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Articoli in Imposte, tasse, esenzioni, ecc.

Soggettività tributaria e tassabilità delle attività d’impresa nei luoghi religiosi - di Laura Sabrina Martucci

SOMMARIO: 1. Attività d’impresa degli enti religiosi: il contenzioso come indicatore di performance del sistema italiano delle esenzioni - 2. L’endiadi ente/attività nella giurisprudenza: un caso recente - 3. I centri culturali islamici e i Gurdwara sikh: dalla indefinibilità alle soggettività del terzo settore - 4. Segue: La particolare difficoltà di qualificazione delle attività d’impresa nei luoghi di culto islamici - 5. Attività e accesso alle agevolazioni tributarie: la non discriminazione attraverso il Codice del Terzo settore (CTS) - 6. Segue: Le APS islamiche: la positiva esperienza nel Comune di Torino rispetto alla riconoscibilità dei soggettivi passivi tributari - 7. L’autonomia imperfetta, o secondo diritto comune, degli enti delle religioni prive di intesa.

Tax subjectivity and taxability of business activities held in religious places

ABSTRACT: The activities of ecclesiastical institutions, different from those of worship and religion and carried out by entrepreneurial method and rules of the free market, are subject to ordinary taxation. Otherwise, according to our Supreme Court and the European Court of Justice, they would go against the ban of so called incompatible state aid (art. 107, § 1, TFEU), as the status that every national law acknowledges to a artificial person is irrelevant. The Islamic cultural centers, the Sikh Gurdwara are generally in a limbo with a possible discrimination in the enforcement of the regulation under art. 8 of the Constitution. This paper, however, points out a few associative models, that the ecclesiastical institutions could implement so that their religious places can enjoy at least the common exemptions.

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L’impatto del nuovo Codice del Terzo settore sulla disciplina degli “enti religiosi” - di Pierluigi Consorti

SOMMARIO: 1. Gli “enti ecclesiastici” fra legge delega e decreto legislativo - 2. Questioni di nome - 3. Questioni di sostanza - 4. Gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti sono enti del Terzo settore? - 5. Cenni alla disciplina tributaria.

The impact of the new “Third Sector Code” on the regulation of “religious bodies”.

ABSTRACT: Italian Law regulates in a special way “ecclesiastical bodies”, the entities that have been recognized as “legal person” by the Law of the State according to the bilateral agreements signed in conformity with Italian Constitution. Nevertheless, these entities are regulated as well by other laws regarding their “not religious” activities, such as social assistance, education (as schools and universities), health care (as hospitals and retirement communities). On July 2017 has been adopted a new Law on the so called “Third Sector”, that impacts on the current legislation in several points. In this essay, I discuss the legitimacy of the adopted denomination of “religious bodies” instead of “ecclesiastical bodies”, that it is not a mere nominalist issue, because it changes many rules. Then I examine the practical implications related to this new legal expression, wondering if those religious/ecclesiastical bodies are “Third Sector entities”. In my opinion, the answer is negative. In the last paragraph, I address the consequences of the new “Third Sector Code” on tax aspects.

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Diritto concordatario versus diritto eurounitario: a chi spetta la primauté? (a margine della pronunzia della Corte di Giustizia del 27 giugno 2017, C-74/16, in tema di agevolazioni fiscali per le “attività economiche” della Chiesa) - di Angelo Licastro Antonio Ruggeri

