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Articoli in Autonomia e libertà delle Chiese

Il Giudice italiano e le Università Pontificie: un “rapporto” controverso - di Settimio Carmignani Caridi

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Significatio verborum - 3. Dove ha la propria sede la PUL? - 4. Che rapporto c’è tra la PUL e la Santa Sede? - 5. La docenza universitaria ecclesiastica è funzione ecclesiale? - 6. La Santa Sede si è vista riconoscere in sede internazionale la sua competenza sulle università ecclesiastiche e pontificie? - 7. Inquadramento della materia così ricostruita nella normativa pattizia - 8. Conclusioni.

The Italian judge and the Pontifical Universities: a controversial relationship

ABSTRACT: The article examines the juridical status of the Roman Pontifical Universities and the jurisprudence of the Supreme Court of Cassation regarding employment relationships with institutions dependent on the Holy See.

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Rilevanza pubblica delle comunità religiose nella dimensione giuridica europea - di Pasquale Lillo

SOMMARIO: 1. La presenza religiosa nella sfera pubblica - 2. La libertà religiosa collettiva nella CEDU - 3. La condizione giuridica delle confessioni religiose nel diritto della UE - 4. Identità confessionali e identità nazionali europee - 5. Il ruolo “pubblico” delle istituzioni religiose negli Stati europei - 6. In particolare: a) la rilevanza costituzionale dei soggetti confessionali in Germania - 7. Segue: b) la condizione giuridica delle confessioni religiose in Italia.

Public relevance of religious communities in the European legal dimension

The religious phenomenon appears relevant both on an individual level and on a social level. In many cases religious experience, on the one hand, helps to draw the personal identity of the subject; on the other, it is an element that characterizes various aspects of civil society, up to the influence of the political and institutional dynamics of many contemporary state systems. This paper intends to demonstrate that the religious phenomenon does not appear confined only in the strictly private sphere, but lives and manifests itself also in the public dimension. This approach seems to be confirmed, among other things, by the new public role that religious communities are progressively taking on in the European legal sphere, as well as within individual state systems in Europe. From the analysis of the rules in force both at the European and national level, this work therefore derives a significant legal recognition of the public relevance of religions and religious communities that are direct institutional expression, paying particular attention to the experience gained in the German law and in the Italian legal system.

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Poteri disciplinari della gerarchia ecclesiastica e diritto penale dello Stato (a proposito del rinvio a giudizio del Vescovo di Prato) - di Piero Bellini

SOMMARIO: I. Premessa. - 2, 3, 4, 5. Concorrenza del diritto dello Stato e della Chiesa a qualificare i medesimi comportamenti: possibili conflitti. - 6, 7, 8, 9. Valutazione canonistica del problema. Illiceità del matrimonio civile fra cattolici. Questione dei limiti concordatari ai poteri punitivi dei superiori ecclesiastici in Italia. Valutazione della questione sotto il profilo dell’opportunità canonica. - 10, 11, 12, 13. Sua valutazione statualistica. Posizione del diritto della Chiesa rispetto a quello dello Stato. Natura del rapporto fra fedele e superiore ecclesiastico pel nostro ordinamento. Conseguenze. - 14, 15, 16, 17. Delimitazione del jus libertatis Ecclesiae. Limiti funzionali. - 18. Limiti obiettivi. - 19. Conclusione.

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Un “modello Unesco” per la gestione, in chiave economica, dei beni culturali di interesse religioso? - di Marta Tigano

SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive - 2. Premesse a una ricostruzione dello statuto dei beni culturali - 3. Il passaggio da una tutela “statica” a una valorizzazione “in chiave dinamica” - 4. Inquadramento dell’attività di valorizzazione nell’ambito dei “servizi pubblici” - 5. La possibile estensione dei processi di gestione (e di valorizzazione) ideati per i beni culturali “laici” - e ispirati a criteri economici - anche ai beni culturali di interesse religioso: la necessità dell’accordo - 6. L’organizzazione di un “servizio alla cultura” ispirato a criteri di natura economica - 7. Tentativo di individuazione dei beni culturali di interesse religioso e possibile compatibilità della gestione secondo criteri economici con la natura di questi ultimi - 8. Beni culturali religiosi e “mistero” di salvezza - 9. La programmazione e la pianificazione delle attività relative ai beni culturali (di appartenenza pubblica e non) ed esempi di modelli “condivisi”.

An "UNESCO model" for the economic management of cultural heritage of religious interest?

