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“A chiare lettere” - Editoriali • “Una lotta religiosa è da evitare ad ogni costo”: ”equilibrio e prudenza” o “fermezza, prudenza e coraggio”? (di g.c.)

Finalmente sembrano stemperarsi le voci che negli ultimi mesi, in vista della presentazione alle Camere del disegno di legge per la regolamentazione delle convivenze di fatto, hanno acceso e alimentato il dibattito politico e mediatico sul problema “pregiudiziale” dei rapporti tra religione e politica, fede e diritto, valori religiosi e libertà civili, Chiesa cattolica e Stato italiano. I sostenitori del carattere laico della Repubblica democratica e i sostenitori del carattere irrinunciabile della famiglia fondata sul matrimonio hanno trovato compagni di viaggio di cui si immagina che avrebbero fatto volentieri a meno. Sul primo versante si sono levate voci scomposte di ritorsioni d’ordine economico o addirittura di denuncia dell’Accordo “craxiano” del 1984, come se la Costituzione nulla prevedesse in materia di rapporti dello Stato con la Chiesa cattolica. Sul secondo versante, un’insolita manifestazione di piazza ha reso palese la tentazione mal repressa di quest’ultima di entrare apertamente nell’agone della politica, anch’essa poco attenta a quel che la Costituzione dice in materia di distinzione degli ordini.

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