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Articoli in Diritto amministrativo canonico

Giusto processo e “amministrativizzazione” della procedura penale canonica - ​ Joaquín Llobell

Sommario: 1. Premessa - 2. L’accentramento ecclesiale della triplice potestà di governo - legislativa, amministrativa e giudiziale - nella persona del Vescovo diocesano e del Romano Pontefice - 3. La discrezionalità quale elemento tipico della potestà amministrativa - 4. I lavori del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi per la riforma del diritto sostantivo e procedurale amministrativo penale del “Codex Iuris Canonici” del 1983 - 5. L’equiparazione fra il “giusto processo” e il “processo giudiziale” è assoluta nella Chiesa? Sui “Principi” del 1967 per la riforma del “Codex Iuris Canonici” del 1917 e l’attuale annunciata riforma del diritto penale sostantivo e processuale - 6. Il diritto di difesa come mezzo per conoscere la verità e rendere giustizia: la conoscenza dell’accusa e delle prove contrarie, la possibilità di contrastarle con l’aiuto di un avvocato e l’obbligo di colui che decide di motivare il proprio provvedimento - 7. L’identità sostanziale fra colui che promuove l’azione penale e colui che decide la causa in prima istanza nella procedura penale canonica e il rispetto del diritto di difesa delle vittime, della comunità e dell’accusato. Sul Promotore di giustizia - 8. La conoscenza dei parametri del provvedimento giusto da parte di colui che deve decidere una causa e la necessità della certezza morale per la decisione di condanna in via amministrativa - 9. La frequente precaria stabilità dell’ufficio di giudice e la possibilità della delega “ad casum” come manifestazione dell’“amministrativizzazione” del sistema - 10. Il diritto al doppio grado di giurisdizione e la tutela della terzietà dell’organo predisposto per l’ultima istanza del ricorso amministrativo condizioni del giusto processo penale extragiudiziale (il Rescritto “ex audientia Sanctissimi” del 3 novembre 2014) - 11. Appendice. Cenni sull’iter di una causa sui “delicta graviora” riservati alla CDF. Verso un rafforzamento dell’indipendenza della “Feria IV” nei confronti del Congresso - 11.1. Sulla (innovativa) competenza assoluta della CDF per decidere i “delicta graviora” in “prima istanza” giudiziale e amministrativa - 11.2. Sul momento e sull’oggetto dell’obbligo dell’Autorità locale d’informare la CDF e sulle diverse possibili risposte del Dicastero - 11.3. I membri del Congresso della CDF - 11.4. I provvedimenti del Congresso sull’indagine previa dell’Autorità locale e la decisione dell’“Incaricato” del Congresso sul merito della causa - 11.5. L’iter nel processo giudiziale - 11.6. L’iter nella procedura extragiudiziale - 11.7. La competenza della “Feria IV” secondo la giurisprudenza della CDF precedente il Rescritto “ex audientia Sanctissimi”, 3 novembre 2014 - 11.8. Il nuovo Collegio, all’interno della CDF, per l’esame dei ricorsi di ecclesiastici per i “delicta graviora” creato con un Rescritto “ex audientia Sanctissimi”, 3 novembre 2014 - 11.9. Sulla competenza in via amministrativa del nuovo “Collegio” - 11.10. Sulla competenza in via giudiziale del nuovo “Collegio” - 12. Conclusioni.

The just process and the “administrativation” of the penal canonical procedure

ABSTRACT: The threefold power of governance proper to Diocesan Bishops and the Pope: legislative, judicial and administrative. Problems proposed and possible solutions. Common and distinctive elements of a just administrative and judicial procedure. Moral certitude as the prerequisite for every punitive decision. The right of access to a twofold level of jurisdiction in causes related to the common good. The impartiality of the deciding authority with respect to the parties and the authors of the challenged decisions. Equality between public and private parties. The right to know and to contradict the evidence. The “judicialization” of administrative power and the “administrativization” of judicial power. From the “matrimonialization” to the “penalization” of canonical procedure. The complexity of the equitable use of the supreme power of the Pope. From the right of a pontifical organ to call to itself a cause in first instance (judicial or aministrative) ad casum to the legislative centralization of such a competence in favor of the Roman Dicasteries, such that the Diocesan Bishop and his Tribunal are competent only when they receive such competence ad casum? The new deliberative College internal to the “Feria IV” of the Congregation for the Doctrine of the Faith

