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Articoli in Organizzazioni di tendenza

Modes of neutrality in the ECtHR jurisprudence related to religious matters: some critical remarks - di Alice Ollino

SUMMARY: 1. Introduction - 2. The meaning of State neutrality: some conceptual clarifications - 3. State’s neutrality vis-à-vis religious organizations: neutrality as absence of interference - 4. State’s neutrality vis-à-vis public education: neutrality as objectivity - 5. State neutrality vis-à-vis religious symbols in the public sphere: neutrality as exclusion of religion - 6. ‘Reversed’ patters of neutrality: the disruptive effect of Lautsi v. Italy - 7. Concluding remarks: decoding the patterns of State neutrality in the jurisprudence of the ECtHR.

ABSTRACT: This contribution discusses the notion of State neutrality in the jurisprudence of the European Court of Human Rights. State neutrality has become increasingly relevant in the rulings of the ECtHR concerning religious freedom, with the Court explicitly resorting to the idea that States should act as neutral and impartial organizers of religious life within their community. Yet, the conception of State neutrality developed by the Court is inconsistent and often gives rise to criticism. By exploring the Court’s main jurisprudence in the context of religious disputes, religious education in public education, and the display of religious symbols in public spaces, this contribution seeks to disentangle the different understandings of neutrality employed by the Court and to critically engage with them.

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Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. La direttiva europea 2000/78/CE e le organizzazioni di tendenza - 2. Il caso Egenberger c. Evangelisches Werk dinanzi alla Corte di giustizia - 3. La sindacabilità dei provvedimenti confessionali in materia di lavoro - 4. I controlimiti alla disapplicazione della direttiva - 5. L’obbligo giudiziario di conformazione del diritto nazionale a quello europeo - 6. Il divieto di discriminazione sul lavoro alla stregua della Carta dei diritti del cittadino europeo.

No difference of treatment on grounds of religion or belief and religious organizations

ABSTRACT: It’s the first time that the Court of Justice E.U. deals with the limits of the exemption from ban on discrimination on grounds of religion or belief in favour of organisations the ethos of which is based on religion or belief. The German law implemented softly the directive 2000/78/CE favouring that ethos, as interpreted by those organizations, and consequently limiting the judicial review merely to its plausibility. Viceversa according to the European Court the religion or belief must constitute a genuine, legitimate and justified occupational requirement, having regard to the organisation’s ethos and the proportionality principle (even though not explicitly recalled by the directive). So an exhaustive judgement allows an objective, not spiritualistic, evaluation of the occupational activities and therefore a stronger legal protection of workers under articles 10, 21 and 47 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union.

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L’impatto del nuovo Codice del Terzo settore sulla disciplina degli “enti religiosi” - di Pierluigi Consorti

SOMMARIO: 1. Gli “enti ecclesiastici” fra legge delega e decreto legislativo - 2. Questioni di nome - 3. Questioni di sostanza - 4. Gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti sono enti del Terzo settore? - 5. Cenni alla disciplina tributaria.

The impact of the new “Third Sector Code” on the regulation of “religious bodies”.

ABSTRACT: Italian Law regulates in a special way “ecclesiastical bodies”, the entities that have been recognized as “legal person” by the Law of the State according to the bilateral agreements signed in conformity with Italian Constitution. Nevertheless, these entities are regulated as well by other laws regarding their “not religious” activities, such as social assistance, education (as schools and universities), health care (as hospitals and retirement communities). On July 2017 has been adopted a new Law on the so called “Third Sector”, that impacts on the current legislation in several points. In this essay, I discuss the legitimacy of the adopted denomination of “religious bodies” instead of “ecclesiastical bodies”, that it is not a mere nominalist issue, because it changes many rules. Then I examine the practical implications related to this new legal expression, wondering if those religious/ecclesiastical bodies are “Third Sector entities”. In my opinion, the answer is negative. In the last paragraph, I address the consequences of the new “Third Sector Code” on tax aspects.

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Enti religiosi e riforma del Terzo settore: verso nuove partizioni nella disciplina degli enti religiosi - di Pierangela Floris

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Gli enti religiosi nelle leggi speciali sul non profit. Le presenze e le assenze consolidate - 3. Gli enti religiosi nella riforma del Terzo settore. Le nuove assenze - 4. Gli “enti religiosi civilmente riconosciuti”, i loro rami sociali e gli assestamenti nella disciplina degli enti religiosi.

