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Articoli in Corte costituzionale

La tutela dell’identità delle minoranze religiose deve potersi avvalere di “un giudice e un giudizio” (ancora sulla sentenza della Corte costituzionale n. 52 del 2016) - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1- La qualificazione giuridica è attribuzione costituzionale esclusiva del potere giudiziario - 2. La qualificazione giuridica delle confessioni religiose … - 3. (segue) e il loro diritto all’identità - 4. L’espediente del “doppio binario” - 5. L’insopprimibile garanzia della tutela giurisdizionale dei diritti è (ancora) principio supremo dell’ordinamento costituzionale - 6. Il petitum del ricorso per conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato, e l’obbligo di attenersi al thema decidendum - 7. I poteri del Governo nell’esame dell’istanza di accesso all’intesa - 8. Le improvvide conseguenze dell’avere ritenuto il diniego governativo “atto politico”: dal “pluralismo aperto” al “pluralismo discrezionalmente regolamentato”.

For the protection of their identity, religious minorities should have “a judge and a judgment” at their disposal (again on the judgment of the Constitutional Court no. 52 of 2016)

ABSTRACT: The article links the theme of the legal qualification of an association that calls itself a “religious confession” in order to have relationships with the State, according to the provisions laid down in the third paragraph of art. 8 of the Constitution, with the theme of the right of religious minorities to have an identity. It intends to prove that the document that the government issues in order to deny such a qualification is not a “political action” exempt from the control of the judicial authority, contrary to ruling no. 52 of 2016 of the Constitutional Court. The identity of religious minorities is protected by the guarantees offered by art. 24 of the Constitution, from which the Constitutional Court draws the supreme principle of jurisdictional protection of rights, the foundation of any democratic system, that guarantees to all, for any dispute, “a judge and a judgment”.

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I delitti contro il sentimento religioso: tra incriminazione dell’opinione e tutela della libertà di manifestazione del pensiero - di Fabio Basile

SOMMARIO: 1. Premessa: il vilipendio quale “reato d’opinione” - 2. L’evoluzione dei delitti contro il sentimento religioso - 3. (segue): la riforma del 2006 - 4. La sentenza della Corte costituzionale n. 188 del 1975 - 5. L’esercizio del diritto di libera manifestazione del pensiero quale causa di giustificazione (art. 51 c.p.) - 6. Le più recenti applicazioni della giurisprudenza di legittimità - 7. Chiusa.

Are the crimes against religious sentiment compatible with the exercise of freedom of expression?

ABSTRACT: The crimes against religious sentiment, provided by the Italian Criminal Code, are mainly framed as “crimes of opinion”. Therefore, it should be ascertained whether and how those crimes are compatible with the exercise of freedom of expression, guaranteed as a fundamental right by Art. 21 of the Italian Constitution. The paper provides an overview of the jurisprudence – of ordinary courts and the Constitutional Court – and of the legislative evolution since 1930s about the crimes against religious sentiment.

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Una “nuova stagione” per l’atto politico? Alcune riflessioni tra teoria e prassi costituzionale - di Paolo Zicchittu

SOMMARIO: 1. Il “ritorno” dell’atto politico: la stipulazione delle intese con le confessioni religiose - 2. Le origini dell’atto politico tra acte de gouvernement, act of State, political question e acto de gobierno - 3. Gli sviluppi dell’istituto nell’Italia liberale - 4. L’atto politico alla prova della Costituzione - 5. Il ruolo del giudice delle leggi: alcuni casi paradigmatici - 6. Un consuntivo della giurisprudenza costituzionale in tema di atto politico: l’atto di governo come tecnica di giudizio.

Is there a “new era” for the act of State in Italy? Some remarks between constitutional theory and practice

ABSTRACT: The act of State in the Italian legal system seems now to be heading for a kind of “second drawing”. Starting from the recent judgment n. 52/2016, adopted by the Italian constitutional Court with reference to the agreement between Government and the so-called UAAR, the essay scrutinises the evolution of the act of State in Italy compared to the principles of the constitutional “rule of law”. The analysis deals with both theory and practice, focusing in particular on the approach adopted by the Italian constitutional jurisprudence in order to address political questions.

