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Lo Stato della Città del Vaticano rifiuta le leggi italiane

La stampa quotidiana ci informa di un provvedimento vaticano, esecutivo dal 1° gennaio del 2009, per cui le leggi italiane non avrebbero più un’applicazione all’interno del territorio di quello Stato. Si tratterebbe della rinuncia ad un “rinvio di produzione normativa” per cui, quel soggetto sovrano rinuncia ad esercitare nel merito la funzione nomopoietica, esercitandola solo sul piano formale con l’assumere come regola propria la regola creata da altro ordinamento. Se si è bene inteso, ciò dipenderebbe dall’eccessiva distanza fra i contenuti della legislazione italiana ed i valori non negoziabili  della fede cattolica. Presa astrattamente, cioè senza riferimenti al contesto specifico di riferimento, la notizia non dovrebbe destare sorpresa e si manifesterebbe come perfettamente logica. (Continua)

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