5. Vademecum applicativi (?) - 5.1. L’Istruzione Dignitas connubii - 5.2. Il «Sussidio applicativo del Motu pr. Mitis Iudex Dominus Iesus» della Rota Romana del gennaio 2016 (e il Rescriptum ex audientia SS.mi del 22 gennaio 2016) - 5.3. Un’appendice: la Lettera Circolare della Segnatura Apostolica Inter munera del 30 luglio 2016 - PARTE III: PROSPETTIVE DI RAZIONALIZZAZIONE - 1. Verso una soluzione quanto più possibile rapida delle questioni interpretative aperte: l’approdo a una tendenzialmente stabile ‘conclusione’ della riforma del processo e dell’ordinamento giudiziario ecclesiale - 2. La produzione di norme nella Chiesa: una ponderata ars legiferandi e una garantista distinzione delle funzioni quali essenziali esigenze di legalità e non di mero legalismo. Pubblicazione, promulgazione e divulgazione: una necessaria revisione.

ABSTRACT: The essay examines, first of all, the anomalous ways in which the Pope Francis’s reform about the process of declaration of nullity of marriage was prepared, published and finally promulgated in 2015. Even the legal configuration of the document issued is atypical. Inevitably, many interpretative doubts have arisen in these two years. Consequently, a number of regulatory measures have been issued to resolve this situation. The present work examines their very problematic qualification and the consequent uncertainties about their legal value. Currently the situation is chaotic: in reference, above all, to the framework of the normative sources and to the various application problems of the new reform. An incisive intervention of overall clarification is necessary, concludes the article

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La riforma del processo canonico di nullità matrimoniale: il complicarsi progressivo del quadro delle fonti normative (parte prima) - di Geraldina Boni

SOMMARIO: PARTE I: DAI SINODI DEI VESCOVI SU MATRIMONIO E FAMIGLIA AI DUE ‘MOTU PROPRIO’ DI PAPA FRANCESCO - 1. I Sinodi dei Vescovi del 2014 e del 2015 quali ‘contesti interpretativi’ delle leggi pontificie. Alcune riflessioni sull’ermeneutica delle norme relative alle procedure di nullità matrimoniale - 2. Le Litterae Apostolicae Motu Proprio datae Mitis iudex dominus Iesus e il diritto processuale codiciale - 3. La scelta dello strumento formale - 4. ‘Singolarità’ della pubblicazione/promulgazione … - 5. (segue) … e della stessa fase preparatoria - 6. Il proemio e la Ratio procedendi - PARTE II: IL COMPLICARSI PROGRESSIVO DEL QUADRO DELLE FONTI - 1. Il dilemma interpretativo circa l’abrogazione ovvero la deroga del Motu Proprio Qua cura e circa la ‘sopravvivenza’ dei tribunali regionali italiani. Le Risposte particolari del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi e le ‘indicazioni’ del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica - 2. (segue) La dichiarazione della mens legislatoris del 4 novembre 2015 - 3. (segue) Il Rescritto pontificio (ex audientia SS.mi?) del 7 dicembre 2015 - 4. (segue) Il ‘tavolo di lavoro’ Santa Sede-Conferenza Episcopale Italiana istituito da Papa Francesco il 1° giugno 2016. La mens legislatoris del 12 marzo 2016 - 5. Vademecum applicativi (?) - 5.1. L’Istruzione Dignitas connubii - 5.2. Il «Sussidio applicativo del Motu pr. Mitis Iudex Dominus Iesus» della Rota Romana del gennaio 2016 (e il Rescriptum ex audientia SS.mi del 22 gennaio 2016) - 5.3. Un’appendice: la Lettera Circolare della Segnatura Apostolica Inter munera del 30 luglio 2016 - PARTE III: PROSPETTIVE DI RAZIONALIZZAZIONE - 1. Verso una soluzione quanto più possibile rapida delle questioni interpretative aperte: l’approdo a una tendenzialmente stabile ‘conclusione’ della riforma del processo e dell’ordinamento giudiziario ecclesiale - 2. La produzione di norme nella Chiesa: una ponderata ars legiferandi e una garantista distinzione delle funzioni quali essenziali esigenze di legalità e non di mero legalismo. Pubblicazione, promulgazione e divulgazione: una necessaria revisione.

The reform of the process for the declaration of nullity of marriage: the progressive complication of the regulatory sources

ABSTRACT: The essay examines, first of all, the anomalous ways in which the Pope Francis’s reform about the process of declaration of nullity of marriage was prepared, published and finally promulgated in 2015. Even the legal configuration of the document issued is atypical. Inevitably, many interpretative doubts have arisen in these two years. Consequently, a number of regulatory measures have been issued to resolve this situation. The present work examines their very problematic qualification and the consequent uncertainties about their legal value. Currently the situation is chaotic: in reference, above all, to the framework of the normative sources and to the various application problems of the new reform. An incisive intervention of overall clarification is necessary, concludes the article.

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La scienza costituzionale canonica nella codificazione del 1917 - di Massimo del Pozzo

SOMMARIO: 1. Panoramica della scienza costituzionale agli albori del secolo - 2. L’impronta costituzionalistica insita nel metodo codiciale - 3. La prospettiva materiale o oggettiva della “idea costituzionale” soggiacente al CIC 17 - 4. La prospettiva formale della strutturazione societaria emergente dal CIC - 5. Il centralismo - 6. L’autoritarismo - 7. Il clericalismo - 8. Valutazione di sintesi dell’ottica costituzionalistica codiciale.

The canonical constitutional science in the didification of 1917

ABSTRACT: Presuming a panoramic summary of constitutional science within canonical thought in the period immediately prior to the Pio-Benedictine Code, this author’s contribution seeks to delineate the material and formal perspectives of the cornerstones of the canonical system that have been assumed by the Legislator. The method of a Code entails, first of all, a complete and organic systematization of the law of the Church. The “constitutional idea” underlying the CIC appears, though, to be firmly anchored to the Church’s hierarchical constitution. As we know, the common figure of the faithful; the active role of the laity; the communal structure of the People of God; the original nature of the episcopacy and the effects of collegiality; the significance of the particular Church; etc. (which will overwhelmingly emerge in the Vatican Council II), are considerably obscured, if not altogether absent, in the prior structure of the Code. This contribution demonstrates the manner in which centralism, authoritarism and clericalism emerge as critical points of orientation in the “positivation” of the canonical system, taking into consideration its logical and conceptual structure without descending into a specific analysis of canons and institutions. While the limitations examined reflect the state of theological and canonical speculation of the time, the new legislative form has ensured the presence of order and balance in the system, heralding its maturation and development.

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Il defectus discretionis iudicii nel sistema matrimoniale canonico. Parte seconda. Caratteristiche e peculiarità della discretio iudicii - di Enrica Martinelli

SOMMARIO: 1. Discretio iudicii abituale e attuale - 2. Gravità del defectus iudicii - 3. L’influsso del defectus iudicii sugli iura et officia matrimonialia essentialia mutuo tradenda et acceptanda.

Discretio iudicii, mental disease, iura et officia matrimonialia essentialia, nullity of marriage, psychic ability to marry.

ABSTRACT: The present essay, starting from the legal regulation of the discretio iudicii in the canon law system, tries to specify its conceptual essence and its peculiar characteristics relatively to the matrimonial institution. Particular attention has been paid to the attempt to clarify the connection between the defectus discretionis iudicii and the iura et officia matrimonialia essentialia and also the incidence of the different kinds of mental diseases on the expression of a valid matrimonial consent.
 