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Le unioni civili fra Giudice e Legislatore - di Vincenzo Cocozza

SOMMARIO: 1. La posizione del giudice ordinario. – 2. Le decisioni della Corte costituzionale. – 3. Il "pregresso vissuto" e le sollecitazioni al legislatore del giudice costituzionale e della Corte di Cassazione. – 4. L'intervento del legislatore "messo in mora".

The civil unions between judicial and legislative power

The essay traces the stages of the dialogue between judges and legislator that led to the approval of the law n. 76/2016. In particular, the essay emphasizes the relevance of the role of the ordinary judges who, understanding the importance of the right to a steady union for homosexual couples, have then appointed the Constitutional Court to solve this delicate problem. With two decisive rulings, the Court has laid out the way for the intervention of the legislator.

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Intendersi sulle intese - di Fulvia Abbondante Salvatore Prisco

SOMMARIO: 1. Premessa: la richiesta di intesa con lo Stato dell’Unione degli Atei, Agnostici e Razionalisti - 2. Le tappe successive di una emblematica vicenda giudiziaria - 3. L’eticizzazione del diritto tra riconoscimento costituzionale dei “valori”, sviluppi della tecnologia, circolazione transnazionale dei diritti e ruolo supplente della giurisprudenza - 4. Dalle religioni tradizionali ai “nuovi culti”: un breve panorama socio-culturale del fenomeno e dei suoi riflessi giuridici - 5. Le confessioni religiose tra politica e diritto: un approccio problematico al caso italiano - 6. Politica e giurisdizione nelle intese di cui all’art. 8, terzo comma, e in quelle di cui all’art. 116, terzo comma, della Carta costituzionale.

The agreements with State of organized religious groups as juridical problem

The paper, starting from the recent decision of Italian Constitutional Court no 52/2016 which denies the obligation of the Government to begin a negotiation with an atheistic group which wanted to reach an agreement with state according to art. 8, 3, of the Italian Constitution, examines the Italian Constitutional jurisprudence and doctrinal debate about the definition of organized religious group and about the political nature of the governmental power in starting agreement with the State.

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Oltre il confine stabilito. Teoria e funzionamento dei “controlimiti” - di Simone Risoli

SOMMARIO: 1. I controlimiti: osservazioni introduttive - 2. Controlimiti nella giurisprudenza della Corte costituzionale italiana: le norme europee - 3. (segue): controlimiti e norme concordatarie - 4. (segue): controlimiti e norme internazionali pattizie ex art. 11 Cost. - 5. Norme internazionali generalmente riconosciute: adattamento automatico al diritto internazionale e funzionamento dei controlimiti - 6. La giurisprudenza dei controlimiti internazionali - 7. La sentenza n. 238 del 2014 e la tutela dei diritti inalienabili della persona contro i crimini di guerra: motivi di una decisione - 8. Profili processuali delle pronunce del 2014-2015. Chi applica i controlimiti e su che cosa si svolge il giudizio? - 9. L’inesistenza delle norme contrarie a principii supremi e l’applicazione dei controlimiti - 10. Conclusioni: dalle pronunce del 2014-2015 a un ripensamento del funzionamento dei controlimiti in generale?

ABSTRACT: The essay analyses the doctrine of “controlimiti”, theorized by the Italian Constitutional Court in order to garantee the infringed fundamental rights and principles. Firstly, they will be recalled the main decisions concerning the limits to the European, concordatory and international law. Secondly, they will be analysed the decisions adopted in 2014 and in 2015, relating to the customary international law. According to these last decisions, the Constitutional Court seems to stress a different modus operandi of the controlimiti doctrine. In fact, when the Italian Court declares the contrast between corcordotary or European law and constitutional fundamental principles, the external rules are “eliminated” by declaring the invalidity of the internal rules, which reproduces the European or concordatory law. Instead, in 2014-2015 the Constitutional Court decides to declare the inexistence of the rules, which infringe the fundamental principles. Therefore, the essay will propose another possible way to reconstruct the controlimiti modus operandi, which is to consider that the Constitutional Court disapplies the rules, as they conflict with fundamental principles.

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Libertà di culto, uguaglianza e competenze regionali nuovamente al cospetto della Corte Costituzionale: la sentenza n. 67 del 2017 - di Francesca Oliosi

SOMMARIO: 1. “L'islam. Dal pregiudizio ai diritti”, ossia dove, come e perché il pregiudizio diventa diritto - 2. La nuova legge regionale del Veneto e il ricorso del Governo - 3. Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? La sentenza n. 67 del 2017 della Corte costituzionale. Prime riflessioni su un guerra in corso.