ABSTRACT: The article is intended to verify if the "UNESCO" management model is applicable to the management of cultural heritage of religious interest, tout court, or if, otherwise, special arrangement are required. Indeed, the UNESCO one is a model not only of dualistic management, (which implies a bilateral agreement), but moreover is inspired by purely economic management criteria. The question is whether a model created for secular cultural heritage can be assumed as a management model also for cultural heritage of religious interest, whose purpose would seem to be incompatible with the characteristics of purely economic management. The author tries to give an answer identifying the common features between the two categories of heritage.

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Riflessi canonistici della riforma del Terzo settore - di Andrea Bettetini

SOMMARIO: 1. Premessa. Specificità dell’ente ecclesiastico e diritto comune - 2. Lo scopo di religione o di culto. Finalità canoniche e finalità “pattuite”: antinomie e analogie - 3. Attività di interesse generale” di cui all’art. 5 d.lgs. n. 117 del 2017, missione caritativa e sociale della Chiesa e regolamentazione delle attività “diverse” da quelle di culto e religione - 4. Gli enti religiosi civilmente riconosciuti e la novella disciplina sugli enti del Terzo settore e dell’Impresa sociale: adempimenti canonici (regolamento, licenza scritta dell’ordinario e creazione di un patrimonio destinato) - 5. L’identificazione dei beni dell’ente canonico funzionali all’esercizio dell’attività di Terzo settore o di Impresa sociale: il bilancio separato. Conclusioni.

Canonistic Reflections of the Reform of the Third Sector

ABSTRACT: Third sector reform started with the delegation law n. 106 of 6 June 2016 undoubtedly involves canon law in its form and substance. The new legislation on the Third sector allows in a certain sense to "recover" many of the typically canonical activities of the religious entity within its "civil" structure in a way more coherent with the religious and canonical nature of the institution itself with respect to the law 222 of 1985. If we look at the activities that Legislative Decree 117 of 2017 calls (Article 5) "Activities of general interest", we highlight how many of them are specific and characterizing religious bodies of the Catholic tradition. The Author in particular highlights how the civilly recognized religious bodies, if they want to regulate some of their activities according to the new discipline on Third sector bodies and the Social enterprise, must undergo some canonical obligations (drafting of a regulation, written license of the Ordinary and creation of destined assets).

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Divieto di discriminazione religiosa sul lavoro e organizzazioni religiose - di Nicola Colaianni

SOMMARIO: 1. La direttiva europea 2000/78/CE e le organizzazioni di tendenza - 2. Il caso Egenberger c. Evangelisches Werk dinanzi alla Corte di giustizia - 3. La sindacabilità dei provvedimenti confessionali in materia di lavoro - 4. I controlimiti alla disapplicazione della direttiva - 5. L’obbligo giudiziario di conformazione del diritto nazionale a quello europeo - 6. Il divieto di discriminazione sul lavoro alla stregua della Carta dei diritti del cittadino europeo.

No difference of treatment on grounds of religion or belief and religious organizations

ABSTRACT: It’s the first time that the Court of Justice E.U. deals with the limits of the exemption from ban on discrimination on grounds of religion or belief in favour of organisations the ethos of which is based on religion or belief. The German law implemented softly the directive 2000/78/CE favouring that ethos, as interpreted by those organizations, and consequently limiting the judicial review merely to its plausibility. Viceversa according to the European Court the religion or belief must constitute a genuine, legitimate and justified occupational requirement, having regard to the organisation’s ethos and the proportionality principle (even though not explicitly recalled by the directive). So an exhaustive judgement allows an objective, not spiritualistic, evaluation of the occupational activities and therefore a stronger legal protection of workers under articles 10, 21 and 47 of the Charter of Fundamental Rights of the European Union.

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Salvaguardia dei dati sensibili di natura religiosa e autonomia confessionale. Spunti per un’interpretazione secundum Constitutionem del regolamento europeo n. 2016/679 - di Manuel Ganarin

SOMMARIO: 1. Esigenze di uniformazione delle fonti europee di diritto derivato e protezione del principio di favor religionis nella Carta costituzionale italiana. Alla ricerca di un punto di equilibrio - 2. Possibilità e limiti di esenzione dalla normativa europea circa il trattamento dei dati personali intraconfessionali - 3. Ammissibilità di soluzioni normative confessionali ‘complete’ e ‘conformi’ al regolamento europeo ... - 4. … e di un intervento dello Stato volto al ripristino della legalità costituzionale - 5. Gli strumenti di tutela: il ruolo dell’autorità di controllo nazionale e di un’ipotetica authority confessionale nella prospettiva di un coordinamento interordinamentale necessitato.