 

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L’esercizio del governo ecclesiastico in un contesto secolarizzato - di Carlo Cardia

SOMMARIO: 1. Premessa. Quesiti antichi, apocalisse futura - 2. Secolarizzazione post-moderna, critica del vittimismo - 3. Tramonto della ‘pluralità degli ordinamenti giuridici’. Crisi dei diritti umani - 4. Secolarizzazione dei valori. Il diritto procedurale, la fine dell’etica - 5. La legge senza etica. Il Diritto canonico realtà aliena - 6. Oltre liberalismo e marxismo. Il nichilismo antropologico - 7. Matrimonio e secolarizzazione globale - 8. La dimenticanza del diritto, in utroque iure. Riduzione al diritto comune, neo-corporativismo - 9. Evoluzione e impegni disattesi in ambito canonistico - 10. Decadenza scientifica e accademica del Diritto canonico - 11. Conclusioni, reciprocità inevitabile.

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“Credo quia absurdum” [Indimostrabilità-Inconfutabilità delle “Verità di Fede”] - di Piero Bellini

SOMMARIO: Parte prima: Primato del “pietas erga Deum” - Parte seconda: Concorso della “ratio ratiocinans”.

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Sull’equità canonica quale oggetto di una pretesa giuridicamente esigibile - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive- 2. La formulazione dogmatica del diritto all’equità - 3. La qualificazione del diritto all’equità - 4. La necessaria distinzione fra l’equità quale virtù umana, che opera nei rapporti fra privati, e l’equità quale dovere giuridico ex officio - 5. Il diritto all’equità quale diritto all’esercizio di una virtù istituzionalizzata - 6. Alle radici del diritto all’equità.

ABSTRACT: The article verifies, through dogmatic and theoretical data, the possibility of configuring canonical equity as a right.

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Riflessioni sull’origine sinodale del processus brevior coram Episcopo - di Gianluca Rabino

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La preparazione del biennio sinodale - 3. Il dibattito sulle proposte di snellimento dei processi matrimoniali nell’Assemblea Straordinaria del 2014 - 4. La preparazione dell’Assemblea Ordinaria e l’accoglienza della riforma in Sinodo - 5. Conclusioni.

Reflections on the Synodal origin of the processus brevior coram Episcopo.

ABSTRACT: The aim of this paper is to demonstrate how the main aspect of the motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus signed by Pope Francis - the role of judge accorded to the Bishop especially in the new briefer process - cannot be linked to the suggestions of the two assemblies of the Synod of Bishops on the Family summoned in 2014 and 2015, as the Pontiff himself and many Authors have instead affirmed. Attention is mainly given to the documents of the first gathering: the preliminary questionary, the Instrumentum laboris, the mid-Synod relations and the Relatio finalis offered as a draft for the 2015 Assembly. The analysis of these documents prove that many of those involved in the synodal process showed great concern on the perspective of a Bishop acting himself as a judge, openly suggesting to avoid this solution. In the conclusion, a reflection is made on how the process that conducted to this reform often lacked those principles of synodality and collegiality frequently described as Francis’ key principles in the Church's guidance.

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La codificazione del diritto compromette la sua flessibilità? Il diritto canonico comparato con altri diritti religiosi - di Burkhard J. Berkmann

SOMMARIO: 1. Cento anni di codificazione - 2. Il bisogno di flessibilità - 3. Varietà degli strumenti di flessibilizzazione - 4. I motivi della flessibilità - 5. Necessità - 6. Utilità - 7. Motivi teologici - 8. Flessibilità e codificazione - 9. La codificazione porta all’irrigidimento? - 10. La codificazione agevola i cambiamenti? - 11. Varie funzioni della flessibilizzazione - 12. Piano interpretativo, applicativo o legislativo?

Does the Codification of Law affect its Flexibility? The Catholic Canon Law compared to other Religious Laws

ABSTRACT: Epieikeia in Greek philosophy and aequitas in Roman law are ethical principles, which are open to a religious as well as a secular justification. They are part of the instruments of flexibility that make any legal tradition smooth and adaptable. Jewish and Islamic law as well as Catholic and Orthodox Canon Law apply different kinds of such instruments. A comparison of these legal systems leads to multiple observations: Some scholars, such as Max Weber, considered religious laws to be immutable. In fact, however, they ascribe great significance to flexibility, since they give priority to the spiritual development of individuals. Since many religions are unfamiliar with changes of law by means of legislation, they depend on methods of flexibility to adapt to new social situations. Even those religions, which do have legislation and even codifications, put particular emphasis on instruments of flexibility in order to apply general and abstract norms to individual cases in an appropriate manner.

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Il ritorno al Concilio Vaticano II e l’„aggiornamento” del diritto ecclesiale nel tempo di Papa Francesco - di Antonino Mantineo

Sommario: 1. Riprendere dal Concilio Vaticano II - 2. Un’ecclesiologia rinnovata e l’„aggiornamento” del diritto ecclesiale - 3. Il Dio-Misericordia, principio ermeneutico del diritto della Chiesa - 4. Collegialità e sinodalità: dalla potestas iurisdictionis al communionis primatus.

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Per una riflessione critica sul “Vero” e sul “vissuto storico” - di Piero Bellini

1 - Vi sono tematiche impegnanti [così quelle che investono “valori d’ordine sacrale” nei quali si ripone per davvero fede: «toto corde»: «toto pectore»: «toto animo»] che - segnatamente coinvolgenti - vanno affrontate perché «meritano d’esser affrontate», e vanno meditate perché «meritano d’esser meditate»: anche se poi [in un ambiente umano viepiù venuto accomodandosi, nel tempo, a una grigia secolarizzazione dei propri moduli di vita] a presentarsi - in pro d’un così attento impegno fideistico - non siano fondate aspettative di buon esito. Si tratta [per quanti se ne sentano presi nel profondo] di fare - in quel composito contesto - ciascuno la sua parte: quella che gli si riveli spiritualmente doverosa: cercando - così - di assicurare alle grandezze mistiche [in cui ripone fede: e in cui nutre speranza] lo spazio vitale che loro si compete: e questo quale il Credo cui ciascuno senta nell’intimo d’esser tenuto a conformare [nella vivente concretezza dell’«hic mundus»] la propria vicenda esistenziale.

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Tra città di Dio e società “perfette”. Il linguaggio del diritto pubblico ecclesiastico come cifra ricostruttiva della transizione cattolica dal mito alla modernità - di Francesco Zanchini

Sommario: 1. Preambolo - 2. Il diritto romano nell’esperienza cristiana - 3. Chiese e diritto romano nella “civiltà cristiana” - 4. Tra una giurisprudenza e l’altra: la mediazione medievale del diritto comune - 5. La civiltà del diritto nell’età del potere. Quale dogmatica? - 6. Lo jus publicum europaeum: verso una riduzione della Santa Sede a pura “potenza” religiosa - 7. Il retroterra politico di un nuovo diritto pubblico ecclesiastico - 8. (segue) La fondazione teorica di un nuovo diritto costituzionale - 9. Profili di una nuova costituzione materiale - 10. Posizioni di principio e di metodo vincenti a partire dalle dottrine del Bouix - 11. (segue) Dal conflitto alla stabilizzazione dell’emergenza- 12 Il tramonto dei diritti nel nuovo, e nel nuovissimo “jus populi Dei” - 13. (segue) La fine, di fatto e di principio, dell’attuazione giudiziaria del diritto.

