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Articoli in Ministri di culto

L’accesso dei ministri di culto islamici negli istituti di detenzione, tra antichi problemi e prospettive di riforma. L’esperienza del Protocollo tra Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e UCOII - di Silvia Angeletti

SOMMARIO: 1. L’Islam tra le mura del carcere: le ragioni di un intervento, gli obiettivi del Protocollo - 2. Uno spiraglio di libertà: la fede in regime di detenzione, le garanzie normative e le risposte alla diversità religiosa - 3. Mediatori o ministri di culto? Un ruolo ‘sospeso’ tra definizioni giuridiche e prassi - 4. Visitate i detenuti: La questione dell’ingresso negli istituti detentivi, criticità applicative e novità del Protocollo - 5. Conclusioni.

Granting Islamic religious ministers admission to prisons, amid long-lasting issues and reformation perspectives. The Agreement between the Prison Administration Department and the Islamic Communities Union.

ABSTRACT: As religious diversity in Italian prisons grows, accommodating prisoners’ religious needs tries legal paradigms and instruments out. In 2015 the Prison Administration Department signed an agreement with UCOII, one of the largest Islamic associations in Italy, in order to grant admission in prisons to intercultural mediators and religious ministers. This article seeks to situate the covenant in the wider context of the Italian legal protection of religious freedom in prison, highlighting three main purposes of the agreement: providing Islamic prisoners with religious assistance, enforcing rehabilitative programs and combating violent radicalization in jail. After two years the experience has shown good evidences. Nonetheless, contended issues still remain unsettled. While evaluating feasible solutions, the article advocates a legislative intervention that could assess criteria and procedures for religious ministers’ access to prisons fulfilling the principle of equality and non-discrimination.

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Osservazioni sulla proposta di legge “Norme in materia di libertà di coscienza e di religione” elaborata dal gruppo di lavoro coordinato dalla Fondazione ASTRID - di Gianfranco Macrì

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Crisi e persistenza del modello pattizio. Riscrivere la trama della libertà religiosa in Italia - 3. Una proposta “flessibile” orientata alle differenze e all’interazione - 4. I nuovi confini della libertà religiosa della persona - 5. La libertà di coscienze e di religione del minore - 6. Scuola pubblica, libertà religiosa e “nuovi spazi” di confronto per tutti: quello che serve e quello che la proposta non dice - 7. L’integrazione attraverso il lavoro - 8. Assistenza spirituale e libertà di manifestazione del pensiero - 9. Gli spazi della libertà religiosa e i “luoghi della memoria” - 10. Ministri di culto e non solo - 11. Per una libertà religiosa collettiva veramente democratica: rilievi critici - 12. La società cambia, la legge dello Stato arranca, il matrimonio “canonico” resta - 13. Intese per tutti? - 14. Quello che manca nella proposta di legge – 15. Conclusioni.

Remarks on the Bill Proposal "Norms on Freedom of Conscience and Religion" Made by the Working Group Coordinated by the Astrid Association

ABSTRACT: This contribution is a comment on the draft law on religious freedom proposed by some scholars of the ASTRID Foundation. The law is proposed in the context of a national and European political environment, which is constantly changing and evolving. This analysis is focused on some specific aspects of the proposal, by assessing their limits and their potential offers some theoretical reflections with the aim of contributing to a scholarly and intellectual debate, which should offer arguments, aimed at promoting and protecting fundamental freedoms and rights as envisaged by the Constitution.

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La libertà religiosa, i diritti delle comunità islamiche. Alcune considerazioni critiche su due progetti di legge in materia di moschee e imam - di Gianfranco Macrì

SOMMARIO: 1. Introduzione: per un pluralismo “ragionevole” di fronte ai mutamenti sociali - 2. Dalla teoria alla pratica: alcuni aspetti della “questione” islamica nelle contraddizioni politiche e giuridiche del presente - 3. Una premessa di metodo: la libertà religiosa nel modello democratico costituzionale. Aporie persistenti e spunti di riforma (ma siamo ancora agli inizi) - 4. Diritto fondamentale alla moschea vs “Registro pubblico delle moschee” - 5. Un Albo per gli imam (e altre cose) - 6. Conclusioni.