Protection of sensitive religious data and confessional autonomy. Reflections for an interpretation secundum Constitutionem of the European regulation n. 2016/679

ABSTRACT: The contribution proposes an interpretation in conformity with the Italian Constitution of the European regulation n. 2016/679 on the protection of individuals with regard to the processing of personal data, which will be applied in the Member States from 25 May 2018. An interpretation that protects the constitutional principle of confessional autonomy and the fundamental rights and freedoms of the person, reconciling them when necessary.

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La libertà religiosa, i diritti delle comunità islamiche. Alcune considerazioni critiche su due progetti di legge in materia di moschee e imam - di Gianfranco Macrì

SOMMARIO: 1. Introduzione: per un pluralismo “ragionevole” di fronte ai mutamenti sociali - 2. Dalla teoria alla pratica: alcuni aspetti della “questione” islamica nelle contraddizioni politiche e giuridiche del presente - 3. Una premessa di metodo: la libertà religiosa nel modello democratico costituzionale. Aporie persistenti e spunti di riforma (ma siamo ancora agli inizi) - 4. Diritto fondamentale alla moschea vs “Registro pubblico delle moschee” - 5. Un Albo per gli imam (e altre cose) - 6. Conclusioni.

Religious Freedom and the right of Muslim communities. Some critical remarks on two recent draft laws on mosques and imams

ABSTRACT: This contribution starts from the proposal of two draft laws on Islam in Italy (one on the legal status of mosques and the other on imams), which deal with concrete issues that the country faces, taking into consideration the multicultural context of Italy. So far, the approach of the Italian political class has been quite conservative and not willing to take into account possible solutions offered by the Constitution, such as the protection of basic human rights. The solutions have been more focused on the potential lack of trust towards Muslim communities and on legal solutions not fully integrated within a wider European approach. The proposed solutions appear therefore to be more the result of ad hoc approaches, influenced by considerations of real politik, than tools fully in line with the requirements of the Constitutional protection of human rights.

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Le proposte di legge Santanchè-Palmizio sul registro delle moschee e l’albo degli imam: un tentativo di refurbishment della legge n. 1159/1929? - di Antonello De Oto

SOMMARIO: 1. Il contenuto delle proposte di legge c. 2976 e c. 3421 (Garnero Santanchè e Palmizio) e i profili di incostituzionalità - 2. La necessità politico-normativa di un altro approccio agli Islam. Rivitalizzazione dello strumento delle Intese e legge generale sulla libertà religiosa come antidoti alla lenta deriva del riassetto normativo della legge sui culti ammessi - 3. Allegati.

The law Santanchè-Palmizio proposals about the Mosques and Imams register: a refurbishment attempt of the law n.1159 / 1929?

ABSTRACT: The article examines and comments the contents of the legislative proposals c. 2976 and c. 3421 (Garnero-Santanchè and Palmizio) and their unconstitutionality profiles . At the end of this parliamentary term, this examination is also the basis for thinking about political and normative necessity of another approach to Islam and, at the same time, revitalizing the Agreements instrument and the general law of religious freedom, so that they can constitute a concrete antidote to the slow and creeping drift of the normative reorganization of the law on the admitted cults.

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Le Sharia Court in Gran Bretagna. Storia ed evoluzione dei tribunali islamici nel Regno Unito - di Alessandro Negri

SOMMARIO: 1. Le Sharia court: origini, attività e scopi - 2. Alcuni dati statistici - 3. Un’ulteriore evoluzione: l’Arbitration Act e il Muslim Arbitration Tribunal - 4. Il discorso dell’arcivescovo di Canterbury e reazioni - 5. Il Private Members’ Bill della baronessa Cox - 6. La risposta dell’Islamic Sharia Council - 7. Un dibattito ancora in corso: Friend or Foe?

Sharia Courts. History and evolution of Muslim courts in the United Kingdom

ABSTRACT: In the last thirty years the United Kingdom has experienced the formation and surge of so-called Sharia courts or councils, unrecognised Muslim tribunals with purpose of settling disputes using Islamic religious law. Their stated objectives include providing advice and assistance in the operation of Muslim family life, establishing a bench of scholars to operate as a council, making decisions on matters of Muslim family law, and promoting an enlightened practice of the Muslim faith by Muslims living in the UK.

This paper analyses the origins, evolution and functioning of these councils, with emphasis on the lively public debate initiated in 2008 following the Archbishop of Canterbury’s remarks and followed with the bill proposed by Baroness Cox. An overview of the relations between Sharia councils and the State is presented, while providing insight on future scenarios.