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Heri dicebamus. Cause remote (e recenti) di un dialogo difficile sulle prospettive metodologiche di una canonistica non più subalterna al centralismo della Curia romana - di Francesco Zanchini

Avvicinamento morbido, epperò rilevantissimo all’assoluto kantiano dell’imperativo categorico, è senza dubbio l’idea su cui poggia il ripudio del fondamentalismo, e con esso la graduale ricezione di una prassi di tolleranza (tendente a orizzonti sempre più ampi) nell’etica cattolica contemporanea: “norma prossima dell’azione non è la coscienza retta ma è la coscienza certa, anche se per caso erronea”; idea, mediante la quale distinguere tra foro interno e esterno è azione che si carica di un significato decisivo. Chi la rifiuta, non è cattolico. E che questa elasticità sia condizione per l’evangelicità di ogni cristianesimo storico lo mostra la tolleranza autorizzata agli albori del concilio, seppure in peculiari situazioni (dal S. Uffizio o dalla Penitenzieria, poco importa) alla presenza di credenti granitici nel comitato centrale di partiti dichiaratamente atei. (Continua).

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“A chiare lettere - Confronti” • La periferia è il centro (di Pier Luigi Consorti) - di Pierluigi Consorti

1 - Andrea Zanotti ha avuto la cortesia di intervenire su questa Rivista nella rubrica “A chiare lettere – confronti” riprendendo alcuni spunti che avevo proposto in un precedente saggio pubblicato sui Quaderni di diritto e politica ecclesiastica. Il suo contributo mostra che non sono riuscito a spiegarmi sufficientemente. In quel saggio cercavo infatti di avviare una riflessione sul diritto canonico non solo e non tanto inteso come disciplina di insegnamento universitario. Ho trattato quest’ultimo tema in un intervento successivo pubblicato su questa Rivista. Probabilmente la vicinanza temporale con cui i due contributi sono apparsi ha causato una sovrapposizione dei punti di osservazione. In ogni caso, a prescindere da questi due specifici saggi, egli intravede più in generale nella mia attività universitaria un germe della “confusione semantica e concettuale” che, a suo avviso, incentiva “sociologismi o antropologismi balbettati e poco posseduti”. (Continua)

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“A chiare lettere” - Confronti • A proposito di un diritto canonico periferico: ovvero il rischio della perifericità del diritto canonico (di Andrea Zanotti) - di Andrea Zanotti

1 – L’intervento di Pierluigi Consorti sui nostri orizzonti giuridici e, più in generale, sugli abbrivi imboccati oggi dalla Chiesa cattolica, pone in rilievo alcuni punti centrali che è bene non lasciar cadere ma che devono essere situati al centro di un dibattito - nella disciplina e fuori - non sempre ricco e fecondo di suggestioni. Anzi, il quadro circostante - come fa emergere, spiace rilevarlo, proprio il contributo di Consorti - si nutre di una confusione semantica e concettuale nella quale si rischiano di perdere le tracce minime sulle quali poggiare una ricerca fondata su presupposti condivisi e imprescindibili che legittimino ipotesi di ricerca scientifica. Naturalmente, da cultore di un diritto canonico che segna la mia provenienza, mi sento direttamente investito da un ragionamento che principia proprio dalla sua ragion d’essere. (segue)

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Considerazioni propedeutiche circa il dinamismo storico delle religioni positive - di Piero Bellini

SOMMARIO: 1. Posizione del problema quanto al primo Cristianesimo – 2. Conseguenti condizionamenti del relativo approccio storiografico – 3. Concorso nel primo Cristianesimo di molteplici fattori mistici – 4. Conseguenti varietà espressive del primo Cristianesimo – 5. Concomitante complessa varietà di attestazioni scritturistiche – 6. Ricerche storiografiche di orientamento fideistico – 7. Tesi di riguardosa ortodossia – 8. Ricerche storiografiche d’altro orientamento – 9. Rappresentazioni storiografiche fondate sul primato del “movimento cristiano principale” o sul rapporto dialettico “ortodossia-eterodossia” – 10. Note caratterizzatrici d’un approccio storiografico di tipo “curialistico” – 11. Limiti d’un tal approccio storiografico – 12. Approccio storiografico fondato sul “vissuto storico” – 13. Valore del Messaggio del Cristo Redentore siccome inteso dai suoi destinatari – 14. Valore d’una tal impostazione storiografica.

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“Amor virtutis” – “timor disciplinae” [Vocazione etica e precettività disciplinare] - di Piero Bellini

SOMMARIO: 1. «Deus summus Legislator: summus Iudex» - 2. « Bene facere: bonum facere» - 3. «Lex divina ad hoc ordinat hominem ut sit totaliter subditus Deo» - 4. «Opus operantis: opus operatum» - 5. « Sine dilectione boni nullus Deo placere potest » - 6. «Sollicitudo sacerdotalis: sollicitudo praelatitia» - 7. «A Deo omnia, et in Deum»: «nulla vita est quae non sit a Deo» - 8. «Sine dilectione boni nullus Deo placere potest» - 9. «Voluntas facit opus meritorium, non opus voluntatem» - 10. «Deus agit in homines per homines» - 11. «Homines vident ea quae parent: Deus autem intuetur cor» - 12. «Quodlibet factum vel dictum potest esse scandalum» - 13. «Non sunt mali cogendi ad bonum» - 14. «Animus non est cogendus, sed cogenda est actio» - 15. «Coacta servitia Deo non placent» - 16. «Quicumque ad bonum cogitur solo timore non amore ducitur» - 17. «quies fidelium: ordo constitutus» - 18. «Discrimen soporis animae» .

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Metodiche canonistiche a confronto - di Piero Bellini

1 - Del composito quadro problematico del quale siamo venuti discorrendo [di questa rigida e insieme versatile tematica che segna il corso della esperienza cristiana nella storia] non può non «prender atto» quel qual si sia Ricercatore che – nell’accostarsi alla dinamica ecclesiale – si adoperi di adempiere il proprio compito scientifico nei modi [culturalmente collaudati] delle indagini induttive. Dico del “prender atto” del principio di «operatività reale della idea di Dio» nel contesto comunitario venuto dispiegandosi nel tempo. Al che sarà tenuto – quel nostro Osservatore – quale il personale suo atteggiarsi verso il Trascendente: di partecipazione o reiezione, di sospensione del giudizio, di fredda indifferenza, di rispetto. Quanto gli si chiede è di calarsi – apertis oculis – nel clima ideale e culturale di quell’umano esperimento: quanto gli si chiede è di ambientarcisi, per coglierne le somme ragioni ispiratrici, e darsi con ciò conto [se gli è dato] della incidenza di questi fundamenta spiritualia sui tratti statici e dinamici dei meccanismi societari. (continua)

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Brevi riflessioni sul principio di legalità in un ordinamento “a misura d’uomo” - di Marta Tigano

SOMMARIO: 1. La difficoltà di rintracciare nel diritto canonico i tratti fisionomici del “principio di legalità” declinato in senso formalistico … - 2. … e la contestuale necessità di un’applicazione di tale principio anche nell’ordinamento della Chiesa - 3. Esame di un istituto idoneo a scandagliare la presenza nel diritto canonico del suddetto principio e della sua prevalente declinazione - 4. La “giusta e ragionevole causa” della dispensa canonica - 5. “La causa pastorale della dispensa” - 6. Altre ipotesi di derogatio : la dispensa intesa “in senso ampio” ( rectius : “in senso pieno”) - 7. Le violazioni dei “generalia iuris et aequitatis canonicae principia” - 8. Un’invalidità “deontologica”?