Religious Freedom and the right of Muslim communities. Some critical remarks on two recent draft laws on mosques and imams

ABSTRACT: This contribution starts from the proposal of two draft laws on Islam in Italy (one on the legal status of mosques and the other on imams), which deal with concrete issues that the country faces, taking into consideration the multicultural context of Italy. So far, the approach of the Italian political class has been quite conservative and not willing to take into account possible solutions offered by the Constitution, such as the protection of basic human rights. The solutions have been more focused on the potential lack of trust towards Muslim communities and on legal solutions not fully integrated within a wider European approach. The proposed solutions appear therefore to be more the result of ad hoc approaches, influenced by considerations of real politik, than tools fully in line with the requirements of the Constitutional protection of human rights.

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Successioni e donazioni nel diritto vaticano. Profili sostanziali e processuali - di Matteo Carnì

Sommario: 1. Introduzione - Parte prima (Profili di diritto canonico) • 2. Successioni e donazioni nel diritto della Chiesa. Note storiche - 3. Il canone 1299 del Codex Iuris Canonici del 1983. Gli atti mortis causa - 4. Il testamento dei religiosi e dei presbiteri - 5. Le formalità del diritto civile - 6. Il canone 1299 del Codex Iuris Canonici del 1983. Gli atti inter vivos - 7. Il rinvio al diritto civile previsto dal canone 1290 in materia contrattuale - Parte seconda (Profili di diritto vaticano) • 8. Successioni e donazioni nelle fonti del diritto vaticano - 9. Aspetti di diritto processuale vaticano in materia successoria - 10. Giurisprudenza vaticana in materia successoria.

Vatican inheritance and gifts law. Substantive and procedural aspects

ABSTRACT: This paper aims to clarify Vatican (substantive and procedural) inheritance and gifts law. A special attention is given to canon law, first source of the Vatican legal system. The article specially considers the leading cases of Vatican Courts (first, second and third instance) regarding to succession.

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La formazione dei ministri di culto di recente insediamento in Italia - di Federica Botti

SOMMARIO: 1. Nuovi compiti del Diritto ecclesiastico - 2. L’attività dei ministri di culto stranieri in Italia - 3. Un nuovo orientamento nelle politiche governative - 4. Un Corso di formazione e di educazione al rispetto dei valori costituzionali – 5. Caratteristiche e limiti dell’attività di formazione.

ABSTRACT: The article addresses the issue of the formation of religious ministers and members of religious communities as stakeholders and at the same time opinion leaders of migrant communities, placing this activity among the new tasks of Ecclesiastical Law. Considering the rules governing the activity of the foreign religious ministers in Italy, the government policies adopted to promote the inclusion of migrants are re-established, highlighting the new strategies adopted by the Italian Ministry of Interior to educate to an active citizenship the population of the new settlements on national territory. The article explains in detail the didactic methodologies adopted, motivates the use of interdisciplinary and a dialogic didactic to deal with the value themes subject to a training course aimed at education and respect for constitutional values. The article ends with a critical reflection on the characteristics and limits of this training activity.

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Verso la riforma dell’assistenza religiosa per i cattolici nelle Forze armate - di Luigi Mariano Guzzo

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Assistenza religiosa e comunità separate - 3. L’assistenza religiosa per i cattolici nelle Forze armate - 4. La Chiesa castrense in Italia - 5 (segue) Lo statuto canonistico dei cappellani e delle cappellanie militari - 6. Questioni aperte di laicità e sicurezza - 7. La disciplina per l’assistenza spirituale alla Polizia di Stato quale modello archetipico per un’ipotesi di riforma e la fecondità spirituale dell’Ordinariato militare in Italia - 8. (segue) Un diverso sistema di oneri per garantire l’assistenza spirituale? - 9. Conclusione: l’attualità della lezione del Priore di Barbiana.