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Lo ‘sbattezzo’, tra libertà religiosa e norme implicite. Spunti di diritto comparato - di Maria Chiara Ruscazio

SOMMARIO: 1. Considerazioni introduttive - 2. Il quadro normativo - 3. Le soluzioni giurisprudenziali - 4. Riflessioni conclusive.

The ‘debaptism’, between religious freedom and implicit rules. Hints of comparative law

ABSTRACT: The problem of cancellation from baptismal registers seems to have come to a final solution, thus being no more interesting. Nonetheless, it can still be useful to analyse it from a comparative point of view. The study of the various solutions proposed by the different legal systems allows finding out ‘implicit’ juridical principles, which condition the interpretation and the implementation of positive rules. It can be especially remarked a convergence of arguments and results between legal systems formally inspired to distinct models of State-religions’ relationship - such as the French and the Italian legal systems. This convergence highlights the existence, at a latent level, of common cultural conceptions of the religious experience, fashioned by the Christian religious paradigm; these conceptions tend to shape the concrete contents of both the right to religious freedom, and the right to personal identity, protected by personal data laws.

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La protección de los bienes culturales de la Iglesia católica: la experiencia italiana - di Beatrice Serra

SUMARIO: 1. El concepto de bien cultural de interés religioso en el ordenamiento intaliano y el peculiar relieve cuantitativo y cualitativo de los bienes culturales de interés religioso referibles a la Iglesia católica - 2. El recorrido, paralelo y autónomo, del Estado y de la Iglesia hacia una disciplina concordada de los bienes culturales de interés religioso - 3. El art. 12 delAcuerdo de Villa Madama: el principio de cooperación entre el Estado y la Iglesia en su respectivo ordenamiento para la tutela del patrimonio histórico y artístico - 4. La armonización de la aplicacón de la ley italiana en materia de bienes culturales con las exigencias de carácter religioso: el interés nacional - 5. (continuación) Los acuerdos a nivel regional - 6. Breves consideraciones conclusivas.

ABSTRACT: The article reconstructs the evolution of the protection of the historical-artistic heritage of the Catholic Church in Italy as a revealing index of ways of understanding the relationship between temporal dimension and spiritual dimension.

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Libertà religiosa e proposte di riforma della legislazione ecclesiastica in Italia - di Paolo Cavana

SOMMARIO: 1. Attualità del diritto di libertà religiosa - 2. La libertà religiosa e la sfida del pluralismo confessionale - 3. L’affermazione del diritto di libertà religiosa in Europa -  4. Evoluzione espansiva del diritto di libertà religiosa. Tradizione anglosassone e approccio europeo ai diritti - 5. Dimensione negativa o di garanzia e dimensione positiva o promozionale del diritto di libertà religiosa - 6. Dimensione positiva dei diritti e obblighi di solidarietà: la logica del sistema pattizio - 7. Il sistema italiano di tutela del diritto di libertà religiosa - 8. Legislazione ecclesiastica e proposte di riforma - 9. Il progetto di legge generale sulla libertà religiosa - 10.  Evoluzione del quadro normativo e progetti di riforma - 11. Organizzazioni agnostiche e strutture confessionali: un’assimilazione controversa - 12. Il sistema pattizio come garanzia di pluralismo confessionale e di piena integrazione.

Religious freedom and proposals of reform of the Italian law concerning religious denominations

ABSTRACT: This paper, after briefly recalling the importance of religious freedom in Western civilization and its progressive identification as a fundamental right all over the world, examines the legal framework of religious freedom in the Italian law system. In doing so, it underlines the distinction between the negative and positive aspects of the right, calling for a different attitude on behalf of the State according to the different common law and civil law systems. In the end, taking into account the principles of the Constitution and the Italian Constitutional Court’s case law, it critically addresses the current debate on the proposal of a State statute concerning the exercise of the right of religious freedom for individuals and, above all, for denominational groups without an agreement with the State.

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Le fabbricerie, esempio di intesa tra autorità civile e autorità religiosa - di Paolo Moneta

SOMMARIO: 1. Crescente attenzione verso le fabbricerie e il loro organo di amministrazione - 2. Una recente sentenza del TAR Toscana sul consiglio di amministrazione delle fabbricerie - 3. La posizione del vescovo diocesano nei riguardi delle fabbricerie.