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Specificità del Diritto amministrativo canonico e “amministrazione di missione”. La ministerialità ecclesiale come fattore riqualificativo per una autonomia ontologico-disciplinare - ​ Francesco Rea

SOMMARIO: 1. Ministerialità e missionarietà del Diritto canonico - 2. La norma missionis come statuto costituzionale del Diritto canonico - 3. La communio come genus della corresponsabilità ecclesiale - 4. Trapianto da donatore non compatibile e problematiche di rigetto: non equiparabilità tra Diritto amministrativo canonico e statale - 5. Il concetto sui generis di Diritto amministrativo nella Chiesa cattolica - 6. Diversità strutturali nell’organigramma ecclesiale - 7. Il paradigma europeo come “analogatum princeps” del sistema canonico: verso un’amministrazione “di missione”.

Specificity of canonical administrative law and “mission administration”. Ecclesial ministry as a requalification marker for  ontological-disciplinary autonomy

ABSTRACT: The need to configure a correct boundary within which to draw up the structure of administrative activity in the Church responds to the urgency to avoid undue and inaccurate transposition of concepts proper to secular juridical fields in the background of Canon law. In fact, in the Church it is not possible to speak of a "public administration-entity" but of an "administration-activity". It is not so much the subject that has to be examined, in view of a claim that is not suited to the foundational (top-down) and non-consociative (bottom-up) nature of the Church; as much as the concrete activities to be carried out within it, in the ideal of a shared responsibility that does not deprive the individual faithful of juridical positions that they can claim, but directs them within correct coordinates. The faithful do not live a dimension of "homo homini lupus", to reach an individual salvific finish line where one place to be conquered excludes that one of another. On the contrary, they pursue, united under the one baptism, the implementation of the mission of Christ, also through those juridical instruments which the Church has endowed through the story, but which are to be understood in their precise peculiarities, even though a relationship can not be excluded of mutual growth with secular law. According to this paradigm, the example of European Union law can be a valid benchmark for describing the particularities of ecclesial reality in a sector as specific as that of administrative law.

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Enti della Chiesa e diritto secolare - ​ Paolo Cavana

SOMMARIO – I. Parte descrittiva: 1. Gli enti della Chiesa: varietà e distinzioni - 2. Enti ecclesiastici e ordinamenti secolari tra dimensione istituzionale e associativa - 3. La disciplina degli enti nelle due codificazioni canoniche - 4. Gli enti della Chiesa tra concordati e diritto comune - 4.1. Sistemi concordatari o di collaborazione - 4.1.1. Area tedesca - 4.1.2. Area latina - 4.2. Sistemi separatisti - 4.2.1. Area francofona - 4.2.2. Paesi di tradizione anglosassone - 4.2.3. Modelli a confronto - II. Parte ricostruttiva: - 5. Elementi di novità nel regime degli enti nel diritto secolare - 5.1. Pluralismo, libertà religiosa e laicità dello Stato - 5.2. Gruppi religiosi e appartenenza confessionale - 5.3. Crisi del sistema delle fonti - 5.4. Evoluzione del concetto di persona giuridica - 5.5. Crisi della distinzione tra enti pubblici ed enti privati - 5.6. Sviluppo del Terzo settore - 5.7. Effetti ulteriori della globalizzazione - 6. Fattori evolutivi nell’ordinamento ecclesiale ed enti ecclesiastici - 6.1. Forme organizzative e modello codificatorio - 6.2. Persone giuridiche ed enti nella Chiesa - 6.3. Modelli di amministrazione interna - 6.4. Istituti religiosi - 6.5. Riforma delle strutture ecclesiali: le diocesi e le parrocchie - 6.6. Riforma delle strutture ecclesiali e autonomia statutaria - 6.7. Attività svolte in forma commerciale e finanziarie - 7. Osservazioni conclusive.