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I ministri di culto non possono essere puniti per avere rifiutato di rivelare informazioni di natura privata apprese durante lo svolgimento dei propri doveri spirituali - di Giovanni Cavallo Valerio Borghesani

La Corte ha stabilito che un ministro di culto Testimone di Geova non può essere punito per avere rifiutato di rivelare informazioni di natura privata apprese mentre esercitava il proprio ruolo di ministro di culto. L’imputato, un ministro di culto (“anziano”) appartenente alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, viene incriminato per reticenza in quanto, citato in qualità di testimone all'udienza dibattimentale nell'ambito di un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia che vedeva coinvolta una coppia di coniugi ai quali egli aveva prestato assistenza spirituale, si rifiuta di rispondere ex art. 200 c.p.p., invocando a tale fine la rivestita qualifica di ministro di culto della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova e la stretta connessione funzionale tra l'esercizio del proprio mistero religioso e l'avvenuta conoscenza dei fatti oggetto dell'esame testimoniale. (continua)

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La chiesa cattolica e la potestà episcopale nelle chiese orientali separate - di Vittorio Parlato

SOMMARIO: 1. Il tema - 2. Monismo delle organizzazioni ecclesiastiche. Unicità dell’ordinamento canonico cattolico – 3. I dati storici; possibili aperture – 4. Le chiese ortodosse come ‘chiese sorelle’ per la successione apostolica e validità dei sacramenti in esse amministrati, la Nota della Congregazione per la Dottrina della Fede del 2000 – 5. Il riferimento alla dottrina, ai documenti conciliari, alle Dichiarazioni comuni, nonché agli impegni della gerarchia cattolica nell’azione pastorale – 6. L’ufficio episcopale; differente concezione cattolica e ortodossa – 7. Riconoscimento della gerarchia della Chiesa copta, di quella armena e di altre chiese pre-calcedoniane - 8. La possibile giustificazione e qualificazione della giurisdizione ecclesiastica ai vescovi ortodossi. L’autogoverno delle chiese particolari prive della comunione con Roma – 9. Il magistero della sacra gerarchia ortodossa – 10. Azione coordinata di magistero operata dalle Chiesa cattolica e dalle Chiese ortodosse. Le recentissime prese di posizione della tutela famiglia e dell’ambiente - 11. Qualche conclusione.

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Metodiche canonistiche a confronto - di Piero Bellini

1 - Del composito quadro problematico del quale siamo venuti discorrendo [di questa rigida e insieme versatile tematica che segna il corso della esperienza cristiana nella storia] non può non «prender atto» quel qual si sia Ricercatore che – nell’accostarsi alla dinamica ecclesiale – si adoperi di adempiere il proprio compito scientifico nei modi [culturalmente collaudati] delle indagini induttive. Dico del “prender atto” del principio di «operatività reale della idea di Dio» nel contesto comunitario venuto dispiegandosi nel tempo. Al che sarà tenuto – quel nostro Osservatore – quale il personale suo atteggiarsi verso il Trascendente: di partecipazione o reiezione, di sospensione del giudizio, di fredda indifferenza, di rispetto. Quanto gli si chiede è di calarsi – apertis oculis – nel clima ideale e culturale di quell’umano esperimento: quanto gli si chiede è di ambientarcisi, per coglierne le somme ragioni ispiratrici, e darsi con ciò conto [se gli è dato] della incidenza di questi fundamenta spiritualia sui tratti statici e dinamici dei meccanismi societari. (continua)

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La tutela della libertà religiosa nelle carceri - di Sara Igina Capasso

SOMMARIO: 1. L'assistenza spirituale negli istituti di detenzione – 2. Segue: ministri di culto, simbolismo religioso e testi sacri – 3. Il diritto a un’alimentazione “religiosamente orientata” – 4. Uno sguardo all’Europa – 5. Brevi conclusioni.