SOMMARIO: 1. La riproposizione da parte della Corte di Giustizia dello schema collaudato dell’“assorbimento” delle forme di rilevanza del fenomeno religioso nelle regole (e nelle logiche) del libero mercato - 2. La vicenda oggetto del rinvio pregiudiziale - 3. Le valutazioni di merito operate dalla Corte - 4. Le analogie con la vicenda italiana riguardante l’esenzione ICI/IMU degli immobili degli enti ecclesiastici cattolici non esclusivamente destinati a fini di culto - 5. I riflessi della sentenza sulla fiscalità agevolata degli enti ecclesiastici prevista dall’ordinamento italiano - 6. La questione dell’incidenza di tale tipo di controversie sulla clausola di salvaguardia dello status riconosciuto dal diritto nazionale alle Confessioni religiose (art. 17 TFUE) - 7. La “copertura” costituzionale della normativa di derivazione concordataria e il principio del primato del diritto dell’Unione - 8. Struttura internamente composita dell’identità dell’Unione, in seno alla quale si dà il principio del primato del diritto eurounitario come pure quello della salvaguardia dei principi fondamentali degli ordinamenti nazionali, e necessità che, caso per caso (e con la tecnica del bilanciamento), si raggiunga e tenga fermo l’equilibrio tra gli stessi - 9. Struttura parimenti composita dell’identità costituzionale dello Stato e modi di farla valere al momento (e per effetto) dell’ingresso in ambito interno di norme di origine esterna, alla luce del bisogno di affermazione di tutti i principi fondamentali (in ispecie, di quelli espressivi della coppia assiologica fondamentale di libertà e uguaglianza) - 10. Diritto concordatario versus diritto eurounitario: conflitto reale o apparente? - 11. Il significato della decisione qui annotata al piano delle relazioni istituzionali: verso una rimessa a punto del rinvio pregiudiziale e dell’equilibrio per il suo tramite raggiungibile tra la Corte dell’Unione e il giudice nazionale?

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“A chiare lettere – Transizioni” • Esenzioni fiscali a favore delle confessioni e aiuti di stato: le quattro condizioni ex art. 107, paragrafo 1, TFUE e il tetto massimo di 200.00 euro - di Giuseppe Casuscelli

Il trattamento fiscale preferenziale previsto in molti Paesi dell’Unione Europea per le confessioni religiose e per gli enti religiosi e, più in generale, il finanziamento pubblico, diretto o indiretto, di cui essi possono godere – in forza di speciali discipline concordatarie o di diritto comune - deve misurarsi con la previsione del primo comma dell’art. 107 TFUE che dispone essere “incompatibili con il mercato interno, nella misura in cui incidano sugli scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza”. L’Italia ha già sperimentato quanto spinoso sia il problema sollevato dall’interpretazione della norma con specifico riferimento al (mancato) pagamento dell’imposta comunale sugli immobili (ICI) da parte di enti ecclesiastici che svolgevano (anche) attività imprenditoriale nel settore alberghiero e in quello scolastico.

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Imu, enti ecclesiastici e aiuti di Stato: riflessioni a margine delle sentenze del Tribunale UE di primo grado, in attesa della decisione della Corte di Giustizia - di Marco Allena

Sommario: 1. Introduzione – 2. Il contesto delle decisioni del Tribunale – 3. Le sentenze del Tribunale UE – 4. Problemi giuridici non risolti a livello interno e prospettive de iure condendo.

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The law and financial transparency in churches: reconsidering the form 990 exemption - di John Montague

TABLE OF CONTENTS: Introduction - I. Legislative History A. Early Legislative History of the Information Return Requirement - The Revenue Act of 1943 - 2. The Imposition of the Unrelated Business Income Tax in 1950 - 3. Expanding the Information Return and Unrelated Business Income Tax in 1969 - B. Televangelist Scandals During the 1980s - C. Recent Legislative History of the Information Return - 1. The William Aramony Scandal and Aftermath - 2. Recent Revisions to Form -II. Increased public access to and use of FORM 990 Information Returns - III. Churches should not be exempt from filing form - A. Churches Are Especially Susceptible to Financial Abuses / - 1. Many Churches Lack Basic Forms of Oversight and Accountability, Revealing Too Much Trust in the Honesty of Religious People - 2. Churches Where Power is Concentrated in the Hands of One Leader Provide the Ideal Structure for Financial Abuse - 3. Even at Churches with More Independent Boards, Leaders Still Maintain Undue Influence - 4. The Nature of Spiritual Leadership Gives Church Pastors Extraordinary Power - 5. Hierarchical Churches also Lack Proper Financial Oversight, and Lay Members Have Little Say in Accountability - B. Churches Themselves Would Benefit from Increased Transparency and Accountability - 1. Greater Transparency May Increase Donations - 2. Requiring Transparency Would Mitigate the Inevitable Fall in Donations from Scandals at Similar Institutions -3. Financial and Other Scandals, Caused or Exacerbated by Lack of Transparency, Have the Potential to Damage the Spiritual Lives of Churchgoers - C. Many Churchgoers Would Likely Welcome More Financial Transparency - D. Financial Transparency is Consistent with the Teachings of Many Churches - E. Self-Regulation Is Insufficient to Prevent Financial Abuse - F. The Public Has a Right to Know What Happens to Taxpayer Money Funneled to Churches - IV. Constitutional Issues - A. Removing the Exemption Would Not Violate Free Exercise - B. The Current Exemption May Violate the Establishment Clause - C. Requiring Churches to File the Form 990 Would Not Be Excessively Entangling – Conclusion.