Entities of the Church and Secular Law

ABSTRACT: This paper deals with the complex relationship between Catholic Church entities and secular law, which has always had great relevance and impact on the canonical discipline of such institutions. After some preliminary remarks about the juridical status of Church institutions in canon law across the centuries, from the ius vetus to the 1917 Codex and the current Code of Canon Law (1983), the paper compares their current regulation in secular law within the most important legal traditions in the West, emphasizing pros and cons of each legal system. In the second part, it focuses on the impact of some recent trends that emerge from the evolution of both secular and canonical legal systems and concern the regulation of Church institutions and of Church-related institutions. It then draws some conclusive remarks on the need to update their inner structure and administrative rules.

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Enti ecclesiastici cattolici e procedure concorsuali. La rilevanza del “patrimonio stabile” nella gestione della crisi - ​ Cesare Edoardo Varalda

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Le attività degli enti ecclesiastici. - 3. Il problema dell’applicabilità delle procedure concorsuali - 4. L’evoluzione della giurisprudenza domestica - 5. Il patrimonio stabile tra dato normativo e realtà giuridica - 6. Termini e garanzie di trasparenza dell’utilizzo del concetto di “patrimonio stabile”: i controlli canonici nell’ordinamento italiano - 7. Riflessioni conclusive.

Ecclesiastical institutions in financial crisis. The role of “stable patrimony”

ABSTRACT : Within the economic framework coming from the 2008 financial downturn, many ecclesiastical institutions involved in commercial activities found themselves in severe financial crises, sometimes leading them to not be able to reimburse their debts. The enforcement of a classical bankruptcy law however does not seem to be fully tailored on these ecclesiastical institutions specificities. Indeed the current Italian bankruptcy law puts the ecclesiastical institutions assets under an indiscriminate attack that can seriously affect their survival and thus to ensure the satisfaction of the "religious" needs they exist for. In such a context, given the statement of the article 7.3, Law 121/1985 which emphasizes that the common law should be applied paying particular attention to the structure and the purpose of religious institutions, the present work attempt at developing a fist reflection on a specific canon law regulatory scheme, i.e. the "stable patrimony", which aim is to guarantee and protect a minimum assets useful to the survival of the ecclesiastical organization. After a first description and analysis of the "stable patrimony" profiles in a canon law perspective, the issue will be also addressed from the relevant point of view of the Church and State relations treaties.

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Il m.p. “Quaerit semper” sulla dispensa dal matrimonio non consumato e le cause di nullità della sacra ordinazione - ​ Joaquín Llobell

SOMMARIO: 1. Oggetto di queste considerazioni. – 2. La natura di mero sostegno logistico da parte del Tribunale Apostolico della Rota Romana rispetto all’“Ufficio Amministrativo presso la Rota Romana” (UARR) e l’affidamento “ope legis” della sua presidenza al Decano della Rota. – 3. Gli organi trasferiti dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti (CCDDS) all’UARR. – 4. La competenza e la procedura dell’UARR per la dispensa “super quolibet matrimonio non consummato”: 4.1. La prevalenza dell’inconsumazione sulla natura sacramentale del matrimonio oggetto della dispensa come criterio della competenza materiale dell’UARR: la discrasia fra la terminologia “super rato” e la competenza sul matrimonio non consumato e non rato; 4.2. La natura sussidiaria dello scioglimento nei confronti della nullità del matrimonio e la competenza del Tribunale Apostolico della Rota Romana nella dispensa “super matrimonio non consummato”; 4.3. La procedura “super matrimonio non consummato” da parte dell’UARR: la natura graziosa e la tutela del diritto al rispetto della normativa stabilita; 4.4. Le condizioni per la validità della dispensa e la necessità della certezza morale. – 5. Le residue competenze procedurali della CCDDS in materia matrimoniale, fra cui le cause di separazione dei coniugi (retractatio). – 6. La doppia natura, giudiziale e amministrativa, della procedura per la dichiarazione della nullità della sacra ordinazione. L’Ufficio “amministrativo” presso la Rota Romana ha potestà giudiziale? La competenza della Congregazione per le Chiese Orientali e quella del Tribunale Apostolico della Rota Romana (aliae retractationes). – 7. Il “pellegrinaggio” dicasteriale della dispensa dagli obblighi clericali, in particolare da quello del celibato.