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Cappellani militari e prospettive di riforma - di Paolo Cavana

Sommario: 1. Riforma dell’assistenza spirituale nelle Forze armate e impegni pattizi - 2. L’evoluzione dei sistemi di difesa in Europa e la sua incidenza sull’assistenza spirituale: il passaggio dalla coscrizione obbligatoria a un servizio di tipo professionale - 3. L’assistenza spirituale tra modello confessionista e modello pluralista. Le ragioni del ritardo legislativo - 4. L’inquadramento dei cappellani militari all’interno delle Forze armate, tra esigenze di ammodernamento e tendenze alla smilitarizzazione - 5. Inquadramento gerarchico dei cappellani militari e tradizione storica - 6. Inquadramento militare dei cappellani, principio di laicità ed esigenze funzionali - 7. Compiti delle Forze armate, principi costituzionali e nuovo ruolo dei cappellani militari - 8. La recente valorizzazione del ruolo dei cappellani militari nel sistema di difesa NATO. Osservazioni conclusive.

Military Chaplaincy in the process of reform

ABSTRACT: This paper examines the service of spiritual assistance in the State military forces according to the Italian system of law, in the context of their current evolution given to the principles of the Constitution and the changing international situation and policy. After some preliminary remarks about the origins of the present debate, it compares the models of other countries concerning the service of military chaplains and focuses on the issue of their juridic status as commissioned officers in the Army, taking into consideration the advantages and disadvantages of this legal framework. In the end it makes some conclusive remarks about the new role of chaplains in military organizations, not only religious support but also advisor to the command on issue of religion and ethics and liaison with local religious leaders in an effort to understand the role of religion as both a factor in hostility and war and as a force for reconciliation and peace.

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Prevenire, punire, riparare: la responsabilità personale tra diritto dello Stato e diritto della Chiesa - di Maria Antonietta Foddai

SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Pluralismo della "responsabilità" – 3. Significati – 4. Williams e i materiali universali della responsabilità. – 5. "La responsabilità" e "le responsabilità". Una proposta di ridefinizione: "responsabilità-soggezione" e "responsabilità per ruolo" – 6. Responsabilità-soggezione – 7. Responsabilità per ruolo – 8. Significati di "ruolo" – 9. Il meccanismo "accettazione–riconoscimento" - 10. "Responsabilità per ruolo" e responsabilità giuridica – 11. La Chiesa “hierarchica communio” – 12. Ruoli e responsabilità tra diritto dello Stato … – 13. ... e diritto della Chiesa – 14. La responsabilità canonica tra diritto e morale – 15. Gli abusi: la giustizia che non ripara - 16. Giustizia riparativa: verso un nuovo diritto della responsabilità.

ABSTRACT: The scandal of sexual abuse of children by the Catholic clergy has focused attention on the theme of responsibility and its functions in our society. This paper explores two concepts of responsibility, distinguishing between a retrospective responsibility and a prospective responsibility. The first one corresponds to a punitive legal model adopted in our legal system. The second one is congruent to a restorative model of justice, which is emerging as a new paradigm within criminal law. This paper considers the particular conditions and forms of responsibility in canon law, in comparison with the secular legal model. The conclusion is that the responsibility in Church law is a retrospective one, focused on punishment of the offender rather than the needs of the victim.

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L’istituto della responsabilità in regime di pluralismo giuridico - di Sara Domianello

SOMMARIO: 1. La prova di sostenibilità/insostenibilità delle differenze – 2. Le indicazioni ricavabili dalla casistica emergente: a) in merito al rilievo civile da assegnare alla qualifica confessionale dell’agente – 3. Segue: b) in merito al rispetto da parte dello Stato laico della specificità del “diritto della responsabilità canonica” – 4. Breve elogio della responsabilità “dimezzata”.