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Una disciplina-quadro delle libertà di religione: perché, oggi più di prima, urge “provare e riprovare” a mettere al sicuro la pace religiosa - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1. “Provare e riprovare” - 2. Le ragioni dell’odierna urgenza. I quattro macro fenomeni: sicurezza, crisi economica, migrazioni e populismi - 3. Di alcuni effetti dei macro fenomeni - 4. Avanzando verso la disuguaglianza graduata. Selezione degli interlocutori, margine d’apprezzamento, e limiti della “democrazia costituzionale” - 5. Le scelte di Astrid, e alcuni punti fermi - 6. Una considerazione ancora.

A Framework of Freedom of Religion: for today, it urges "to try and try again" to secure religious peace
ABSTRACT: This article analyzes the theme of the continuing lack of a law on religious freedom in Italy, despite the fact that seventy years have passed since the Republican Constitution was approved. According to the Author, the combination of four macro-phenomena (security, economic crisis, immigration, populism) nowadays urges the Italian Parliament to start debating how to implement the rights guaranteed under art. 19 Cost. - irrespective of the nationality of the person - and to regulate the procedures for reaching the agreements provided for in the third paragraph of art. 8 Cost. using the well-articulated bill proposed by the Astrid study group. The Author, finally, identifies a number of firm points necessary in his view to ensure respect for religious pluralism, secularism of the state and “religious peace”.

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Le nuove leggi regionali ‘antimoschee’ - di Natascia Marchei

SOMMARIO: 1. L’edilizia di culto nella giurisprudenza costituzionale: i principi ispiratori della materia in assenza di una ‘legge quadro’ del legislatore statale - 2. Le leggi regionali ‘antimoschee’ davanti alla Corte costituzionale: l’applicazione dei principi - 3. Il cambio di destinazione d’uso e la definizione di ‘luogo di culto’ - 4. Brevi cenni sulla vicenda della ‘moschea’ a Milano.

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Islam e costituzionalismo - di Nicola Fiorita Donatella Loprieno

SOMMARIO: 1. Una breve premessa - 2. La “strategia” del Giudice delle leggi - 3. La strategia del “binario speciale” - 4. La strategia leghista del “razzismo istituzionale” - 5. Il ritorno alle Intese (ovvero la strategia dalemiana) - 6. Le questioni aperte - 6.1. Intesa no, però … - 6.2. Intesa si, però… - 6.3. Quali i possibili contenuti di una Intesa? - 6.4. E in attesa dell’Intesa? - 7. Meno Regioni più Stato, meno cooperazione più partecipazione?

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Principio pattizio e garanzia dell’eguaglianza tra le confessioni religiose: il punto di vista della Consulta nella sentenza n. 52 del 2016 - di Marco Parisi

Sommario: 1. Introduzione - 2. L’attuazione del principio pattizio tra esigenze politiche del Governo e tutela giurisdizionale dei diritti - 3. Diniego di avvio delle trattative, qualificazione religiosa dei soggetti istanti e uguale libertà: i nodi problematici e le soluzioni.

ABSTRACT: The judgment no. 52/16 of the Constitutional Court has related to a conflict of powers between branches of State, in particular between the Council of Ministers and the Supreme Court, canceling the judgment of the Supreme Court (judgment no. 16305, June 28, 2013) with which it was established the syndicatability to the courts of the government resolution which had been denied to the Union of Atheists and Rationalist Agnostics the opening of negotiations for the signing of the agreement, in accordance with Article 8, third paragraph, of the Constitution. In reaching that conclusion, the Constitutional Court considered necessary some considerations relating to the nature and the meaning that, in our constitutional system, assume the agreement for the regulation of relations between the state and the non-Catholic religious denominations. At the same time, the Judge of the Laws has also been called upon to interpret the first paragraph of Article 8, which, in stating that all religions are equally free before the law, exclude that the State can foster the expansion of a religious group compared to the others.