The Motu proprio “Quaerit semper” on the dispensation from unconsummated marriages and causes of nullity of ordination

The Motu proprio Quaerit semper (QS) has created an “Administrative Office at the Roman Rota” (UARR) enjoying a notable autonomy from the Apostolic Tribunal. In fact they are two different entities of which the second by law has the dean of the Rota as its moderator. The rest of the personnel is autonomous although the UARR uses the offices of the Rota. QS has abrogated articles 67-68 of the Apostolic Constitution Pastor bonus by putting their content into two new paragraphs added to the following art. 126. In this fashion the competence of the Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments (CCDDS) for unconsummated marriages, even non-sacramental ones, and for the nullity of ordination has been transferred to UARR. Nonetheless, the CCDDS still retains competence for different marriage procedures: the separation of the spouses, presumption of the death, etc. The author proposes that the dissolution of unconsummated marriages should be subsidiary to the declaration of the nullity of marriage, as is the case at the Roman Rota.
 

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The issue of redundant places of worship - ​ Paolo Cavana

INDEX: 1. The issue of redundant places of worship in Europe - 2. Canonical perspectives - 2.1. The regulations according to the Code of Canon Law - 2.2. General criteria for change in churches’ deployment. The Guidelines of the Episcopal Conference of Italy (CEI) about the cultural goods of the Church in Italy (1992) - 2.3. The documents of other episcopates (Germany and Switzerland) – 3. The phenomenon of churches’ desertion in some countries - 3.1. France - 3.2. Québec (Canada) - 3.3. United States of America - 4. The situation in Italy - 4.1. Ownership of the churches - 4.2. Financial aspects - 4.3. Legal protection of the destination bond - 4.4. Churches as cultural heritage - 4.5. Fiscal considerations - 4.6. The recent CEI Directive (2005) - 5. Concluding remarks.
 

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Funzione amministrativa ed uffici ecclesiastici - ​ Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. Una scelta di metodo – 2. Gli orientamenti magisteriali – 3. Il rapporto fra ministerium e officium – 4. Istituzione e costituzione degli officia – 5. La pluriforme costituzione degli officia – 6. La concretizzazione degli officia tipici dei laici e dei religiosi – 7. Sulla titolarità degli officia – 8. Un’organizzazione articolata per officia – 9. Autonomia e responsabilità nella gestione degli officia.

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La mediación y la actividad administrativa eclesiástica: su recepción por el Derecho Canónico - ​ Gloria M. Morán García

SUMARIO: 1. Premisa metodológica – 2. Presupuestos teológicos y jurídicos: justicia, caridad y mediación – 3. El episcopado y la tutela de los fieles: la mediación episcopal – 4. La canonización jurídica y la mediación en el ámbito canónico – 5- La actividad administrativa en la Iglesia Católica y la figura del Defensor del fiel – 6. Los conflictos en la comunidad católica y las vías alternativas al proceso canónico.

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Lineamenti del rinnovato processo contenzioso amministrativo ecclesiale. Commento al m.p. Antiqua ordinatione di Benedetto XVI (parte seconda) - ​ Manuel Ganarin

