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Un “modello Unesco” per la gestione, in chiave economica, dei beni culturali di interesse religioso?

SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive - 2. Premesse a una ricostruzione dello statuto dei beni culturali - 3. Il passaggio da una tutela “statica” a una valorizzazione “in chiave dinamica” - 4. Inquadramento dell’attività di valorizzazione nell’ambito dei “servizi pubblici” - 5. La possibile estensione dei processi di gestione (e di valorizzazione) ideati per i beni culturali “laici” - e ispirati a criteri economici - anche ai beni culturali di interesse religioso: la necessità dell’accordo - 6. L’organizzazione di un “servizio alla cultura” ispirato a criteri di natura economica - 7. Tentativo di individuazione dei beni culturali di interesse religioso e possibile compatibilità della gestione secondo criteri economici con la natura di questi ultimi - 8. Beni culturali religiosi e “mistero” di salvezza - 9. La programmazione e la pianificazione delle attività relative ai beni culturali (di appartenenza pubblica e non) ed esempi di modelli “condivisi”.

An "UNESCO model" for the economic management of cultural heritage of religious interest?

ABSTRACT: The article is intended to verify if the "UNESCO" management model is applicable to the management of cultural heritage of religious interest, tout court, or if, otherwise, special arrangement are required. Indeed, the UNESCO one is a model not only of dualistic management, (which implies a bilateral agreement), but moreover is inspired by purely economic management criteria. The question is whether a model created for secular cultural heritage can be assumed as a management model also for cultural heritage of religious interest, whose purpose would seem to be incompatible with the characteristics of purely economic management. The author tries to give an answer identifying the common features between the two categories of heritage.

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