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La libertad de enseñanza de las confesiones religiosas entre libertad de expresión y discurso del odio - di Adoración Castro Jover

SUMARIO: 1. Introducción - 2. Libertad de enseñanza de las confesiones religiosas, autonomía y límites - 3. Aproximación general a los delitos de odio. Particular referencia al artículo 510 del Código penal español - 4. Libertad de enseñanza de las confesiones religiosas y delitos de odio. Algunos ejemplos -5. Libertad de expresión y discurso del odio en el Consejo de Europa - 6. Libertad de expresión y discurso del odio. Una perspectiva constitucional -7. Conclusiones.

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Pubblica sicurezza e tutela dell’autonomia confessionale. Riflessioni a partire dalla negazione delle pubbliche esequie per i mafiosi - di Fabio Balsamo

Sommario : 1. La costante applicazione degli artt. 26-27 T.U.L.P.S. alle ipotesi di funerali di mafiosi – 2. Il caso dei funerali pubblici negati al boss Giuseppe Barbaro e la “protesta” del Parroco di Platì. Un’ipotesi di lesione dell’autonomia confessionale? – 3. L’imposizione di funerali in forma privata e la dimensione essenzialmente comunitaria del rito delle esequie nel diritto canonico – 4. La privazione delle esequie ecclesiastiche tra tutela dell’autonomia confessionale e potere di intervento dell’autorità di pubblica sicurezza – 5. La rilettura del dovere di reciproca collaborazione tra Stato e Chiesa alla luce del comune impegno contro le mafie. Alcune attuali criticità – 6. Verso nuovi confini del dovere di collaborazione: l’assunzione di un impegno comune di Stato e confessioni religiose contro il crimine organizzato.

Public safety and protection of confessional autonomy. Reflections from the denial of public funerals for mobsters.

ABSTRACT: Measures taken by Italian Quaestors in order to prohibit public funerals for mobsters have an impact also on decision-making autonomy recognized at the ecclesiastical authority by canon 1184 C.i.c. on the same field. The recent Catholic Church’s commitment against mafias requires that what is decided by public authorities to ensure the public policy and public safety must be observed together to the measures laid down by Canon Law, with the aim to avoid the risk of a conflict between Italian and Canon Law. That’s why it’s necessary to give new meaning to the cooperation principle that State and Catholic Church have decided to carry on since 1984. Lastly, it would be appreciated if a similar principle could be extended to all religious faiths in Italy, in order to improve the potential contribution of all religions in combating and preventing organized crime.

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Pluralismo giuridico e libertà confessionali - di Pasquale Lillo

Sommario : 1. Il fattore religioso nell’art. 2 della Costituzione italiana – 2. Pluralismo partecipativo e principio di bilateralità – 3. Le libertà costituzionali delle confessioni religiose – 4. Le restrizioni dell’art. 2 della Costituzione alle libertà confessionali.

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Le attività di culto nella scuola pubblica, tra laicità, «libertas Ecclesiae» e libertà religiosa collettiva - di Fabiano Di Prima Marco Dell'Oglio

SOMMARIO: - 1. Premessa. Il "ritorno" della religione e la riaffermazione degli Stati nazionali nell'ultimo quarto di secolo; l'"accerchiamento" della laïcité - 2. Il mancato sviluppo di una metodica giurisprudenziale focalizzante la "specificità" della laicità italiana; l'emersione di un trend individuante solo i (relativi) profili comuni alla laïcité - 3. Un caso paradigmatico: la sentenza n. 166 del 2016 del T.A.R. Emilia Romagna sul tema dello svolgimento di attività cultuali nella scuola pubblica - 4. Il quadro normativo e giurisprudenziale del ventennio scorso: le ignorate direttrici speciali (implicitamente) favorevoli; l'interpretazione "stretta" (d'indole separatista) della normativa generale scolastica negli anni '90 e quella successiva "pragmaticamente ampia" (a fronte delle concorrenti novità socio-culturali e di sistema) - 5. Gli ultimi anni: il mancato intervento del Legislatore atto a orientare in senso costituzionale le scelte della P.A.; l'incrementale difficoltà di quest'ultima a prevenire/gestire le potenziali insorgenti "micro-conflittualità"; la conseguente adozione d'un registro prudenziale "minimalista" – 6. La non condivisibile soluzione accolta dal T.A.R. (sentenza n. 166 del 2016) di contrarietà netta allo svolgimento di atti di culto a scuola. L'incidenza del trend "intrinsecamente separatista"; il cono d'ombra sulle specificità della laicità italiana; la perdita di vista delle direttrici con esse congruenti e delle garanzie ivi offerte alla " Libertas Ecclesiae " e alla libertà religiosa collettiva - 7. Conclusioni: l'urgenza di un intervento legislativo statuale, e di un'iniziativa chiarificatrice a livello bilaterale, a presidio delle libertà fondamentali in discussione.