SOMMARIO: PARTE PRIMA: CONSIDERAZIONI PRELIMINARI – 1. “Signatura Apostolica lege propria regitur” (cost. ap. Pastor Bonus, art. 125). Il definitivo superamento delle Normae speciales e l’adeguata sistemazione della novella legislazione benedettina nell’articolato sistema delle fonti del diritto – 2. I tratti distintivi della Lex propria: in particolare, la sua ispirazione pragmatica e l’evoluzione della “nomenclatura” canonistica in materia di giustizia amministrativa – 3. La Segnatura Apostolica quale tribunal administrativum. Spunti per un’interpretazione sistematica del controverso c. 1400, § 2 CIC, conformemente all’indole definitoria della normativa codiciale ecclesiale – PARTE SECONDA: DISAMINA DELLA RATIO PROCEDENDI INTERNA AL SUPREMO FORO GIUDIZIARIO – 1. Prima fase – a) L’interposizione del ricorso entro i limiti di decadenza posti all’esercizio del diritto fondamentale al giudizio e l’eventuale concessione della remissio in terminos a favore del ricorrente – b) Contenuto, allegati e capita nullitatis dell’istanza introduttiva del giudizio – 2. La reiectio in limine dell’istanza irricevibile. Il controllo essenzialmente formale del Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura – a) La non pertinenza dell’oggetto sostanziale della domanda – b) Presupposti e condizioni del ricorso di legittimità. In particolare, la capacitas standi in iudicio e la legitimatio activa della parte ricorrente – c) L’inesistenza dell’oggetto formale del ricorso – d) La decorrenza del termine per ricorrere: il c.d. ricorso tardivo – 3. Seconda fase: le attività del Segretario conseguenti all’accettazione preliminare del ricorso – a) Premessa: l’identificazione dei soggetti del giudizio e la vexata quaestio relativa al possibile conflitto interistituzionale fra l’autorità amministrativa ecclesiastica inferiore ed il competente Dicastero della Curia Romana – b) Ricorrente, resistente, controinteressato e terzi interventori. Parti principali e parti accessorie del processo amministrativo – c) Contenzioso amministrativo e collaborazione fra istituzioni ecclesiali. L’esibizione del provvedimento impugnato e degli acta causae da parte del Dicastero resistente – d) Il votum pro rei veritate e la peculiare “bidirezionalità” delle funzioni conferite al Promotore di giustizia – 4. L’attuazione del contraddittorio processuale nell’espletamento della c.d. istruttoria “documentale” – 5. Il giudizio di ammissibilità del Prefetto in Congresso – a) La divaricazione tra impostazioni dottrinali e prassi applicativa relativamente al concetto di “manifesta infondatezza” del ricorso – b) Segue. La riformulazione, de iure condendo, della diagnosi prefettizia e della struttura “trifasica” del processo contenzioso amministrativo canonico – 6. Terza fase: dalla contestazione della lite alla decisione del Collegium iudicans – a) La summaria delibatio oralis, il c.d. supplemento d’istruttoria ed il compimento della fase decisoria – b) Gli effetti tipici del giudicato amministrativo di rigetto. L’effetto “caducatorio” della sentenza di accoglimento e la sua incidenza nel sistema delle invalidità dell’atto giuridico canonico – c) Segue. L’effetto “ripristinatorio” e l’effetto “conformativo” conseguenti all’annullamento della decisione impugnata – 7. La crisi irreversibile del processo amministrativo. Le ipotesi di litis finitio previste dal Codex iuris canonici e dalla Lex propria – a) La morte del ricorrente e la c.d. ”sopravvenuta carenza di interesse” – b) La persistente inerzia delle parti: la perenzione – c) La rinuncia all’istanza giudiziale – d) La revoca del provvedimento amministrativo – e) La composizione pacifica della controversia – 8. La sospensione giudiziale dell’esecuzione dell’atto amministrativo singolare – a) Vincolatività ed automaticità della tutela cautelare: il ricorso tantum in devolutivo ed il ricorso etiam in suspensivo – b) I presupposti giuridici e sostanziali per la concessione della misura sospensiva – c) Il procedimento incidentale: dal giudizio preliminare del Segretario alla deliberazione del Cardinale Prefetto

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Lineamenti del rinnovato processo contenzioso amministrativo ecclesiale. Commento al m.p. Antiqua ordinatione di Benedetto XVI - ​ Manuel Ganarin