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La garanzia dell’«intesa» nell’art. 8 Cost., terzo comma - di Vincenzo Cocozza

SOMMARIO: 1. Alcuni significativi interventi dei Giudici sul procedimento previsto dall'art. 8, terzo comma, Cost. - 2. La sentenza della Corte costituzionale 10 marzo 2016, n. 52 - 3. Le motivazioni a sostegno di differenti conclusioni - 4. Intesa, libertà, eguaglianza fra confessioni.

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Carta bianca al Governo sulle intese con le confessioni religiose (ma qualcosa non torna) - di Giovanni Di Cosimo

SOMMARIO: 1. Prassi – 2. Intese, eguale libertà, diritto di autorganizzazione – 3. Responsabilità politica – 4. Limiti legislativi e costituzionali – 5. Rapporti politici – 6. Zona franca.

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Le intese tra conferme e ritocchi della Consulta e prospettive per il futuro - di Pierangela Floris

SOMMARIO: 1. Introduzione – 2. Uguale libertà e intese – 3. Il riconoscimento di una confessione tra accertamento in via incidentale e in via principale – 4. L’avvio del procedimento d’intesa e la discrezionalità politica.

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La Corte costituzionale torna protagonista dei processi di transizione della politica ecclesiastica italiana? - di Angelo Licastro

SOMMARIO: 1. Due sentenze che rompono un silenzio durato un decennio – 2. La portata del principio affermato dalla sentenza n. 52 del 2016: dal riconoscimento del “diritto a negoziare” l’intesa alla (ribadita) insindacabilità dell’atto di avvio delle trattative – 3. Le ragioni poste a base della decisione della Corte – 4. La libertà di culto di fronte alla rinnovata attenzione per le esigenze di “sicurezza” della collettività nella sentenza 63 del 2016 – 5. “Eguale libertà” vs “libertà diversamente graduata” – 6. I riflessi della pronunzia n. 52 del 2016 sul problema della qualificazione del gruppo come “confessione religiosa” – 7. Le oscillazioni della Corte in tema di “laicità” e le criticità emergenti del diritto ecclesiastico italiano.

The Constitutional Court once again the leading character of the transition processes of the Italian ecclesiastical politics?

ABSTRACT: The present essay analyses the impact of the 2016 Constitutional Court judgements n. 52 and n. 63 on the very “identity”of Italian Ecclesiastical Law, which is characterized by the principles of secularism, equal freedom of religious denominations and by a system of agreements aimed at regulating the specifities of the different religious groups. According to the Author, because of the inactivity of the Legislator, the Constitutional Court is compelled to play a substitute role in searching a satisfactory balance between all these elements and the very settlement of some basic trends in Ecclesiastical Law, as such a subject has to face increasingly new challenges and emerging problems in the management of the religious factor.

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Un passo indietro sul fronte dei diritti di libertà e di eguaglianza in materia religiosa [?] - di Sergio Lariccia

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La corte ritiene ammissibile l’intervento, nel giudizio costituzionale, dell’associazione privata degli atei e degli agnostici razionalisti. Funzione e importanza dei gruppi sociali organizzati per l’affermazione dei diritti verso e contro le religioni – 3. L’uaar può essere considerata una confessione religiosa? – 4. Non è ammesso un controllo giurisdizionale sulle decisioni del consiglio dei ministri riguardanti l’avvio delle trattative per la stipulazione di eventuali intese tra una confessione religiosa e lo Stato. Ma “ci sarà pure un giudice a Berlino!” – 5. Potere politico, potere amministrativo e potere giurisdizionale in tema di diritti dei gruppi religiosi in Italia – 6. Ragioni della politica e ragioni del diritto: una scelta metodologica . Dubbi, nella fattispecie, sul ruolo del parlamento come organo di garanzia che esercita il controllo sul governo – 7. 2 aprile 1966: il ricordo di una giornata particolare di cinquant’anni fa.

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La nuova legge regionale lombarda sull’edilizia di culto: di male in peggio - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1. Alla Corte! – 2. L’orientamento di politica ecclesiastica della Regione Lombardia nella più recente legislazione - 3. Un caso di abuso dell’autonomia regionale – 4. Le disposizioni della legge n. 20 del 1992 in materia di edifici di culto e il vaglio della Corte costituzionale - 5. Il fattore religioso nello Statuto regionale lombardo del 2008 - 6. Le molteplici violazioni della Carta costituzionale - 7. La necessità di sospendere la legge regionale.