ABSTRACT: The work investigates whether the principle of legality as defined by “administrative law” can be applied to canon law. The institution of “exoneration” was investigated because it is considered the best one for understanding the relationship between law and administrative acts. The author concludes that the reconciliation of canon law characteristics with the principle of legality is difficult. It is especially difficult if the feature of warranty is accentuated rather than employed as a useful instrument for achieving equitable balance of interests on a case by case basis.

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La recente riforma del processo di nullità matrimoniale. Problemi, criticità, dubbi (parte terza) - di Geraldina Boni

SOMMARIO: 1. L’antefatto immediato: le lamentele sull’operato dei tribunali ecclesiastici e i Sinodi dei Vescovi del 2014 e del 2015 - 2. Problematiche prevalentemente (ma non solo) ‘formali’ suscitate dalle Litterae Apostolicae Motu Proprio datae Mitis iudex dominus Iesus - 2.1. La Ratio procedendi - 2.2. L’incerta ‘convivenza’ tra tribunali diocesani e tribunali interdiocesani/regionali. Il Motu Proprio Qua cura - 2.3. L’Istruzione Dignitas connubii . Il “Sussidio applicativo del Motu pr. Mitis Iudex Dominus Iesus ” del gennaio 2016 - 2.4. Promulgazione e altre ‘inezie’ - 3. Gravamina sostanziali in ordine alla normativa introdotta dal Motu Proprio Mitis iudex - 3.1. Dal diritto processuale al diritto sostanziale - 3.2. Vescovi e romano Pontefice, collegialità, sinodalità - 3.3. Preparazione, adeguatezza, consultazione dell’episcopato - 3.4. L’efficacia civile delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale. Rinvio - 4. Il processus matrimonialis brevior coram episcopo - 4.1. Ritorno al passato? - 4.2. I requisiti: il primo (‘soggettivo’) - 4.3. Segue : il secondo (‘oggettivo’) - 4.4. La procedura: competenze e mansioni del vicario giudiziale, dell’istruttore, dell’assessore, del vescovo diocesano - 4.5. L’appello - 4.6. Via giudiziale e via amministrativa. Natura dichiarativa o costitutiva della decisione - 5. Un’‘accidentata gincana’ esegetica attraverso le nuove norme introdotte nel Codex Iuris Canonici - 5.1. Il foro - 5.2. Il tribunale diocesano e il dioecesanum vel interdioecesanum vicinius tribunal - 5.3. Giudici laici e giudice unico - 5.4. Fallimento e nullità del matrimonio. Alcune incoerenze disciplinari - 5.5. L’abolizione dell’obbligo della doppia conforme. Appello. Processo documentale - 6. Gli ‘inciampi’ nelle Regole procedurali - 6.1. L’ investigatio praeiudicialis seu pastoralis - 6.2. La gratuità - 6.3. Ulteriori dubbi interpretativi - 7. Pr eoccupati rilievi conclusivi.

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La recente riforma del processo di nullità matrimoniale. Problemi, criticità, dubbi (parte seconda) - di Geraldina Boni

SOMMARIO: 1. L’antefatto immediato: le lamentele sull’operato dei tribunali ecclesiastici e i Sinodi dei Vescovi del 2014 e del 2015 - 2. Problematiche prevalentemente (ma non solo) ‘formali’ suscitate dalle Litterae Apostolicae Motu Proprio datae Mitis iudex dominus Iesus - 2.1. La Ratio procedendi - 2.2. L’incerta ‘convivenza’ tra tribunali diocesani e tribunali interdiocesani/regionali. Il Motu Proprio Qua cura - 2.3. L’Istruzione Dignitas connubii . Il “Sussidio applicativo del Motu pr. Mitis Iudex Dominus Iesus ” del gennaio 2016 - 2.4. Promulgazione e altre ‘inezie’ - 3. Gravamina sostanziali in ordine alla normativa introdotta dal Motu Proprio Mitis iudex - 3.1. Dal diritto processuale al diritto sostanziale - 3.2. Vescovi e romano Pontefice, collegialità, sinodalità - 3.3. Preparazione, adeguatezza, consultazione dell’episcopato - 3.4. L’efficacia civile delle sentenze ecclesiastiche di nullità matrimoniale. Rinvio - 4. Il processus matrimonialis brevior coram episcopo - 4.1. Ritorno al passato? - 4.2. I requisiti: il primo (‘soggettivo’) - 4.3. Segue : il secondo (‘oggettivo’) - 4.4. La procedura: competenze e mansioni del vicario giudiziale, dell’istruttore, dell’assessore, del vescovo diocesano - 4.5. L’appello - 4.6. Via giudiziale e via amministrativa. Natura dichiarativa o costitutiva della decisione - 5. Un’‘accidentata gincana’ esegetica attraverso le nuove norme introdotte nel Codex Iuris Canonici - 5.1. Il foro - 5.2. Il tribunale diocesano e il dioecesanum vel interdioecesanum vicinius tribunal - 5.3. Giudici laici e giudice unico - 5.4. Fallimento e nullità del matrimonio. Alcune incoerenze disciplinari - 5.5. L’abolizione dell’obbligo della doppia conforme. Appello. Processo documenatale - 6. Gli ‘inciampi’ nelle Regole procedurali - 6.1. L’ investigatio praeiudicialis seu pastoralis - 6.2. La gratuità - 6.3. Ulteriori dubbi interpretativi - 7. Preoccupati rilievi conclusivi.

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Due papi a Roma? - di Geraldina Boni


SOMMARIO: 1. Preambolo. La rinuncia di papa Benedetto XVI e il diritto canonico vigente - 2. Ordine e giurisdizione, consacrazione episcopale e accettazione dell’elezione - 3. Il convitato di pietra: la causa dal punto di vista giuridico - 4. Qualche nota cursoria sulla ingravescens aetas. Ancora sulla stella polare del bonum commune Ecclesiae - 5. Perfezionamento, libertà ed efficacia della rinuncia: equivoci da evitare - 6. ... anche sulla non accettazione e ricettizietà della medesima - 7. Suo carattere comunque straordinario (di fatto, non di diritto) - 8. Status e qualifica di Joseph Ratzinger - 9. Rinuncia al ministerium e conservazione del munus? Dalla nebulosità di terminologia e immagini alla fumosità concettuale - 10. Critica ad alcune recenti ricostruzioni dottrinali. Munus, ministerium, officium. La "singolarità" del successore di Pietro - 11. Preminenza ecclesiologica o eccellenza escatologica della rinuncia? La monocraticità dell’ufficio di romano pontefice.
 

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Il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi nell’assetto istituzionale della Curia Romana tra diritto vigente e prospettive di riforma - di Manuel Ganarin

SOMMARIO: 1. La svolta conciliare e l’aggiornamento degli ordini dei Dicasteri della Curia Romana: la comparsa dei Consilia quali enti precipuamente consultivi e marginalmente giurisdizionali – 2. Le attribuzioni del Dicastero de Legum Textibus : una potenziale ‘anomalia’ nell’ordine dei Pontifici Consigli? – 3. L’‘eclissi’ parziale del munus interpretandi e la tripartizione funzionale individuata da Papa Benedetto XVI. Il Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi quale promotore, garante e interprete dell’ unitas disciplinae – 4. La revisio Curiae avviata da Papa Francesco. Brevi considerazioni alla luce di un’imminente riforma della cost. ap. Pastor Bonus – 5. Il possibile riposizionamento del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi nell’ordine dicasteriale degli Officia – 6. La ridefinizione delle competenze dell’ Officium (o Secreteria ) pro Legum Textibus . Alcune proposte, de iure condendo , di modificazione e di integrazione della legislazione vigente – a) Norma introduttiva – b) Funzioni di garanzia – c) Funzioni di interpretazione – d) Funzioni promozionali e di studio – e) Funzione consultiva – 7. Conclusione.