Religious Organizations and Third Sector Reform Act: new distinctions among Religious Organizations

ABSTRACT: This essay recalls the intertwining between religious organizations and third sector organizations hitherto well-established in Italian law. Then it examines the Third Sector Reform Act recently approved in Italy, which in its turn subjects religious organizations, under certain terms, to third sector regulations. The essay focuses on the fresh distinctions introduced by the said Reform among various types of religious organizations and underlines the new, consequent discrepancies in the overall regulation of these organizations.

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Diritto concordatario versus diritto eurounitario: a chi spetta la primauté? (a margine della pronunzia della Corte di Giustizia del 27 giugno 2017, C-74/16, in tema di agevolazioni fiscali per le “attività economiche” della Chiesa) - di Angelo Licastro Antonio Ruggeri

SOMMARIO: 1. La riproposizione da parte della Corte di Giustizia dello schema collaudato dell’“assorbimento” delle forme di rilevanza del fenomeno religioso nelle regole (e nelle logiche) del libero mercato - 2. La vicenda oggetto del rinvio pregiudiziale - 3. Le valutazioni di merito operate dalla Corte - 4. Le analogie con la vicenda italiana riguardante l’esenzione ICI/IMU degli immobili degli enti ecclesiastici cattolici non esclusivamente destinati a fini di culto - 5. I riflessi della sentenza sulla fiscalità agevolata degli enti ecclesiastici prevista dall’ordinamento italiano - 6. La questione dell’incidenza di tale tipo di controversie sulla clausola di salvaguardia dello status riconosciuto dal diritto nazionale alle Confessioni religiose (art. 17 TFUE) - 7. La “copertura” costituzionale della normativa di derivazione concordataria e il principio del primato del diritto dell’Unione - 8. Struttura internamente composita dell’identità dell’Unione, in seno alla quale si dà il principio del primato del diritto eurounitario come pure quello della salvaguardia dei principi fondamentali degli ordinamenti nazionali, e necessità che, caso per caso (e con la tecnica del bilanciamento), si raggiunga e tenga fermo l’equilibrio tra gli stessi - 9. Struttura parimenti composita dell’identità costituzionale dello Stato e modi di farla valere al momento (e per effetto) dell’ingresso in ambito interno di norme di origine esterna, alla luce del bisogno di affermazione di tutti i principi fondamentali (in ispecie, di quelli espressivi della coppia assiologica fondamentale di libertà e uguaglianza) - 10. Diritto concordatario versus diritto eurounitario: conflitto reale o apparente? - 11. Il significato della decisione qui annotata al piano delle relazioni istituzionali: verso una rimessa a punto del rinvio pregiudiziale e dell’equilibrio per il suo tramite raggiungibile tra la Corte dell’Unione e il giudice nazionale?

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Brief reflections on Burwell v. Hobby Lobby, inc. (Supreme Court of the United States, June 30, 2014) from an Italian Corporate Law Scholar’s perspective - di Andrea Tina

SUMMARY: 1. Foreword - 2. The issue(s) raised by Burwell v. Hobby Lobby, inc. - 3. Burwell v. Hobby Lobby, inc. main arguments - 4. Conclusions.

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“A chiare lettere” - Transizioni • La fine della sublimazione del lucro (scuole paritarie ed enti ecclesiastici), di Nicola Colaianni - di Nicola Colaianni

La giustizia amministrativa in materia scolastica ha una storia ultradecennale d'interpretazioni, talvolta anche acrobatiche, pro domo ecclesiae: dalle sentenze di fine anni ottanta – per cassare le quali bisognò scomodare la Corte Costituzionale – sulla trasformazione del diritto degli studenti di non avvalersi dell’insegnamento di religione cattolica in obbligo di svolgimento di un’attività alternativa a quelle più recenti sull’ammissibilità di un credito scolastico riservato ai soli avvalentisi e sul carattere culturale delle visite pastorali dei vescovi alle scuole. In questi, e in altri, casi il senso “fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse” (diritto non può essere un obbligo, la scelta di non avvalersi non può avere effetti discriminanti, pastorale è la cura dei fedeli e quindi attiene alla religione e al culto non alla cultura) non ha orientato l’interpretazione della legge nuova. A orientarla è stato il, sempre più mitico a uno sguardo spassionato della più recente legislazione, criterio di specialità, ... (continua).

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Liberté syndicale (art. 11 CEDH): conflit entre le droit de fonder un syndicat et le principe d’autonomie des communautés religieuses - di Nicolas Hervieu

SOMMAIRE: 1. Introduction. L’enjeu du droit les employés cléricaux et laïcs d’une communauté religieuse de se constituer en syndicat – 2. L’applicabilité à une communauté religieuse des principes conventionnels dérivés de l’article 11 CEDH – 3. L’intensité de la protection offerte par l’article 11 dans le contexte religieux – 4. L’interdiction d’un syndicat au sein d’une communauté religieuse: une violation conventionnelle per se – 5. Conclusion.