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I ministri di culto non possono essere puniti per avere rifiutato di rivelare informazioni di natura privata apprese durante lo svolgimento dei propri doveri spirituali - di Giovanni Cavallo Valerio Borghesani

La Corte ha stabilito che un ministro di culto Testimone di Geova non può essere punito per avere rifiutato di rivelare informazioni di natura privata apprese mentre esercitava il proprio ruolo di ministro di culto. L’imputato, un ministro di culto (“anziano”) appartenente alla Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova, viene incriminato per reticenza in quanto, citato in qualità di testimone all'udienza dibattimentale nell'ambito di un procedimento penale per maltrattamenti in famiglia che vedeva coinvolta una coppia di coniugi ai quali egli aveva prestato assistenza spirituale, si rifiuta di rispondere ex art. 200 c.p.p., invocando a tale fine la rivestita qualifica di ministro di culto della Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova e la stretta connessione funzionale tra l'esercizio del proprio mistero religioso e l'avvenuta conoscenza dei fatti oggetto dell'esame testimoniale. (continua)

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Sur la reconnaissance de la compétence exclusive des groupements religieux afin d‘instaurer leur structure intrinsèque et les normes intérieures des relations en tant qu’une des garanties ... - di Philip Ryabykh Igor V. Ponkin Alexandra A. Ponkina

SOMMAIRE: 1. Brève histoire de l’affaire – 2. Préambule – 3. Protection de la compétence exclusive des groupements religieux en vue d’instaurer leur structure intrinsèque et les normes intérieures des relations au point de vue de la législation de la Roumanie – 4. Application du principe de l’autonomie des groupements religieux et du principe de l’inadmissibilité d’intervenir pour l’État aux affaires intérieures des groupements religieux – 5. Non-contradiction de la Convention des exigences intérieures des groupements religieux sur la loyauté et la conformité des personnes se trouvant dans les relations de service avec le groupement religieux – 6. Absence des raisons fournies par les faits juridiques suffisantes et justifiant réellement l’assimilation (la mise au même niveau) des groupements religieux avec n’importe quelles autres organisations-employeurs dans la sphère de la réglementation des relations de travail – 7. Légalité de l’instauration des restrictions à la création et les activités des syndicats dans les certaines sphères des relations publiques – 8. Compétence de la Roumanie de fixer dans la législation les restrictions à la liberté des syndicats conformément à la sphère des relations religieuses – 9. Signification des résultats du jugement de l’affaire «Syndicat “Le Bon Pasteur” c. Roumanie» (requête 2330/09) pour L’Église Orthodoxe Russe- 10. Conclusion.

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L’esercizio dell’attività sindacale dei ministri di culto nella Chiesa ortodossa romena - di Federica Botti

SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La costituzione di organizzazioni sindacali di ministri di culto e laici appartenenti alla BOR - 3. Il riconoscimento della personalità giuridica civile al “Sindicatul Pǎstorul cel Bun”- 4. La questione davanti alla Corte EDU: la preminenza del diritto alla tutela attraverso l’azione sindacale - 5. La Corte EDU e l’esistenza di un “besoin social impérieux” - 6. La risposta della Chiesa ortodossa romena alla sentenza CEDU e l’appello alla Grand Chambre - 7. Alcune considerazioni conclusive.


The exercise of trade-union activity of ministers of religion in the Ortodox Rumenian Church

ABSTRACT: The paper analyses the decision of the EDU Court on lack of recognition of the civil corporate status to the “Sindicatul Pǎstorul cel Bun” formed by ministers of religion and laics of the BOR. This decision was appealed before the Grand Chambre of the Romenian State. In this perspective the debate around the development of the situation within the BOR in relation to what is established by the Romanian law is studied, posing the accent on ecclesiological as well as juridical aspects of the problem. Though without omitting to analyse the labor law aspect of the dispute, the A. offers elements of consideration on the connection between the decision of the EDU Court and art. 8 of the Convention on Human Rights, in relation to the protection of religious denominations autonomy and their right to auto-organization. The paper ends up with considerations on the possibility of juridical systems to impose religious denominations organizations elements of democracy, without violating the principles of autonomy, separation and secularity.