The Pontifical Council for Legislative Texts in the institutional framework of the Roman Curia between existing law and prospects of reform

ABSTRACT: The reforms of the Roman Curia that followed the Second Vatican Council have established the institution of a new category of Dicasteries that help the Roman Pontiff in governing of the universal Church, that is, the Pontifical Councils. They are characterized to exercise functions mainly promotional, using only marginally the potestas regiminis . This contribution shows that there is an ‘anomaly’ between the Pontifical Councils, represented by the Pontifical Council for Legislative Texts. In fact, it is a Dicastery which exercises especially the functions of government, partially described in articles 154-158 of the apostolic constitution Pastor Bonus promulgated by Pope John Paul II on 28 June 1988. In light of the reform process of such constitution initiated by Pope Francis, the present work offers to place the Council in the category of the Offices of the Roman Curia and drafts the rules that would illustrate the competences of the new Officium (or Secreteria ) pro Legum Textibus .

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Actus humanus e principio di responsabilità - di Andrea Zanotti

SOMMARIO: 1. Peccato e libertà - 2. Distinzione e contiguità tra foro interno e foro esterno: responsabilità morale e giuridica nel diritto canonico - 3. La teoria dell'actus humanus e la centralità ineludibile della responsabilità personale - 4. Il diritto canonico come ordinamento giuspubblico e la composizione armonica tra responsabilità attiva e passiva: qualche riflesso peculiare nella sfera privatistica - 5. La responsabilità nel diritto penale canonico - 6. Derivazione del potere e responsabilità nello ius Ecclesiae - 7. Responsabilità e collegialità - 8. Il dislocarsi atopico delle decisionalità e l’obsolescenza del principio di responsabilità.

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Cattolicesimo al bivio - Interrogativi preliminari all’adozione di un processo orale di rapido accertamento dei casi di “pseudomatrimoni cristiani” - di Francesco Zanchini

La questione in oggetto si situa nella odierna temperie di approccio pastorale al fenomeno dello sradicarsi di massa delle società occidentali dalla “sana” dottrina dell’indissolubilità delle nozze e, a monte, della perdita soggettiva di senso del viverle nell’orizzonte della tradizione biblica: e ciò da parte di chi, oramai, ritiene la sua condotta normata piuttosto dalle abitudini di una società consumista quietisticamente accettata, e nel nostro Occidente intrisa di quella che l’attuale  pontefice definisce la “cultura dello scarto”. (Continua)


 

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Il ruolo dell’attività consultiva nell’avvio del pontificato di papa Francesco - di Cesare Edoardo Varalda

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Le origini della funzione consultiva nella vita della Chiesa - 3. Il Concilio Vaticano II e il rinnovato vigore della funzione consultiva - 4. Concistoro cardinalizio e Sinodo dei vescovi: esempi istituzionali dell’incidenza della funzione consultiva nella vita della Chiesa - 5. La dimensione consultiva al servizio del Successore di Pietro - 6. Conclusioni: per un “ricupero” degli elementi originali della funzione consultiva nella vita della Chiesa.

ABSTRACT: The aim of this paper is to examine the role played by the consultation principle in the life of the Church. Indeed, Pope Francesco underlined the importance of this concept and – from the beginning of his pontificate – widely used this “decision-making model”. Moreover, he based the ecclesiastical reform on this principle, in particular with the creation of the new council of cardinals, with the task to assist the holy father in the government of the Universal Church and to study possible revision of the apostolic constitution “Pastor Bonus” on the Roman Curia. Through a reflection that moves from the origins of the principle and its renewed strength during the Second Vatican Council, the paper allows concluding that the consultative principle plays a central role in the life of the church, even greater than that assumed within the jurisdiction of the states. This belief opens up further studies, able to deepen the original elements of the ecclesiastical consultation practice, with the aim of developing this model of government.

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L’eredità della scienza canonistica - di Andrea Zanotti

Sono passati poco più di trent’anni dall’emanazione del nuovo codice di diritto canonico e ancora meno dalla promulgazione del Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium: un’inezia nel fluire della storia e segnatamente della storia giuridica; un’enormità nell’accelerazione che stiamo vivendo. La realizzazione di una nuova codificazione è un segno di vitalità evidente per un ordinamento giuridico che già conosce duemila anni di storia. E allora, perché parlare, quasi anzitempo, di eredità? Il fatto è che l’insegnamento e la rilevanza che provengono dallo studio del diritto canonico, per la scienza giuridica cosiddetta secolare, non possono essere confinati esclusivamente entro il recinto della sua positiva vigenza: essi investono un terreno molto più ampio, del quale però forse abbiamo perduto, in questi ultimi anni, consapevolezza e confini. (segue)

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Spazio pubblico e coscienza individuale: l’espansione del penalmente rilevante nel diritto canonico e nel diritto ecclesiastico - di Salvatore Berlingò

Sommario : 1. Privata libertà di coscienza ed ethos sociale collettivo - 2. La libertà di formazione della coscienza - 3. Gli indirizzi giurisprudenziali a sostegno del pluralismo culturale e religioso. - 4. Il penalmente rilevante nel diritto canonico - 5. Salus animarum e sanzioni penali canoniche - 6. La normativa penale vaticana e i suoi riflessi nell’ordinamento della Chiesa - 7. Il processo di riforma del diritto penale canonico - 8. Il principio di legalità e la tutela dell’umana dignità di tutti i fedeli - 9. Per una lettura il più possibile sostanziale e dinamica della legalità in ambito canonico e in ambito civile.

Public space and the individual conscience: the expansion of the act criminally considerable in canon and ecclesiastical law

ABSTRACT : The autonomous existence of religious groups is an essential and constitutive element of public space as an irreplaceable sustenance for the pluralism in a democratic society and for the empowerment of a synthesis of values shared by all and continually in progress. It is necessary, however, that all groups use a legal language or, like this one rationally understandable; and therein the Catholic Church can take advantage of the tools offered by the canonistic tradition. Therefore, the comparison between the most recent developments of the canonical law in criminal matters and those recorded in parallel by the criminal law of the State, may be useful, especially in respect of a reading of the principle of legality as much as possible significant and dynamic.

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Ancora sulla laicità. Il contributo del diritto ecclesiastico e del diritto canonico - di Giuseppe Dalla Torre

SOMMARIO: 1. Una pagina autobiografica - 2. È mutato il quadro? - 3. E il diritto canonico? - 4. Annotazioni conclusive.

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Privilegio petrino e “legge suprema”: considerazioni minime sul can. 1752 del CIC - di Francesco Zanchini

SOMMARIO: 1. Giurisdizione contenziosa e giurisdizione volontaria in materia matrimoniale - 2. Un intervento del Decano della Rota - 3. Alcune considerazioni prospettiche - 4. Riflessioni finali.

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Convergenze “parallele”, nonostante Pio IX, nel nuovo diritto penale vaticano - di Francesco Zanchini


SOMMARIO: 1. Preambolo - 2. (segue) L’impatto sulla visione cattolica dell’ermeneutica moderna - 3. Diritto naturale ed ermeneutica dei valori - 3. La questione dell’ordinamento vaticano - 4. Verso un adeguamento a principii internazionalistici generali dell’ordinamento vaticano?