ABSTRACT: Most tax-exempt organizations are required to file the IRS Form 990, an information return that is open to the public. The Form 990 is used by watchdogs and donors to learn detailed financial information about charities. However, churches are exempt from filing the Form 990 and need not disclose any financial information to the IRS, the public, or their donors. In December 2012, the Evangelical Council for Financial Accountability recommended to Senator Charles Grassley that Congress should preserve the exemption, despite recent financial scandals at churches. nonprofits honest and efficient. Unfortunately, because churches do not have to be transparent or accountable, few of them are. Using research and insights from sociology, this Article contends that because of their opacity and the unique nature of religious authority, churches are more likely to foster and shelter malfeasance. Churchgoers are unlikely to challenge leaders because doing so can endanger their position in the religious community, making it imperative that transparency be mandated by outside authorities. Ironically, increased transparency may actually be good for churches because, as studies suggest, it is likely to increase donations and because, by minimizing opportunities for financial improprieties, it may preserve the religious experience of churchgoers. In addition, transparency is consistent with the teaching of many Christian leaders and with the expressed preferences of a large portion of churchgoers.

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La crisi economica e la reciproca collaborazione tra le Chiese e lo Stato per “il bene del Paese” - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1. I principi in gioco – 2. I trattamenti preferenziali e le situazioni di vantaggio selettivo: ICI e otto per mille – 3. Per una lettura costituzionalmente orientata delle norme pattizie - 4. Il peculiare impegno della Chiesa cattolica e dello Stato alla reciproca collaborazione … – 5. (segue) … per “il bene del Paese” – 6. Il finanziamento pubblico delle Chiese nei nuovi accordi … - 7. (segue) e le “eventuali modifiche” dell’otto per mille – 8. Le vicende delle festività religiose "concordatarie" – 9. Il pluralismo confessionale, la laicità e l’uso controllato delle azioni positive – 10. Il magistero e la “profonda liberazione della Chiesa da forme di mondanità”.

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Liberté de religion (art. 9 CEDH): droit de ne pas être contraint de révéler ses convictions religieuses et prélèvement à la source de l’impôt cultuel. L’affaire Wasmuth c. Allemagne - di Nicolas Hervieu

Avec une certaine obstination contentieuse, un salarié a régulièrement cherché, depuis 1996, à remettre en cause le système de prélèvement à la source de l’impôt cultuel tel qu’il existe en Allemagne. Dans cet Etat, en effet, les employés doivent remettre à leur employeur respectif “une carte d’impôt sur le salaire" sur  laquelle, entre autres informations, figure  “l’appartenance à une Eglise ou une société religieuse habilitée à lever l’impôt cultuel”. Si le salarié use de son droit de refuser le paiement d’un tel impôt, la mention «--» sera portée dans la case dédiée à l’appartenance religieuse. Dès lors, l’employeur ne retiendra pas sur le salaire la fraction correspondant à cet impôt et ne la transmettra pas au Trésor Public. (Continua)
 

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Enti non profit e diritto dell’Unione Europea - di Andrea Perrone

SOMMARIO: 1. Diritto dell’Unione Europea e disciplina degli enti non profit - 2. Principio di non discriminazione, libera circolazione dei capitali e disposizioni nazionali in materia di fiscalità degli enti non profit - 2.1. Alcune implicazioni sistematiche della recente giurisprudenza della Corte di Giustizia - 2.2. Le ricadute operative e le conseguenze per le confessioni religiose - 3. Agevolazioni fiscali per gli enti non profit come aiuti di Stato? - 3.1. Le conseguenze della giurisprudenza della Corte di Giustizia su una dibattuta questione italiana - 3.2. Uno spunto finale di riflessione.