SOMMARIO: PARTE PRIMA: CONSIDERAZIONI PRELIMINARI – 1. “Signatura Apostolica lege propria regitur” (cost. ap. Pastor Bonus, art. 125). Il definitivo superamento delle Normae speciales e l’adeguata sistemazione della novella legislazione benedettina nell’articolato sistema delle fonti del diritto – 2. I tratti distintivi della Lex propria: in particolare, la sua ispirazione pragmatica e l’evoluzione della “nomenclatura” canonistica in materia di giustizia amministrativa – 3. La Segnatura Apostolica quale tribunal administrativum. Spunti per un’interpretazione sistematica del controverso c. 1400, § 2 CIC, conformemente all’indole definitoria della normativa codiciale ecclesiale – PARTE SECONDA: DISAMINA DELLA RATIO PROCEDENDI INTERNA AL SUPREMO FORO GIUDIZIARIO – 1. Prima fase – a) L’interposizione del ricorso entro i limiti di decadenza posti all’esercizio del diritto fondamentale al giudizio e l’eventuale concessione della remissio in terminos a favore del ricorrente – b) Contenuto, allegati e capita nullitatis dell’istanza introduttiva del giudizio – 2. La reiectio in limine dell’istanza irricevibile. Il controllo essenzialmente formale del Segretario del Supremo Tribunale della Segnatura – a) La non pertinenza dell’oggetto sostanziale della domanda – b) Presupposti e condizioni del ricorso di legittimità. In particolare, la capacitas standi in iudicio e la legitimatio activa della parte ricorrente – c) L’inesistenza dell’oggetto formale del ricorso – d) La decorrenza del termine per ricorrere: il c.d. ricorso tardivo – 3. Seconda fase: le attività del Segretario conseguenti all’accettazione preliminare del ricorso – a) Premessa: l’identificazione dei soggetti del giudizio e la vexata quaestio relativa al possibile conflitto interistituzionale fra l’autorità amministrativa ecclesiastica inferiore ed il competente Dicastero della Curia Romana – b) Ricorrente, resistente, controinteressato e terzi interventori. Parti principali e parti accessorie del processo amministrativo – c) Contenzioso amministrativo e collaborazione fra istituzioni ecclesiali. L’esibizione del provvedimento impugnato e degli acta causae da parte del Dicastero resistente – d) Il votum pro rei veritate e la peculiare “bidirezionalità” delle funzioni conferite al Promotore di giustizia – 4. L’attuazione del contraddittorio processuale nell’espletamento della c.d. istruttoria “documentale” – 5. Il giudizio di ammissibilità del Prefetto in Congresso – a) La divaricazione tra impostazioni dottrinali e prassi applicativa relativamente al concetto di “manifesta infondatezza” del ricorso – b) Segue. La riformulazione, de iure condendo, della diagnosi prefettizia e della struttura “trifasica” del processo contenzioso amministrativo canonico – 6. Terza fase: dalla contestazione della lite alla decisione del Collegium iudicans – a) La summaria delibatio oralis, il c.d. supplemento d’istruttoria ed il compimento della fase decisoria – b) Gli effetti tipici del giudicato amministrativo di rigetto. L’effetto “caducatorio” della sentenza di accoglimento e la sua incidenza nel sistema delle invalidità dell’atto giuridico canonico – c) Segue. L’effetto “ripristinatorio” e l’effetto “conformativo” conseguenti all’annullamento della decisione impugnata – 7. La crisi irreversibile del processo amministrativo. Le ipotesi di litis finitio previste dal Codex iuris canonici e dalla Lex propria – a) La morte del ricorrente e la c.d. ”sopravvenuta carenza di interesse” – b) La persistente inerzia delle parti: la perenzione – c) La rinuncia all’istanza giudiziale – d) La revoca del provvedimento amministrativo – e) La composizione pacifica della controversia – 8. La sospensione giudiziale dell’esecuzione dell’atto amministrativo singolare – a) Vincolatività ed automaticità della tutela cautelare: il ricorso tantum in devolutivo ed il ricorso etiam in suspensivo – b) I presupposti giuridici e sostanziali per la concessione della misura sospensiva – c) Il procedimento incidentale: dal giudizio preliminare del Segretario alla deliberazione del Cardinale Prefetto

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Le unità pastorali: tipologie e valenza giuridica. Una prima analisi - ​ Alberto Fabbri