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I ministri di culto delle confessioni religiose di minoranza: problematiche attuali - di Matteo Carnì

SOMMARIO : 1. I ministri di culto nell’ordinamento giuridico italiano - 2. I ministri di culto delle confessioni religiose dotate di intesa - 2.1. (segue) L’individuazione dei ministri di culto - 2.2. (segue) L’assistenza spirituale nelle strutture segreganti - 2.3. (segue) Il matrimonio celebrato dai ministri di culto - 2.4 (segue) Problematiche attinenti ai ministri di culto buddhisti – 3. I ministri di culto delle confessioni prive di intesa - 3.1. (segue) In attesa della legge di approvazione: i ministri di culto della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova - 3.2. (segue) Islam e ministri di culto - 4. Osservazioni conclusive.

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Imams and other Religious Authorities in Italy - di Francesco Alicino

SUMMARY: 1. Introduction – 2. The Relationship State-Confessions and Religious Ministers – 2.1. The “Common” Legislation of intese and the 1929 Act – 2.2. State’s Law and Religious Ministers – 3 . Imam in Italy. Is that a Religious Minister? – 3.1. The Connection State-Islamic Organizations – 3 .2. Islamic Groups as Religious Denominations – 3.3. The Bilateral Legislation – 3.4. A Possible Collaboration – 4. Conclusion.

ABSTRACT: In Italy imams are more than 800 members. As imams, they are almost all self-taught people. As citizens, most of the times they have a precarious job. During the week, they normally take care of things other than religion. They perform religious functions in their spare time. Moreover, to see them working as imams, you have to go down in some underground parking or in apartments converted into mosques, where sometimes you see minaret and other Islamic symbols, but only in either the picture or in the paintings hanging on the wall. In the end of the day, we know little or almost nothing about imams. Besides, the Italian law normally do not recognise them as religious authorities. Nevertheless, as imams they play a very important role in local Muslim communities that, under the pressing process of immigration, hold nowadays more than two millions persons. The paper will analyse the status of Islamic imams in Italy, comparing them with the status of other religious authorities (priests, rabbis, pastors ecc.). In particular, this comparative perspective will be focused on both angles: on the one hand, the research will compare the role of imams with those of religious authorities within their respective community; on the other, we will compare imams with considered the different way through which Italian law treats both imams and other religious authority . This perspective will give us a possibility to underline how both the social context and the Italian legal framework (regulating the State-religions connexions) manage religious claims.

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Il Ministro di culto nella giurisprudenza penale - di Domenico Pulitanò

Un parroco viene imputato di favoreggiamento personale (art. 378 cod. pen.) aggravato ex art. 61 n. 9 cod. pen., con l’accusa di avere cercato di dissuadere una madre dallo sporgere denuncia per un abuso sessuale in danno della figlia infradecenne,  commesso da un terzo. “Devi dire a tua figlia che la denuncia è contro la Chiesa”, è la frase attribuita all’imputato in cui si riassume la pressione morale ritenuta dall’accusa. Il GUP dichiara non luogo a procedere, escludendo la configurabilità del reato contestato (Continua)
 

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La responsabilità della gerarchia ecclesiastica nel caso degli abusi sessuali commessi dai chierici, fra diritto canonico e diritti statuali - di Pierluigi Consorti

SOMMARIO: 1. Connessioni e distinzioni tra responsabilità morale e responsabilità giuridica negli ordinamenti religiosi - 2. Responsabilità morale e responsabilità giuridica della gerarchia ecclesiastica - 3. La responsabilità giuridica della gerarchia nell’ordinamento canonico e sue conseguenze negli ordinamenti statuali - 4. La riparazione del danno ingiusto nel diritto canonico. Responsabilità della gerarchia - 5. La responsabilità penale della gerarchia nel caso di abusi sessuali commessi dai chierici - 6. Responsabilità morale, pastorale e comunionale della gerarchia nel caso di abusi sessuali commessi dai chierici.