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L’ospedale ecclesiastico: un’economia civile - di Simona Attollino

SOMMARIO: 1. Premessa: l’attualità del tema – 2. Il Welfare State e le “nuove” protezioni sociali – 3. La laicità alla prova: sussidiarietà e cooperazione – 4. L’ente ecclesiastico ospedale classificato – 5. Libertà religiosa e associazionismo.

ABSTRACT: With this essay the Author analyses the way hospitals, managed by religious organizations (from here stems the Italian notion of so-called “ecclesiastical hospitals”), act in respect to the health care system, which in Italy is informed by the principle stated in article 32 of the Constitution: this principle affirms that “the Republic safeguards health as a fundamental right of the individual as a collective interest”. In particular, the Author is able to demonstrate that the integration process concerning the ecclesiastical hospitals can be considered either a result of the principle of “Subsidiarity” (in the horizontal sense of the term) or a product of the important role that, in Italian legal system, has been traditionally recognised to the religious groups, in primis to the Catholic ones. Despite a legal context more and more secularised, in Italy religion still plays a crucial role, especially in fields related to the common wealth. In this manner, with their organizations, religious groups can help the State in affirming and protecting the constitutional “values”, including those values which were stemmed from to secular roots.

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Il “Caso Lombardi Vallauri” dinanzi alla C.e.d.u.: una riscossa della libertà nella scuola? - di Marco Croce

La decisione della II sez. della Corte europea dei diritti dell’uomo del 20 ottobre 2009 sul “Caso Lombardi Vallauri”, pur manifestando un formale ossequio rispetto all’orientamento dell’unico precedente costituzionale in materia, introduce dei forti elementi di novità in rapporto alla dialettica libertà della scuola vs. libertà nella scuola.
Il quadro interno di riferimento entro cui si colloca tale vicenda è noto: con la s.n. 195/1972, emanata a seguito del “Caso Cordero”, la Corte costituzionale sancì, forse senza ponderare adeguatamente i termini delle sue affermazioni, che “non contrasta con l’art. 33 la creazione di università libere, che possono essere confessionali o comunque ideologicamente caratterizzate” e che dall’inquadramento fra le persone giuridiche di diritto pubblico “non consegue che dell’Università Cattolica siano state attenuate l’originaria destinazione finalistica e la connessa caratterizzazione confessionale”, per poi concludere che “negandosi ad una libera università ideologicamente qualificata il potere di scegliere i suoi docenti in base ad una valutazione della loro personalità ... (Continua)

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Formazione civile e formazione religiosa: la questione delle “scuole di tendenza” e l’Islam - di Marco Parisi

SOMMARIO: 1. Dalla “scuola dello Stato” alla “scuola delle autonomie” - 2. La “difficile” parità scolastica nel sistema nazionale d’istruzione e la liceità di scuole islamiche parificate - 3. Il soddisfacimento delle esigenze dei gruppi etnico-sociali di recente insediamento nelle nuove modalità istituzionali di organizzazione dell’istruzione.

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Enti ecclesiastici – Enti delle Confessioni religiose - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. L’ente ecclesiastico – 2. L’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto - 3. Gli enti confessionali - 4. Normativa unilaterale comune e normativa di derivazione bilaterale sugli enti confessionali - 5. Enti riconosciuti dalle Confessioni - 6. Figure soggettive ‘border-line’ di enti confessionali - 7. Le attività non cultuali - 8. Il fine di religione o di culto - 9. La coerenza istituzionale dell’ente confessionale – 10. Autonomia confessionale e fine-struttura degli enti - 11. ‘Ecclesiasticità’ o ‘confessionalità’ e regime del no-profit e delle ‘imprese sociali’ - 12. Esenzioni e agevolazioni fiscali per gli enti confessionali - 13. Rapporti di lavoro e imprese di tendenza presso gli enti delle Confessioni – 14. Evoluzione della disciplina degli enti ecclesiastici e confessionali.

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Parità scolastica, educazione religiosa e scuole islamiche: problemi e prospettive - di Marco Parisi

SOMMARIO: 1. Introduzione -2. Decentramento amministrativo e funzionale, autonomia degli istituti scolastici e tutela del pluralismo culturale - 3. Il pluralismo culturale nei nuovi strumenti istituzionali - 4. Parità scolastica, scuole confessionali islamiche e rispetto degli standards statali: compatibilità ed aporie.