 

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Il diritto canonico nel tempo presente - di Luciano Zannotti

SOMMARIO: 1. Diritto canonico, teologia e storia – 2. Diritto canonico e comparazione.


 

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Verso una riforma costituente del Papato? Buonasera Francesco, vescovo di Roma! - di Francesco Zanchini

Epifenomeno di una reazione culturale di base, ormai sempre più estesa in Occidente, al processo in atto da parte di centri, neppure troppo oscuri, di un liberismo selvaggiamente predatorio, operante a dar luogo a un drastico ridimensionamento, tramite appropriazione privatistica, delle risorse dei popoli del pianeta (processo che non risparmia le economie produttive più potenti, coinvolgendone sensibilmente gli organismi di alimentazione della crescita), l’elezione di un vescovo di Roma proveniente da un’area marginale, oggetto del primo esperimento aggressivo che si ricordi prima dello scatenamento globale del processo appena ricordato, è un indice tempestivo della rinnovata sensibilità ai segni dei tempi da parte del vertice della Chiesa cattolica. (Continua)

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Le ragioni dell’ordinamento canonico come contributo critico alla scienza giuridica laica - di Domenico Bilotti

SOMMARIO: 1. Ineliminabile interesse del diritto canonico nella riflessione ius-religiosa del post-moderno - 2. L’ermeneutica del rinnovamento nella continuità e la metodologia suggerita dal Concilio Vaticano II: pregi e difetti di una transizione permanente - 3. La richiesta di riconsiderazione delle istanze poste dall’umana coscienza - 4. Una proposta alternativa rispetto a canoni e confini delle (presunte) leggi di mercato - 5. Prime conclusioni: verso un approccio assiologico e razionale sull’analisi degli istituti.

ABSTRACT: The fundamental reasons of Canon Law to be considered as theoretical contribution to the secular juridical science The aim of this article is to underline how secular Law surprisingly shows a great influence on Canon Law’s theories and how doctrines and disciplines introjected from ecclesiastical Orders have moulded and modified civil institutions. The most controversial points, in the last decade, still seem the interpretation and the application of the Second Vatican Council, properly because many scholars are daily arguing about inner aftermath of the event, if in consistent behaviour, or in an unpredicted disagreement, with Roman Catholic Church and generally Christianity’s history. Anyhow, current debates, concerning the crisis of liberal politics and the decline of a meaningful conception of sovereignty, should be cleared up by considering how controversies about jurisdiction, power and its legitimacy were composed during the past.

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Sana laicità o laicità positiva? - di Giuseppe Dalla Torre

SOMMARIO: 1. Per superare la polisemia del termine “laicità” - 2. Cenni sulla dottrina cattolica in tema di laicità - 3. Una aggettivazione risalente: la “sana” laicità - 4. Le più moderne espressioni della “laicità positiva” - 5. Note conclusive.

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I cattolici tra obbedienza religiosa e bisogno di libertà. - di Luciano Zannotti

SOMMARIO: 1. Cattolici e appartenenza religiosa - 2. Cattolici e politica - 3. Il cattolicesimo democratico – 4. Cattolici e libertà di coscienza – 5. Amare le contraddizioni.

ABSTRACT: The reality of the Italian Catholicism presents itself contradictory about religious belonging, relation between faith and policy, relation between faith and culture. The object of the work is to reconstruct the essential elements of this question and to verify the compatibilities of some positions of the progressist Catholicism as regards present orientations of the ecclesiastic authority.
 

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Principi di diritto internazionale nella teologia cattolica - di Giovanni Barberini

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. S. Agostino - 3. S. Tommaso d’Aquino - 4. Francisco de Vitoria - 5. Francisco Suarez - 6. Problemi attuali.

ABSTRACT: At the present time, the complexity of international relations make us to reflect on ideologies that in past centuries, opening the modern history, helped to organize the international life and the relations between peoples and between States. Especially Hugo Grotius, Samuel von Pufendorf and Emmer de Vattel are to be regarded as founders of modern international law, but it would be a serious shortcoming for the scholar the oversight of the work of some spanish theologians and jurists, such as the dominican Francisco de Vitoria and the jesuit Francisco Suarez which, starting from the 16th century, have developed principles that are fundamental results in international law. The universal character of the christian message has had many applications in the social and legal sphere, requires that the human race constitutes one family and that the spirit of christianity is directed toward each institution aimed to prevent disputes between States and between the peoples become violent clashes, destruction or massacres. In ancient period the most important contributions that have enriched the catholic doctrine as well as its teaching in these matters were those of St. Augustine and St. Thomas Aquinas. In augustinian and thomistic doctrine the war must be regarded as a last resort to which it is not used that after having verified the impossibility to safeguard the good right; again, that the legitimate end of the war is not the victory, but the peace in justice, namely that is the restoration lasting public order in which everything is repositioned in the right place. The affirmative answer to the question if you can give a just war is the key element that is remained a fundamental basis in catholic morality. The war can be considered lawful under certain conditions; but it is nevertheless a profound injustice, as a result of the sins of humanity against the virtue of charity. An important part of the teaching of the spanish theologian Francisco de Vitoria, was especially concerned by the problems created in Spain by the conquest and colonization of Latin America. He was considered the true founder of international law from many specialists. He put in question the conviction then widespread that indigenous not enjoyed human rights, i.e. rights brought from civilization. The dominican theologian rejected these views because he was inspired by the natural law, which must regardless of profession of the true religion which regards the guidelines toward the personal spiritual salvation. Reflecting on the thought of the spanish jesuit Suarez, we are devoting, in particular, our attention to the “jus gentium”. The expression is not related to the international relations between peoples and between nations, what happened in the evolution that subsequently took the expression. Originally the expression jus gentium was referring to some of the rules common to all peoples; in some way a natural right, which led to consider the community of nations as forming a great social community, governed by a set of rules, principles, morals, rights, and duties, according to the needs or opportunities or indications of human nature that is the work of a single Creator. This concept has opened the way to the idea of international law understood as complex rules in relations between nations. In the contemporary era the concept of just war must be considered in a different way and must take account of two considerable elements: the lawfulness of the just war should be read today in harmony and with the observance of an “jus cogens” which goes beyond the respect for the territorial integrity and political independence of a State and then the use in war of deadly weapons, even for the civilian population, which upset the reflection on just cause for a war. We believe that this has fostered a rethinking of catholic doctrine and the positions of the Pope John Paul II who undertook very on the theme of peace and war: he had shown himself absolutely contrary to the war and, again, he seemed to want to overcome the doctrine of the just war. There are those who in the catholic world believes that today it is no longer possible to speak of just war and that the war can no longer be regarded as a means of resolving disputes between States. But before humanity some questions remain.

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Sul principio di legalità nell’ordinamento canonico: profili funzionali - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Riflessioni introduttive. La crisi del principio di legalità: a) come dato oggettivo negli ordinamenti secolari - 2. (segue): b) come ipotesi ricostruttiva per l’ordinamento canonico. Il disagio strutturale della legalità dello Stato di diritto nell’esperienza giuridica ecclesiale e il declino della lex canonica come formula di comando. Ragioni di un’analisi della legalità canonica in prospettiva funzionale - 3. La costruzione dell’ordine giuridico canonico intorno alla struttura essenziale dell’idea di legalità. In particolare: lo “stare prima” del ius divinum quale causa efficiente delle funzioni della legalità canonica e della sua configurabilità come principio - 4. Gli enunciati del principio di legalità nel diritto positivo della Chiesa. Principali significati e funzioni di tali enunciati: a) la legalità canonica quale criterio organizzativo e procedurale, finalizzato a ricondurre al diritto l’esercizio del potere di governo. La compatibilità di tale criterio con gli aspetti di flessibilità e discrezionalità del sistema ecclesiale. Il conflitto fra questi aspetti e le ragioni storiche e teoriche della legalità come principio - 5. (segue): b) la legalità canonica come supremazia della legge. Significati di tale supremazia. In particolare: il principio di legalità come strumento per far sì che l’unità della Chiesa si rifletta nell’unità e coerenza del suo ordinamento - 6. L’affermazione del principio di legalità in funzione di un nuovo soggetto, il christifidelis, e dei suoi diritti. La parziale messa in ombra del volto garantista della legalità - 7. La funzione legittimante della legalità canonica - 8. Osservazioni conclusive.