Catholic Hierarchy Responsibility in Clerical Sexual Abuse: Between Canon Law and Civil Law

This essay aims to demonstrate moral and legal catholic hierarchy responsibility in clerical sexual abuses. Stories about child maltreatment in catholic Church dominated media worldwide. There is no longer any doubt about the need to punish the guilty, both in canon and civil law. It means that they must be punished under criminal law and they must refund victims. However there are divisions about hierarchy responsibility. Some civil courts (eg. in the USA, Canada or Spain) attributed to the diocese the obligation to pay damages. These statements are very criticized by the canonists, who contest the equivalence relationship priest-diocese as a business one. So they claim the legal irresponsibility of hierarchy. At the moment this is the position of the Italian courts.
The present essay defends the opposite view. The hierarchy has a primary moral responsibility, which obliges both to defend the  victims of the abuses committed by the clergy, both the ecclesial community from abusive priests. This moral responsibility translates into a legal one, which requires the hierarchy to refund the victims on the basis of canon law. Therefore, the civil courts may impose diocesan bishops the obligation to refund victims.

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Riappare un “déjà vu” nella giurisprudenza: la responsabilità oggettiva del vescovo per gli atti illeciti dei suoi sacerdoti - di Angelo Licastro

SOMMARIO: 1. La “novità” dell’ordinanza del Tribunale di Lecce 8 ottobre 2012 – 2. Il precedente belga – 3. Uno sguardo sulla dottrina civilistica del respondeat superior nell’esperienza americana – 4. La fattispecie esaminata dai giudici salentini e la questione della soggettività della Curia arcivescovile – 5. (segue) Il riconoscimento della responsabilità indiretta ex art. 2049 c.c. – 6. Le ragioni della non configurabilità di una posizione di responsabilità del vescovo ex art. 2049 c.c. - Appendice.

It’s “Déjà vu” in Case Law: Vicarious Liability of the Diocesan Bishopfor the Intentional Torts committed by his Priests

ABSTRACT: This Article addresses the issue of a Diocesan Curia’s liability for the intentional torts (sexual assault) committed by his parish priest. The paper takes as a starting point a recent Italian ruling that found a master-servant relationship between the Diocesan Curia and parish priest. The Court also held that a parish priest who committed a intentional tort (sexual assault), causally connected to the relationship, is acting within the scope of employment, so that the Diocesan Curia is vicariously liable. The Author suggests a comparative approach to the guidelines of Belgian and American case law on the subject of sexual abuse committed by clergy and examines the legal aspects of the topic as they are ruled by Italian law, which should lead to reject the conclusion of imputing a vicarious liability upon the Diocesan Curia.

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L’esercizio dell’attività sindacale dei ministri di culto nella Chiesa ortodossa romena - di Federica Botti

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La costituzione di organizzazioni sindacali di ministri di culto e laici appartenenti alla BOR - 3. Il riconoscimento della personalità giuridica civile al “Sindicatul Pǎstorul cel Bun”- 4. La questione davanti alla Corte EDU: la preminenza del diritto alla tutela attraverso l’azione sindacale - 5. La Corte EDU e l’esistenza di un “besoin social impérieux” - 6. La risposta della Chiesa ortodossa romena alla sentenza CEDU e l’appello alla Grand Chambre - 7. Alcune considerazioni conclusive.


The exercise of trade-union activity of ministers of religion in the Ortodox Rumenian Church

ABSTRACT: The paper analyses the decision of the EDU Court on lack of recognition of the civil corporate status to the “Sindicatul Pǎstorul cel Bun” formed by ministers of religion and laics of the BOR. This decision was appealed before the Grand Chambre of the Romenian State. In this perspective the debate around the development of the situation within the BOR in relation to what is established by the Romanian law is studied, posing the accent on ecclesiological as well as juridical aspects of the problem. Though without omitting to analyse the labor law aspect of the dispute, the A. offers elements of consideration on the connection between the decision of the EDU Court and art. 8 of the Convention on Human Rights, in relation to the protection of religious denominations autonomy and their right to auto-organization. The paper ends up with considerations on the possibility of juridical systems to impose religious denominations organizations elements of democracy, without violating the principles of autonomy, separation and secularity.