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Brevi riflessioni in tema di procreazione medicalmente assistita a partire dalla sentenza n. 162 del 2014 della Corte costituzionale - di Cristina Dalla Villa

SOMMARIO: 1. La fine del divieto di fecondazione eterologa in Italia – 2. Dignità umana e tradizione dottrinale in ordine alla procreazione – 3. La logica della donazione nel Magistero della Chiesa – 4. Duttilità disciplinare e opportune cautele: le tematiche aperte dalla Consulta.

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Il rapporto tra laicità e neutralità: una questione concettuale? - di Corrado Del Bò

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Su alcuni equivoci nel dibattito italiano sulla laicità - 3. Laicità e neutralità: un rapporto complicato - 4. La laicità della Corte costituzionale - 5. Conclusioni.

ABSTRACT: This article, which is the chapter five of the book La neutralità necessaria. Liberalismo e religione nell’età del pluralismo (ETS, 2014), tries to identify what is the link between the idea of neutrality and secularism, suggesting that this link depends on the various possible interpretations of neutrality. Moreover, it is argued that we should avoid to reduce the issue to a nominal disputation about the meaning of the words and move our attention to the more fundamental problem about the relationship between politics and religion in a secular State.

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L’impercettibile confine a quasi venticinque anni dalla sentenza n. 203 del 1989 della Corte costituzionale - di Angela Patrizia Tavani

SOMMARIO: 1. La posizione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – 2. Laicismo e anticlericalismo – 3. Un’auspicabile prospettiva circa la laicità.

ABSTRACT: An event that has sparked discussions on neutrality and assumed centrality in the debate on the public dimension of the religious factor is related to the non-participation of Benedict XVI at the inauguration of the academic year at the University of Rome "La Sapienza", scheduled for January 17, 2008. In its judgment no. 203/1989, the Constitutional Court stated that neutrality "does not imply indifference to religion but the state guarantee for the protection of freedom of religion, under the religious and cultural pluralism." The debate on the issue of the University "La Sapienza" has fueled confusion about the meaning of the word to make the invisible boundary between neutrality, laicism and anti-clericalism. Decisive contribution to the construction of some carefully sentinels, among which there are those who have authoritatively explained that neutrality is to be understood: "... not as an attitude of estrangement, indifference or hostility of the state and its elites, with respect to the religious consciousness of the people, under the confessional pluralism, atheism is not excluded, but the protection of the equal freedom of all faiths (...) The true neutrality and the true faith are made to compete fairly in the conduct man to the full meaning of the days that are given to live".

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Giurisprudenza costituzionale e diritto ecclesiastico nei primi anni duemila - di Alessandro Albisetti

SOMMARIO: 1. I problemi – 2. Le prospettive.

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Il post-confessionismo nella tutela penale dei culti - di Fabrizio Minutoli

SOMMARIO: 1. Politica criminale e politica ecclesiastica: l’approssimativa ricerca di un “disegno” perduto – 2. Una tutela penale individuale, istituzionale o diffusa? Il problema della “selezione” tra tentazioni omologanti e integrazioni possibili - 3. Sulle deviazioni dal modello di laicità come tecnica di gestione arbitrale, assiologicamente ispirata, del pluralismo.

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Alcuni problemi della laicità in versione italiana - di Stefano Sicardi

SOMMARIO: 1. Premessa: le molteplici accezioni e dimensioni della laicità - 2. La laicità in Italia: un difficile percorso - 3. L’affermarsi della laicità in versione italiana. La giurisprudenza della Corte Costituzionale - 4. Laicità e giudici comuni (ordinari e soprattutto amministrativi): un prevalente allontanarsi dalla giurisprudenza, pur molto articolata, della Corte Costituzionale - 5. Dal “principio supremo” alle scelte del legislatore: lo svaporare della laicità (insegnanti di religione, IRC, ICI, Otto per Mille e altro ancora) - 6. La laicità in versione italiana di fronte tanto a tradizionali interrogativi, quanto a questioni derivanti dalla nuova realtà multireligiosa e multiculturale - 7. La laicità oggi in Italia: verso dove?