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Enti e beni - di Mauro Rivella

SOMMARIO: 1. Enti e beni delle confessioni religiose … – 2. (segue) e della Chiesa cattolica – 3. La disciplina pattizia dopo l’Accordo di revisione del 1984 – 4. La prassi e il ruolo della Commissione paritetica – 5. Il raffronto con la disciplina dell’Unione europea: gli asseriti “privilegi fiscali” – 6. L’esenzione dall’imposta comunale sull’immobili – 7. La qualifica di ente non commerciale – 8. Conclusioni.

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L’incidenza del diritto comunitario sulla fiscalità degli enti e delle confessioni religiose - di Marco Miccinesi

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Agevolazioni fiscali e divieto comunitario di aiuti di Stato – 2.1. I singoli presupposti applicativi della disciplina sugli aiuti: impresa e mercato, selettività, potenziale anticoncorrenzialità - 2.2. I presupposti degli aiuti nella dimensione delle agevolazioni fiscali agli enti religiosi. - 3. Le singole agevolazioni previste dal diritto tributario italiano - 3.1. L’esenzione ICI. - 3.2. Le altre misure agevolative a favore degli enti ecclesiastici - 4. Conclusioni.

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Il diritto ecclesiastico “vivente” nella giurisprudenza della Corte di Cassazione - di Raffaele Botta

SOMMARIO: 1. Il ruolo della Corte di cassazione – 2. La giurisdizione ecclesiastica matrimoniale – 3. Le conseguenze economiche della dichiarazione di nullità di un matrimonio canonico trascritto – 4. Il filtro dell’ordine pubblico – 5. Un nuovo orientamento – 6. Le questioni processuali – 7. Trattamento tributario e rapporti di lavoro – 8. I diritti fondamentali – 9. Temi di minore impatto e bilanciamento tra diritto di libertà religiosa e diritti fondamentali.

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“Morgen, Morgen! Nur nicht heute!”. Il lavoro dei religiosi secondo la legislazione tedesca - di Stefano Testa Bappenheim

SOMMARIO: Introduzione - 1. Indicazione ad alcune questioni che si possono porre relative ad aspetti tributari o di previdenza sociale - 2. Nessun legame di lavoro con i contratti di servizio - 2.1. Requisiti per l'Istituto - 3. Natura giuridica del Gestellungsvertrag - 3.1. Terminologia - 3.2. Gestellungsvertrag: costruzione illegale o contratto sui generis? - 4. Cambiamenti della giurisprudenza - 41. Giurisprudenza del Reichsfinanzhof - 4.2. Giurisprudenza del Bundesfinanzhof - 4.3. La prassi dell’autorità finanziaria - 5. Aspetti prettamente giuridici dei Gestellungsverträge - 5.1. Questioni giuridiche generali sulla costituzione aziendale relativa all’attività dei professi in un istituto estraneo all’Ordine.

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Enti ecclesiastici – Enti delle Confessioni religiose - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. L’ente ecclesiastico – 2. L’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto - 3. Gli enti confessionali - 4. Normativa unilaterale comune e normativa di derivazione bilaterale sugli enti confessionali - 5. Enti riconosciuti dalle Confessioni - 6. Figure soggettive ‘border-line’ di enti confessionali - 7. Le attività non cultuali - 8. Il fine di religione o di culto - 9. La coerenza istituzionale dell’ente confessionale – 10. Autonomia confessionale e fine-struttura degli enti - 11. ‘Ecclesiasticità’ o ‘confessionalità’ e regime del no-profit e delle ‘imprese sociali’ - 12. Esenzioni e agevolazioni fiscali per gli enti confessionali - 13. Rapporti di lavoro e imprese di tendenza presso gli enti delle Confessioni – 14. Evoluzione della disciplina degli enti ecclesiastici e confessionali.

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