 

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Sulla responsabilità civile del giudice canonico. Profili giurisdizionali - di Beatrice Serra

SOMMARIO: 1. Una nuova questione di giurisdizione – 2. La vicenda che ha condotto al ricorso - 3. Due opposte chiavi di lettura: a) La violazione delle norme canoniche da parte del giudice ecclesiastico quale causa di un danno ingiusto ex art. 2043 c.c. Le confessioni religiose come formazioni sociali ex art. 2 Cost. e la garanzia del diritto al giusto procedimento quale limite dell’autonomia confessionale - 4. La Chiesa cattolica quale ordinamento giuridico originario e primario. Insindacabilità dell’azione del giudice canonico quale svolgimento di un potere espressione della libertà ed autonomia riconosciuta alla Chiesa nel suo ordine- 5. I principi a fondamento della decisione delle Sezioni Unite: a) Il processo canonico sulla nullità di un matrimonio concordatario è una realtà esterna ed estranea all’ordinamento statale - 6. Non ogni soggetto che svolge la funzione giudiziale canonica è ministro di culto in senso civilistico. Il sindacato statale sull’applicazione delle norme confessionali quale atto fortemente invasivo dell’autonomia confessionale. Il profilo positivo e negativo del criterio della funzionalità e il controllo del rispetto della legge penale italiana quale causa di deroga al principio di non ingerenza nell’ordine confessionale. La risoluzione del problema della “competenza delle competenze” in prospettiva canonistica - 7. Rilievi conclusivi.

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Danno e responsabilità da esercizio del ministero pastorale - di Angelo Licastro

SOMMARIO: 1. L’interesse episodico degli studi tradizionali di diritto ecclesiastico per le tematiche legate all’istituto della responsabilità – 2. Il sistema della responsabilità civile e la tipica apertura interdisciplinare della moderna disciplina del diritto ecclesiastico – 3. L’avvio della riflessione dottrinale sul danno «esistenziale» da lesione del diritto di libertà religiosa – 4. La particolare «responsabilità» dell’agire per la Confessione religiosa e la definizione della sfera tipica delle funzioni ministeriali – 5. I caratteri della responsabilità da atti illeciti connessi con l’esercizio del ministero pastorale – 6. Il caso degli abusi sessuali su minori all’interno delle istituzioni ecclesiali – 7. Gli orientamenti della giurisprudenza statunitense – 8. Gli sviluppi più recenti in ordine alla questione della proponibilità di azioni legali direttamente nei confronti (della Santa Sede e) dello Stato della Città del Vaticano – 9. I peculiari doveri di vigilanza attribuiti al Vescovo dal diritto canonico e il problema della loro rilevanza civile nell’ordinamento italiano – 10. L’inesistenza di una «posizione di garanzia» del Vescovo nei confronti delle condotte abusive dei sacerdoti – 11. L’esclusione di una responsabilità (indiretta) del Vescovo per fatto altrui – 12. Le ipotesi di responsabilità per «fatto proprio» – 13. I limiti di estensione della responsabilità all’ente ecclesiastico – 14. La responsabilità civile da inesatto adempimento delle modalità estrinseche di esercizio delle funzioni ministeriali.

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Sui contenuti di una possibile Intesa con la Chiesa Ortodossa Romena in Italia - di Federica Botti

SOMMARIO: Premessa - 1. 1. La presenza organizzata della Chiesa Ortodossa Romena in Italia - 1. 2. Sui requisiti e le procedure per la stipula delle Intese - 1.3. Lo status giuridico del clero della COR in Italia e le altre norme di garanzia - 1.3.1. Le parrocchie e gli edifici di culto.