 

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Liberté syndicale (art. 11 CEDH): conflit entre le droit de fonder un syndicat et le principe d’autonomie des communautés religieuses - di Nicolas Hervieu

SOMMAIRE: 1. Introduction. L’enjeu du droit les employés cléricaux et laïcs d’une communauté religieuse de se constituer en syndicat – 2. L’applicabilité à une communauté religieuse des principes conventionnels dérivés de l’article 11 CEDH – 3. L’intensité de la protection offerte par l’article 11 dans le contexte religieux – 4. L’interdiction d’un syndicat au sein d’une communauté religieuse: une violation conventionnelle per se – 5. Conclusion.

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L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche tra amministrazione ecclesiastica e pubblici poteri. Brevi note sullo status dei docenti - di Michele Madonna

SOMMARIO 1. Premessa – 2. Il Codice del 1983 e la recente prassi concordataria della Santa Sede in Europa - 3. La vicenda italiana - 4. Osservazioni conclusive.

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Principio di cooperazione, rapporti con le confessioni minoritarie e problemi di rappresentanza. Uno sguardo all’esperienza latinoamericana - di Antonio Ingoglia

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. La condizione dei culti minoritari in America Latina: cambiamenti in corso - 3. I rapporti con le confessioni religiose non registrate o non ammesse alla concertazione. Normative nazionali a confronto – 4. Il problema dei culti “ancestrali” – 5. Alcune conclusioni.

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Tra autonomia e sussidiarietà: contenuti e precedenti delle convenzioni a carattere locale tra Chiesa e Istituzioni pubbliche - di Andrea Bettetini

SOMMARIO: 1. Premessa. Autonomia delle confessioni religiose e relazioni istituzionali (apicali e di base) con il potere politico – 2. Da una concezione verticistica a una concezione plurale delle relazioni tra religione e Stato. Il principio di sussidiarietà – 3. La competenza delle regioni in materia religiosa. La riforma del tit. V Cost. e il soddisfacimento degli interessi locali – 4. Gli accordi tra Regioni amministrative e Regioni ecclesiastiche. Tentativi di dialogo e attuale legittimazione – 5. Autonomia delle confessioni e forme di legittimazione alla stipula di intese in materia di beni culturali e di assistenza spirituale – 6. Le “nuove” materie di accordo a livello regionale. Il protagonismo sussidiario della società civile – 7. Conclusioni. Rilievo pubblico dei soggetti sociali religiosi, nuove forme pattizie decentralizzate e principio di sussidiarietà.

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Le minoranze religiose tra autonomia e immobilismo del legislatore - di Mario Tedeschi

Nel ringraziare il direttivo dell’Associazione, della quale sono stato uno dei fondatori, per il cortese invito, non privo di coraggio, mi sia consentito ricordare con nostalgia il suo primo presidente, prof. Luigi De Luca, il cui tratto e la cui intelligenza e competenza non sono facilmente eguagliabili. Debbo rilevare altresì che il tema affidato alla mia attenzione e a quella del prof. Ferrari, può prestarsi, così come formulato, a una lettura classica non particolarmente in linea con l’argomento generale del Convegno, che riguarda la laicità e la dimensione pubblica del fattore religioso, e nemmeno attuale, anche alla luce della negoziazione bilaterale aperta instauratasi dopo il 1984 che, fortunatamente, è stata trattata dai professori Colaianni e Dalla Torre. Cosa non mi piace di questo titolo? Innanzi tutto l’inciso “minoranze religiose”, che presuppone una maggioranza diversamente riguardata, come di fatto è; in secondo luogo, il riferimento al concetto di autonomia in una dimensione pubblica, dal momento che per me l’autonomia nasce come concetto privatistico, come insegnavano Pugliatti e Cesarini Sforza, e come autonomia negoziale ... (Continua)

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Il Concordato lateranense: libertà della Chiesa e dei cattolici - di Ombretta Fumagalli Carulli

SOMMARIO: 1. Introduzione - 2. Il Concordato lateranense nel quadro della politica concordataria di Pio XI - 3. Lo Stato-etico - 4. I contrasti tra concezione cristiana e concezione fascista - 5. Il conflitto con l’Azione Cattolica - 6. Bilancio finale.

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Libertà religiosa e autonomia confessionale - di Carlo Cardia

SOMMARIO: 1. Normativa internazionale, libertà religiosa, autonomia istituzionale delle confessioni religiose - 2. Modernità e libertà religiosa. Crollo del totalitarismo e tramonto del giurisdizionalismo nei rapporti con le Chiese - 3. Forme residue di giurisdizionalismo benevolo. Organismi confessionali creati per legge statale e condizionamento delle Chiese - 4. Segue. Finanziamento pubblico delle Chiese, incidenza sulla libertà dei fedeli e sulla autonomia confessionale - 5. Conclusioni. Prospettive riformatrici, diritti dello Stato, diritti delle Chiese.