SOMMARIO: 1. Le esigenze pastorali che le hanno determinate e le prospettive per l’azione futura - 2. I diversi modelli adottati - 2.1 Le unità pastorali nell’Arcidiocesi di Torino - 2.2 L’esperienza nell’Arcidiocesi di Milano - 2.3 Il progetto della Diocesi di Cesena-Sarsina - 2.4 La Diocesi di Piacenza-Bobbio - 2.5 Il modello della Diocesi di Brescia - 2.6 La Diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro - 2.7 La Diocesi di Lodi - 3. Alcuni dati sull’adesione al modello di unità pastorale - 4. La valenza giuridica - 5. Le figure contemplate dal Codice - 6. L’analisi della realtà - 7. Un confronto delle unità pastorali con i vicariati foranei - 8. Prime conclusioni.

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La competenza di legittimità e di merito della Segnatura Apostolica secondo la Lex propria - ​ Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. Prodromi e caratteri del sistema di giustizia amministrativa ecclesiastica – 2. La varietà tridimensionale delle competenze della Segnatura e la sua «identità giustiziale» - 3. L’inconciliabilità fra lo scopo della curatela spirituale del singolo fedele e l’opposizione binaria fra legittimità e merito – 4. Oltre il limite della pura e semplice dichiarazione di illegittimità dell’atto impugnato – 5. Le pronunzie della Segnatura e l’efficacia ultimamente risolutoria delle controversie – 6. La Segnatura come giudice per l’ottemperanza delle sue stesse pronunzie – 7. La via giustiziale nell’esplicazione dei poteri sostitutori della Segnatura – 8. L’interesse del fedele al riscontro di una (eventuale) manifesta iniquitas per il tramite di un processo – 9. I caratteri indeclinabili del «giusto processo» amministrativo canonico – 10. La necessaria, adeguata motivazione delle pronunzie della Segnatura – 11. L’indispensabile confronto con l’opinione pubblica ecclesiale mediante una sistematica ed ufficiale pubblicazione delle pronunzie del Tribunale Apostolico.

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Ossimori impliciti e tautologie esplicite nella disciplina della dispensa da disparitas cultus tra cattolici e islamici - ​ Francesco La Camera

SOMMARIO: 1. Considerazioni preliminari - 2. La concessione della dispensa: i poteri dell’Ordinario – 3. La natura dell’impedimento di disparitas cultus - 4. Le promissiones prestate dai nubendi - 4.1 La dichiarazione di evitare il pericolo di abbandono della fede cattolica - 4.2 La promessa del battesimo e dell’educazione cattolica dei figli - 4.3 L’istruzione sui fini e sulle proprietà essenziali del matrimonio - 4.4 L’informazione alla parte musulmana - 5. Conclusioni e prospettive future.

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La validità degli atti giuridici - ​ Maria Fausta Maternini

SOMMARIO: 1. La validità dell’atto giuridico in ambito privato - 2. Gli atti giuridici pubblici e il procedimento amministrativo che concorre alla loro formazione - 3. Le anormalità dell’atto.

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Sospensione di potestà - ​ Maria Fausta Maternini

SOMMARIO: 1. Il concetto di potestà nella Chiesa – 2. La sospensione di potestà quale atto amministrativo - 3. … in relazione al munus santificandi - 4. … in relazione alla potestà di magistero - 5 … in relazione alla potestà di governo.

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Il ministero pastorale di governo: titolari e contenuto - ​ Salvatore Berlingò

1 - Per quanto paradossale possa sembrare, scelgo di non essere “prudente” proprio nell’accostarmi al tema dell’incontro che connette il momento prudenziale con l’atto amministrativo singolare del diritto canonico, in una prospettiva di equilibrio fra esigenze pastorali e dovere di governo. Per definizione, chi non è prudente si espone a rischi; e il rischio che ritengo di dover correre in questo caso consiste nel privilegiare, accingendomi alla ricerca dell’equilibrio suddetto, il paradigma della diligentia diligentis o boni patris familiae. (continua)