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L’évolution de la protection de la liberté de conscience en Italie à travers la jurisprudence de la Cour constitutionnelle - di Christine Pauti

SOMMAIRE: 1. Introduction – 2- La jurisprudence des années 1960: reflet de l’empreinte confessionnelle de la société italienne – 3. Vers une application effective de la Constitution par une égalisation de la protection des différents cultes dans la jurisprudence des années 1970-1980 – 4. Le renforcement de la liberté de conscience à la lumière du principe de laïcité à partir des années 1990 – 5. Conclusion.

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Soft law e sistema delle fonti del diritto ecclesiastico italiano - di Fortunato Freni

SOMMARIO: 1. La globalizzazione ed i conflitti di identità - 2. La unilateralità confessionale - 3. La unilateralità statale - 4. La bilateralità necessaria - 5. La definitività provvisoria di una specifica transazione - 6. La parlamentarizzazione - 7. Gli accordi derivati - 8. L’obiezione di coscienza - 9. La rilevanza ultranazionale dei diritti umani - 10. La giurisprudenza costituzionale - 11. I recenti contributi ad una moderna nozione di positività del diritto - 12. Il diritto ecclesiastico come strumento per l’intercultura.

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“A chiare lettere” - Editoriali • Il diritto alla moschea, lo Statuto lombardo e le politiche comunali: le incognite del federalismo (di g.c.) - di Giuseppe Casuscelli

SOMMARIO: 1. Evidenze preliminari - 2. La cronaca d’agosto – 3. La normativa “locale” e la giurisprudenza della Corte costituzionale – 4. La prassi amministrativa - 5. Le incognite e i rischi del federalismo.
 

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Principi supremi dell’ordinamento e articolo 9 della Costituzione - di Alessandro Albisetti

Laicità dello Stato: da concetto ideologico a principio giuridico - di Paolo Cavana

SOMMARIO: 1. Le origini. Laicità dello Stato e cristianesimo - 2. L’ideologia dello Stato laico nella crisi dello spirito europeo - 3. L’affermazione del regime di laicità in Francia - 4. L’evoluzione del principio di laicità nell’esperienza francese - 5. La laicità dello Stato nell’esperienza italiana. I dibattiti in Assemblea costituente - 6. Il principio di laicità dello Stato nella giurisprudenza costituzionale - 7. Le nuove sfide alla laicità dello Stato.

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Osservazioni a margine dell’IRC: la la valutabilità dell’insegnamento di“attività alternativa” al vaglio dei giudici amministrativi - di Matteo Gattaponi

SOMMARIO: 1. La fattispecie - 2. La valutabilità a fini concorsuali dell’ IRC e della ”attività alternativa”, nella giurisprudenza del Consiglio di Stato e della Corte costituzionale - 3. ”Attività alternativa” e dintorni, tra silenzi del legislatore, disciplina amministrativa e orientamenti del giudice - 4. Le conclusioni del TAR Lazio e del Consiglio di Stato sul caso di specie - 5. Alcune considerazioni finali.

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Simbolismo religioso e nuove prospettive per lo studio del diritto ecclesiastico dello Stato - di Raffaele Coppola

SOMMARIO: 1. L'occasione – 2. I suggerimenti – 3. Le prospettive in senso proprio.

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La fine del confessionismo e la laicità dello Stato. Il ruolo della Corte costituzionale e della dottrina - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. Il ruolo della Corte costituzionale – 2. Il ruolo della dottrina – 3. La lettura sistematica della giurisprudenza costituzionale – 4. La sentenza n. 203/89: la facoltatività soggettiva dell’insegnamento di religione cattolica – 5. Ascesa e declino del richiamo ad un principio supremo – 6. Il risarcimento della rottura costituzionale operata dall’art. 7 – 7. La laicità come valore e come principio – 8. Principî e regole: una digressione – 9. La laicità come principio di diritto positivo – 10. La sentenza da manuale sulla laicità: la n. 334/96 – 11. Il divieto di strumentalizzazione statale della religione – 12. Il divieto di strumentalizzazione ecclesiastica del diritto statale – 13. Principio di laicità e “principî non negoziabili” – 14. La laicità pluralista implementata dalla giurisprudenza costituzionale.