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Funzione amministrativa ed uffici ecclesiastici - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. Una scelta di metodo – 2. Gli orientamenti magisteriali – 3. Il rapporto fra ministerium e officium – 4. Istituzione e costituzione degli officia – 5. La pluriforme costituzione degli officia – 6. La concretizzazione degli officia tipici dei laici e dei religiosi – 7. Sulla titolarità degli officia – 8. Un’organizzazione articolata per officia – 9. Autonomia e responsabilità nella gestione degli officia.

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La laicità dello Stato negli insegnamenti di Benedetto XVI - di Giorgio Feliciani

SOMMARIO: 1. Da Giovanni Paolo II a Benedetto XVI – 2. Il principio di laicità – 3. Laicità e libertà - 4. Le degenerazioni del principio – 5. Laicità sana e laicità positiva – 6. Chiesa e Stato – 7. Riflessioni conclusive.

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Frode alla legge o frode della legge? - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1 - “Fraus legis” e “fictio iuris” – 2. La frode della legge e la simulazione – 3. Il mendacio e la compromissione delle regole fondamentali dell’ordinamento – 4. La repressione o prevenzione di collusioni o altre frodi processuali – 5. Le illegittimità amministrative causate da “malae fraudes” e la “bona fraus” coonestata dalla suppletio Ecclesiae.

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Prova e processo matrimoniale - di Salvatore Berlingò

Forse davvero il proprio dell’uomo, di ciascun uomo, discende - come pure vorrebbero odierne ed estreme correnti di pensiero - da uno scarto prodottosi in seno alla specifica struttura ‘animale’, che a lui inerisce, da un supposto ‘errore’ nella genetica sua programmazione, che ne provoca la rivolta contro l’automatica ed assoluta simmetria di ogni ordine di riflessi condizionati, spronandolo nello sforzo incessante di svincolarsi dalla piatta brutalità dell’ignoranza, per affrontare la sfida del sapere e della conoscenza.  Quale che ne sia il motivo, un fatto è certo: la fine-struttura di quest’”animale”, per dir così, “sbagliato” lo sospinge verso un costante mettersi e mettere alla prova, anche in quella peculiare e tipica “narrazione” dell’umana vicenda, che si dispiega e, ad un tempo, si racchiude negli atti di un processo. (Continua)
 

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Diritto alla tutela giurisdizionale - di Andrea Bettetini

SOMMARIO: 1. Il diritto di azione e il diritto a un giusto processo: la garanzia generale ex can. 1476 e quella specifica di cui al can. 221 - 2 . La distinzione di funzioni nella Chiesa e l'azione riconosciuta ad un fedele leso da un atto dell'amministrazione ecclesiastica - 3. Il diritto ad un giusto processo e la protezione degli interessi violati da una sentenza passata in giudicato - 4. Il ricorso avverso atti di normazione subordinati alla legislazione universale. L'art. 158 della cost. ap. Pastor Bonus - 5. Il procedimento per i “delicta graviora” presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. Il m.p. Sacramentorum sanctitatis tutela e le sue modifiche.

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Il riformismo nell’epoca della codificazione canonica - di Gaetano Lo Castro

SOMMARIO: 1. Finalità empiriche della prima codificazione del diritto canonico del 1917: il riordino dei testi legislativi - 2. (segue) Conseguenze della codificazione: in particolare, la prevalenza della proclamazione normativa del diritto nella formazione dell’esperienza giuridica - 3. La codificazione del 1983 in funzione dell’attuazione del Concilio Vaticano II - 4. La funzione isagogica del codice e l’idea di ricondurre ad esso l’intera esperienza giuridica nella Chiesa - 5. L’intento sistematico del legislatore del 1983.

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L’interpretazione del diritto e il diritto della Chiesa - di Gaetano Lo Castro

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La conoscenza del diritto in funzione normativa della prassi - 3. Le tesi che riconducono il diritto alla coscienza dell’uomo ed alla conoscenza che egli ne abbia. Osservazioni critiche - 4. Il problema della salvaguardia dell’oggettività e dell’autonomia del diritto in relazione ai profili creativi dell’interpretazione - 5. Le tesi che cercano di contemperare l’autonomia della dimensione oggettiva della norma con l’innovatività dell’interpretazione. Osservazioni critiche - 6. La tesi della preminenza dell’oggettività della norma e della funzione meramente dichiarativa ed esplicativa dell’interpretazione - 7. L’interpretazione e il diritto nel giusnaturalismo classico. Circolarità ideale tra uomo e norma, tra diritto e sua interpretazione - 8. La codificazione e i suoi riflessi sull’interpretazione nel diritto canonico.

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La Chiesa e la laicità - di Raffaele Coppola

SOMMARIO: 1. Il metodo – 2. Il dualismo cristiano – 3. Le laicità – 4. La religione o coscienza del popolo – 5. La democrazia.

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La chiesa e il diritto (agli albori del ventunesimo secolo) - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. La Chiesa e il diritto nella realtà contemporanea - 2. Le note tipiche dell’ordinamento canonico - 3. La positività dinamica del diritto ecclesiale - 4. Un ritorno alla “Revelatio-Dispensatio Ecclesiae”? - 5. I paradigmi offerti dal “cristianesimo familiare” - 6. I codici domestici e la “capitalità” pastorale - 7. I canoni ed il “diritto vivente” della Chiesa - 8. La tradizione latina e le più recenti novità extra-codiciali - 9. Verso una nuova dinamica ordinamentale?

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La dimensione giuridica della Chiesa - di Nicola Colaianni

Notevole distanza di tempo – quarant’anni – per riflettere sui temi posti da un libro. Ma non sufficiente a creare il doveroso distacco dell’animo e l’esercizio pacato della ragione quando esso appartiene alla biografia personale e accademica di chi è chiamato a riflettere. È questo il mio caso di fronte al libro di Francesco Zanchini. Il quale è stato correlatore, insieme al prof. Renato Baccari, della mia tesi di laurea presso l’Università di Bari. Forse sono stato il primo studente laureatosi con lui, che aveva conseguito da poco la libera docenza. Era il 1969, lo stesso anno di edizione de La Chiesa come ordinamento sacramentale. Zanchini aveva seguito per mesi lo svolgimento della mia tesi su un tema vicino alla sua sensibilità (Il magistero ecclesiastico in materia politica e sue ripercussioni nel diritto dello Stato), incaricandosi di arginare un torrente di parole in capitoli e paragrafi, che provvide ad intitolare da solo. (continua)

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Il Codex Iuris Canonici e le culture - di Geraldina Boni

SOMMARIO: 1. L’inculturazione nel diritto canonico, in particolare in quello codiciale: identificazione del problema - 2. Quali le fonti di produzione di un diritto “diversamente inculturato”? - 3. Settori normativi ove maggiormente si avverte l’esigenza di un’inculturazione - 4. Esempi (apparentemente meglio) riusciti di inculturazione: il diritto missionario e il diritto liturgico - 5. Un esempio (apparentemente) malriuscito di inculturazione: il diritto matrimoniale - 6. L’Istruzione Dignitas connubii: una mancata occasione di inculturazione del diritto processuale? - 7. L’apertura a culture minoritarie: un caso significativo - 8. Prospettive interordinamentali: il rinvio al diritto secolare come forma di inculturazione; l’ingresso nello ius canonicum dei diritti di Chiese e comunità ecclesiali separate; l’apertura a culture non cristiane.