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Le rôle international du Saint-Siège et la défense de la liberté religieuse et des droits humains - di Paolo Cavana

SOMMAIRE: 1. Le rôle international du Saint-Siège: objectifs et modalités d’action - 2. Les principes qui soutiennent l’action du Saint-Siège au niveau international: a) autonomie et laïcité; b) libertas Ecclesiae; c) principe de collaboration; d) renonce aux privilèges et principe d’egalité ; e) neutralité à l’égard des compétitions temporelles - 3. La défense du droit à la liberté religieuse - 4. La défense des droits fondamentaux de l’homme.

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Libertà di coscienza e di religione - di Giuseppe Dalla Torre

SOMMARIO: 1. Premessa - 2. Il quadro costituzionale di riferimento - 3. Libertà religiosa o libertà di coscienza? - 4. La questione dell’obiezione di coscienza - 5. La libertà religiosa individuale, collettiva e istituzionale - 6. Contenuti del diritto di libertà religiosa - 7. L’autonomia delle confessioni religiose - 8. Limiti costituzionali al diritto di libertà religiosa - 9. Conclusioni: ragione ed ambiti di una legge ordinaria sulla libertà religiosa.

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Le minoranze islamiche nella Bulgaria post-comunista: ingerenze statali e libertà confessionale - di Paola Fantelli

SOMMARIO: 1. Profili istituzionali delle relazioni tra Stato e confessioni religiose nella Bulgaria post-comunista: la posizione dell’Islam - 2. Le ingerenze del Governo bulgaro nell’organizzazione interna delle rappresentanze islamiche secondo la Corte di Strasburgo - 3. Alcune osservazioni sull’ingresso della Bulgaria nell’U.E. e sulle problematiche dell’Islam bulgaro-balcanico.

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Enti ecclesiastici – Enti delle Confessioni religiose - di Salvatore Berlingò

SOMMARIO: 1. L’ente ecclesiastico – 2. L’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto - 3. Gli enti confessionali - 4. Normativa unilaterale comune e normativa di derivazione bilaterale sugli enti confessionali - 5. Enti riconosciuti dalle Confessioni - 6. Figure soggettive ‘border-line’ di enti confessionali - 7. Le attività non cultuali - 8. Il fine di religione o di culto - 9. La coerenza istituzionale dell’ente confessionale – 10. Autonomia confessionale e fine-struttura degli enti - 11. ‘Ecclesiasticità’ o ‘confessionalità’ e regime del no-profit e delle ‘imprese sociali’ - 12. Esenzioni e agevolazioni fiscali per gli enti confessionali - 13. Rapporti di lavoro e imprese di tendenza presso gli enti delle Confessioni – 14. Evoluzione della disciplina degli enti ecclesiastici e confessionali.

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Alle radici della laicità civile e della libertà confessionale - di Sara Domianello Alessandro Morelli

Il libro di Luciano Zannotti affronta tematiche fra le più dibattute, non da oggi e meno che mai dai soli studi del diritto canonico o del diritto ecclesiastico civile, accettando il rischio di proporre ai lettori un’analisi inevitabilmente quanto forse intenzionalmente predestinata essa stessa a quella imperfezione ed incompiutezza di cui l’A. mira senza infingimenti a tessere l’elogio, persuaso com’è del valore positivo da attribuire al fatto che tali caratteristiche consentono ad ogni discorso di restare perennemente aperto ed imprimono un moto di perpetua tensione ad ogni sforzo ordinatore volto a ridurre ad unità globale le infinite possibilità e l’inesauribile varietà di sfumature dell’esperienza umana.  L’operazione azzardata dall’A. è quella di applicare al campo della politipìa dei sistemi normativi l’idea del musiliano anello di Clarisse, ossia di una ricerca continua svolta sull’orlo della bocca di un vulcano, stimolata dalla consapevolezza, acquisita con l’esperienza, che lo scarto di un intero “mondo delle possibilità” operato dall’agire necessitato dell’uomo non può avanzare alcuna realistica pretesa di rendere “quel” mondo eternamente impossibile, potendo vantare al più la forza di relegarlo provvisoriamente al di là dell’orizzonte visibile di “questo” mondo ... (Continua)

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