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Sui requisiti «morali» per l’approvazione della nomina dei ministri dei «culti ammessi» (osservazioni a TAR Sicilia – Catania, Sez. II, 28 settembre 2007, n. 1505) - di Angelo Licastro

SOMMARIO: 1. Il caso, il dato normativo e i profili giuridici controversi – 2. Le condanne riportate e la dubbia sopravvivenza dei loro effetti penali – 3. Le contrapposte argomentazioni sulla discrezionalità del provvedimento – 4. La (corretta) interpretazione dei precedenti – 5. L’originaria valenza politica e i limiti della compatibilità costituzionale dell’atto – 6. I postulati fondamentali del dibattito dottrinale – 7. L’analogia con i requisiti di capacità per l’esercizio delle pubbliche funzioni – 8. La natura di atto discrezionale o vincolato – 9. I margini per una interpretazione costituzionalmente orientata della legge n. 1159 – 10. Una «speciale moralità» per il ministro di culto?

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Giurisdizione matrimoniale ecclesiastica e poteri autoritativi della magistratura italiana - di Geraldina Boni

SOMMARIO: 1. La sentenza n. 22827 del 2004 della Cassazione penale italiana - 2. Il segreto “professionale” del ministro di culto/giudice ecclesiastico - 3. Indipendenza e sovranità della Chiesa nel suo ordine e attività dei tribunali ecclesiastici in materia matrimoniale. La libertà della giurisdizione della Chiesa e la repressione dei reati da parte dello Stato - 4. Il ricorso al giudice italiano in ambito giudiziario matrimoniale canonico. Fisionomia e caratteri del processo canonico di nullità del vincolo e illeciti penali in esso perpetrabili - 5. Quali i possibili effetti delle “interferenze” della giustizia italiana sul processo canonico? - 6. Giurisdizione della Chiesa e giurisdizione dello Stato nell’ottica della reciproca collaborazione tra Stato italiano e Chiesa cattolica per la promozione dell’uomo e il bene del paese.

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Le moschee ed i ministri di culto - di Valerio Tozzi

SOMMARIO: 1. Immigrazione e religione - 2. Luoghi di culto e moschee - 3. Ministri di culto - 4. Conclusioni.

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“Morgen, Morgen! Nur nicht heute!”. Il lavoro dei religiosi secondo la legislazione tedesca - di Stefano Testa Bappenheim

SOMMARIO: Introduzione - 1. Indicazione ad alcune questioni che si possono porre relative ad aspetti tributari o di previdenza sociale - 2. Nessun legame di lavoro con i contratti di servizio - 2.1. Requisiti per l'Istituto - 3. Natura giuridica del Gestellungsvertrag - 3.1. Terminologia - 3.2. Gestellungsvertrag: costruzione illegale o contratto sui generis? - 4. Cambiamenti della giurisprudenza - 41. Giurisprudenza del Reichsfinanzhof - 4.2. Giurisprudenza del Bundesfinanzhof - 4.3. La prassi dell’autorità finanziaria - 5. Aspetti prettamente giuridici dei Gestellungsverträge - 5.1. Questioni giuridiche generali sulla costituzione aziendale relativa all’attività dei professi in un istituto estraneo all’Ordine.

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Brevi cenni introduttivi sull’istituzionalizzazione dell’Islam nella felix Austria - di Stefano Testa Bappenheim

SOMMARIO: 1. Premesse – 2. La legge del 15 luglio 1912 – 3. Il decreto attuativo del 2 maggio 1979 - 3.1. I componenti - 3.2. La persona giuridica- 3.3. Il patrimonio - 3.4. L’insegnamento della religione e l’insegnante - 3.5. Il muftì.

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Un prete colpevole di genocidio? - di Paolo Moneta

SOMMARIO: 1. La sentenza di condanna del Tribunale internazionale per il Ruanda - 2. Il conflitto etnico nel Ruanda ed il genocidio dei Tutsi. La costituzione del Tribunale internazionale - 3. L’eccidio nella chiesa di Nyange ed il comportamento del responsabile della parrocchia - 4. Inquadramento giuridico dei crimini commessi e commisurazione della pena - 5. Le perplessità suscitate dalla sentenza e l’originario impianto accusatorio contro il sacerdote - 6. La Chiesa cattolica, il Sinodo dei vescovi per l’Africa ed il cristianesimo nelle popolazioni africane.

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