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Suppletio legis - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Il “diritto suppletorio” e le “lacune”: in genere e nell’esperienza di Chiesa - 3. L’analogia e l’equità nell’ordinamento canonico - 4. L’analogia iuris e la salus animarum - 5. Suppletio legis, positivazione e formalizzazione nel diritto della Chiesa - 6. Gli strumenti della suppletio - 7. La suppletio e le lacune “materiali” dell’ordinamento - 8. I rapporti tra analogia e interpretazione estensiva - 9. L’impiego dei generalia iuris principia - 10. I princìpi impliciti o latenti. 11. La costanza e la stabilità della prassi autoritativa - 12. La costanza e la diffusione della prassi dottrinale (oltre che autoritativa) - 13. Il ruolo della canonistica in funzione “suppletoria”.

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“Ursakrament” e “magnum sacramentum”. A quarant’anni dal volume di Francesco Zanchini di Castiglionchio ”La Chiesa come ordinamento sacramentale” - di Salvatore Berlingò

Vi è senza dubbio nella compagine ecclesiastica una progenie che risulta “da subito rapita verso Dio e verso il suo Trono” (Ap 12,5), quale segno indefettibile del permanente richiamo alla tensione escatologica propria dell’ordinamento della Chiesa. Ricorre, tuttavia, una precisa ragione, io credo, se anche questo segno della continua presenza nel tempo e nello spazio di una “regalità” trascendente viene declinato dalla Scrittura secondo le categorie e nei termini propri di un paradigma “familiare” (progenie). Con questa notazione preliminare intendo porre in evidenza quanto precorritrice e feconda sia stata l’intuizione che – secondo le stesse parole di Zanchini – “ha retto fin dall’inizio” la sua indagine, e cioè l’intuizione che ben si compendia in questo asserto: “Non potersi comprendere l’essenza della Chiesa, se non nel mistero nuziale; non potersi comprendere l’essenza del matrimonio, se non nel mistero della Chiesa”. (Continua)

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Generalia iuris principia (c. 19) - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. Un breve prologo - 2. La problematica della funzione integrativa dei princìpi - 3. La dialettica fra il dover-essere e il dover-fare nell’esperienza giuridica della Chiesa - 4. La tipicità dell’analogia iuris dei canonisti - 5. La subordinazione delle tecniche di formalizzazione alla causa hominis - 6. I generalia iuris principia e le lacune «materiali» dell’ordinamento della Chiesa - 7. Il nesso tra i princìpi e il carattere aperto e dialogico del diritto canonico - 8. La continua verifica della «generalità» dei princìpi alla stregua della ratio fundamentalis dell’ordinamento.

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Il Vaticano II: spunti di ermeneutica «altra» - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. Il Concilio: rottura o continuità? - 2. Un’ermeneutica manichea - 3. Il mutamento dei paradigmi culturali - 4. Paradigmi conciliari inattuali e correzioni: a) ex auctoritate - 5. (Segue): b) ex opinione Doctoris - 6. I principi supremi - 7. Spunti applicativi: liturgia, collegialità, laicità - 8. Spunti prospettivi: la riforma incompiuta.

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Buona fede - di Alessandro Albisetti

SOMMARIO: 1. La disciplina codiciale – 2. Profili interpretativi – 3. Prescrizione e matrimonio putativo.

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Ordinamento canonico - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. La Chiesa e l’ordinamento - 2. La tipicità dell’ordinamento canonico – 3. La positività dinamica del diritto ecclesiale – 4. L’economia canonica - 5. Il modello «familiare» e l’ordinamento dei canoni - 6. I codici domestici e la «capitalità» pastorale - 7. L’ordinamento in quanto «deductibile in praxim» - 8. La tradizione latina le codificazioni - 9. Verso una nuova dinamica ordinamentale?

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Lacuna della legge - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. La metafora delle lacune - 2. «Completezza» e «incompiutezza»- 3. I vari tipi di lacuna - 4. La dialettica fra auto- ed etero-integrazione - 5. La problematica delle lacune negli ordinamenti secolari coevi - 6. La problematica delle lacune nell’ordine giuridico della Chiesa - 7. Le specificità tipiche dell’ordinamento canonico - 8. I tratti distintivi più marcati delle lacune nelle vicende di Chiesa - 9. Le ragioni delle peculiarità canoniche - 10. Dalla «lacunosità»degli ordinamenti secolari alla «latenza» del diritto canonico.

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Teologia e diritto nel mistero della Chiesa: spunti di riflessione - di Stefano Violi

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. La precomprensione moderna del diritto e la sua conseguente inconciliabilità con la Chiesa - 3. Il rifiuto della Riforma e la risposta cattolica - 4. Impossibilità per la Chiesa di rinunciare al diritto - 5. Tentativi di un superamento della precomprensione moderna del fenomeno giuridico. Klaus Mörsdorf e la così detta “Scuola di Monaco” - 6. Il fondamento paolino del “canone” - 7. Un diritto restituito alla comunità, radicato nei suoi valori - 8. Un diritto restituito alla fede - 9. La lex come ordinatio e la visione ordinamentale del diritto - 10. Conclusioni.

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Il diritto come «cura». Suggestioni dall’esperienza canonistica - di Edoardo Dieni

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Dalla «rocca sull’onda» ai «diritti sbagliati»: la giuridicizzazione dei rapporti inter-personali come problema - 2.1. L’ «atomismo sociale» e i «diritti egoistici» - 2.2. I «diritti egoistici» nella tradizione canonistica: il caso del matrimonio - 3. Creonte e Antigone: diritto vs. morale o diritto «maschile» vs. diritto «femminile»? - 3.1. Gender Studies e modelli di genere nel diritto. - 3.1.1. Etica dei diritti ed etica della cura - 3.1.2. Dal non-diritto al diritto «altro»: categorie, tipi di ordinamento, stili «femminili» - 3.1.3. Dimostrazione vs. argomentazione, rigidità vs. flessibilità - 3.2. Il lato «femminile-materno» del diritto canonico e il diritto come «cura» – 3.2.1. «Maschile» e «femminile» nel cattolicesimo - 3.2.2. Diritto canonico, stereotipi sessuali e tipi di diritto - 3.3. L’esigenza di ricomporre la scissione - 4. Lo sfondo filosofico-politico del diritto post-moderno (radici ebraicocristiane della critica interna al liberalismo) - 5. Uno jus o potestas pro persona come categoria della «cura»? - 5.1. Cura, responsabilità, diritti: l’opportunità di ripensare le categorie giuridiche tradizionali - 5.1.1. La responsabilità verso l’altro dell’amicizia. - 5.1.2. Un diritto («debole», e della cura) dell’amicizia? - 5.2. La pista ricoeuriana della collaborazione tra amore e giustizia (e l’«economia della gratitudine») - 5.3. La pista levinasiana del visage (e la razionalità concreta dell’empatia) - 5.4. Per un’ipotesi di nuove categorie positive.

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