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La tutela penale della religione fra la Carta e la Corte - di Giuseppe Leziroli

La disastrosa partecipazione dell'Italia alla seconda guerra mondiale, ha posto termine a due fatti istituzionali particolarmente importanti: la fine del fascismo e la fine della monarchia. Ovvero dei due capisaldi sui quali si fondava il rapporto fra Stato e Chiesa cattolica in Italia. Una ulteriore conseguenza fu costituita dalla abrogazione dello Statuto, nato con la monarchia sabauda e terminato con la sua fine allorquando, in seguito al referendum istituzionale, il popolo italiano, posto di fronte alla alternativa di scegliere fra monarchia e repubblica, scelse, come è noto, la forma repubblicana. E con la forma repubblicana prese vita anche una nuova Carta costituzionale destinata a porre le basi del nuovo stato democratico e a costruire un nuovo modello di convivenza civile. Il nuovo stato sorto sulle rovine del precedente, fondato come si è detto su una nuova forma istituzionale e su una nuova carta costituzionale, avrebbe dovuto, a completamento necessario, innovare profondamente anche in materia di codici e in materia di rapporti fra stato e fenomeno religioso. (Continua)
 

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L’evoluzione del diritto ecclesiastico nella giurisprudenza della Corte costituzionale - di Enrico Vitali

SOMMARIO: 1. Tre grandi periodi – 2. L’ultimo triennio – 3. Verso un punto di equilibrio.

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Poteri pubblici e laicità delle istituzioni: i giudici - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. A Sergio Lariccia - 2. Come eravamo - 3. Gli anni ’50 e ’60: la notte fonda della laicità come eguaglianza - 4. La svolta divorzista: la laicità come distinzione degli ordini - 5. Il regressus degli anni ’70 - 6. In vista della revisione concordataria degli anni ’80 – 7. La risalita degli anni ’90: la laicità come non confessionalità - 8. P.M. e C.S.M.: la laicità nell’amministrazione della giustizia – 9. L’ultima giurisprudenza e le prospettive della laicità.

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Esercizi di laicità. Ovvero de-finire (giuridicamente) lo Stato laico - di Francesco Alicino

SOMMARIO: 1. Il perché dello Stato laico: la matrice liberal-democratica – 2. Le “definizioni” giuridiche – 2.1. È lingua artificiale il diritto – 3. Il mos italicus dello Stato laico – 3.1. Genesi della laicità all’italiana – 3.2. 1929: conciliati in nome della SS.MA Trinità ... – 3.3. ... ovvero il ritorno a “un’antica espressione medioevale” – 4. De-finire (giuridicamente) la laicità nell’ordinamento repubblicano – 5. Il ruolo della giurisprudenza costituzionale – 5.1 L’operazione definitoria della Corte – 5.2. Una lettura laica dell’art. 3 Cost. – 5.3. Laicità = aconfessionalità – 5.4. Il côté “neutrale” dello Stato laico – 6. Laicità fluida e modellabile ad oggetto disponibile –7. Le “autentiche” e “sane” laicità ... – 8. ... e l’idioma laico della Corte.

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Il diritto ecclesiastico e le stagioni della giurisprudenza costituzionale - di Silvio Ferrari

SOMMARIO: 1. Le stagioni del passato e del presente – 2. Quale stagione per il futuro? Le risposte nell’Unione europea - 3. La situazione italiana: l’inerzia legislativa e la funzione della Corte.

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Multiculturalismo e aconfessionalità. Le forme odierne del pluralismo e della laicità - di Maria Cristina Folliero

SOMMARIO: 1. Esigenza di una ridefinizione giuridica della laicità - 2. Fonti del principio di laicità: la giurisprudenza costituzionale - 3. Laicità di contesto: i “principi supremi” e legalità delle norme concordatarie - 4. Il principio di laicità e i suoi significati - 5. Laicità di progetto e laicità cooperativa: il Concordato e le Intese – 6. Laicità di programma: il contributo della Corte Costituzionale alla differenziazione tra Confessioni religiose - 7. Laicità di risultato: la neutralizzazione del principio di non identificazione e il contributo della giurisprudenza costituzionale e di legittimità - 7.1 La decostruzione del principio di laicità e il ruolo della giustizia amministrativa - 7.2 La decostruzione del principio di laicità e gli attori sociali in campo - 8. Le conseguenze della crisi della laicità cooperativa – 9. Ridefinire la laicità: compiti dell’ecclesiasticista e prove di svolgimento.

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